And you are...
You're exceptional
The way you are
Don't need to change for nobody
You're incredibile
Anyone can see that
When will you believe that?


venerdì, aprile 29, 2011

Un futuro già vissuto REBORN, parte otto: L'amore non muore mai


“Non ci posso credere! Sei proprio tu, Saki! Ah ah, che bello vederti!  Allora non eri morto!”
“No no, non so chi avesse sparso questa voce. Semplicemente sono dovuto scappare per alcune evenienze, senza poter avvisare. Ti vedo bene, Kiiro.”
Quel discorso tra vecchi amici continuò sotto lo sguardo contento di mio nonno. Ora si capivano molte cose. Murai Desyo non era altri che Saki Mura, ex pianista degli Slashion. Grande amico di mio padre e del signor Akai.

[“Incredibile! Questo vuol dire che il padre di Seika era nella banda con nostro padre?
“A quanto sembra sì. Vediamo cosa dice con esattezza il fascicolo.”

Continuarono a leggere quel foglio pieno di informazioni.
“Saki Mura, nato a Giugno del 1960. Comincia da giovanissimo a suonare il pianoforte, senza però riuscire a trovare lavoro stabile. Nell’adolescenza comincia a commettere piccoli reati, quali furti e rapine di basso conto. Dal ’76 fino all’80 studia seriamente pianoforte, unendosi nel frattempo ad una banda di ricettatori e spacciatori del quartiere. Dopo ciò fonda il gruppo Slashion insieme a tre suoi amici conosciuti in ambiti legali, ma lui usa il gruppo come copertura per giustificare i suoi grossi introiti. Pian piano la sua banda di ricettatori cresce, lui diventa un pezzo grosso sotto il nome fittizio Mark Ariga.  Tutti i suoi piani vengono stravolti, però, quando il suo collega Kuroi Yasa lo scopre.”]

“Spiegami nonno…è davvero quel Saki Mura? L’ex pianista del gruppo?”
“Precisamente. Ah ah, quando ho visto che avevano arrestato, dieci anni fa, New York, una persona che aveva lo stesso cognome della tua pianista, ho pensato che potesse essere tutto collegato.”
“Ma dieci anni fa il gruppo non esisteva!!”
Dovevo smetterla di fare domande retoriche ai viaggiatori temporali.
“Andai cosi a New York, trovando questo pazzo squilibrato che parlava in maniera familiare. Avevo visto molte volte i membri degli Slashion, ma mai mi sarei aspettato una tale storia da questo ragazzo perbenista. Mi raccontò del suo passato. Io gli raccontai del suo futuro. Gli feci inscenare un suicidio per poter, così, muoverci più liberamente. Ovviamente, il mio scopo originale era far sì che convincesse la tua pianista a convincere te ad accettare le mie richieste. Ma poi ho dovuto cambiare. Come vedi, lo sto usando per convincere tuo padre a venire qui da noi. Che ne dici, una bella idea, no?”
“Sei solo un…”
“Ah ah, sì, grazie, lo so. Spero che non ci metta molto, il passato mi attende!”

[“Il collega l’aveva scoperto per sbaglio, sentendolo parlare al telefono mentre andava a casa sua per avvisarlo sul nuovo album. Saki, prontamente, lo uccise. Solo dopo cominciò a pensare ai problemi che poteva causare quell’azione.”
“Strano, molto strano. Questo fascicolo non sembra redatto da un poliziotto.”
“Continua a leggere, Seyo. Queste informazioni possono decidere il futuro del gruppo.”]

“Kiiro, devo dirti una cosa, spero che ciò che ti dico non ti sorprenderà.”
“Cosa, amico mio?”
“Devi andare nel futuro.”
“!! E tu come fai…”
“Questo ancora non posso dirtelo, ma sappi che il futuro può dipendere da questa tua azione.”

“Cavolo! Deve anche persuaderlo ad accettare la mia proposta, non solo farlo venire qua! Sennò è tutto inutile!”
“E che deve dirgli? Che il suo padre assassino lo vuole per qualche scopo segreto? Non verrà mai.”
“E lui che ne sa in quell’epoca che ero un assassino. Forza, Saki, convinci mio figlio ad accettare la mia richiesta!”
Mentre il nonno delirava, udii un leggero sospiro vicino alla porta distrutta. Mi girai, e vidi una tremante Seika osservare la scena attonita. Pure il nonno si accorse di lei.
“SEIKA! PERCHÉ SEI QUI? E COME HAI FATTO AD ARRIVARE???”
“Ti ho seguito, prima…ma sono rimasta in macchina fino ad ora, avevo paura…e ho fatto bene, a quanto vedo…”
“Seika, vai via!!”
Non so se avesse deciso di andarsene realmente, sta di fatto che il nonno la teletrasportò vicino a lui.
“Potrebbe essere un eventuale sprone a convincerti, eh eh, il cielo mi assiste!”
“Akira, aiuto!!”
“Seika..!”
Non sapevo cosa fare, nessuno mi aveva mai insegnato ad essere un eroe. Ero con le mani legate. Se mio padre fosse davvero venuto, avrei dovuto chiedergli varie cose.

[“Dopo aver ucciso Kuroi, scrisse una lettera falsa d’addio del bassista, per dare l’impressione di una morte d’orgoglio. Dopo ciò inscenò il suo suicidio e partì per un altro quartiere del Giappone, dove cambiò nome e si costruì una famiglia. Su questa parte della sua vita non sappiamo molto, solo che lasciò la moglie nel 1990 con un bambino per motivi di incompatibilità, oltre al fatto che quel quartiere era sotto stretta sorveglianza. Sicuramente non aveva mai amato quella povera donna e quel povero bambino. Dopo ciò abbiamo nuovamente chiare le sue tracce. Nel 1991, sotto il nome di Murai Desyo, sposò una pianista che sconosceva totalmente la vera indole di quell’uomo. Nel 1992 ebbero una bambina, Seika, un nome molto simile al vero nome del padre, che ovviamente la madre sconosceva.”]

“Tuo padre, come ben sai, è incarcerato per motivi di cui non ha colpa. A breve tenterà il suicidio. Cioè, a breve per me. L’11 Gennaio del 2015, tuo padre si impiccherà a casa sua, in Giappone. Si è consolato grazie all’amore di tuo figlio che gli teneva compagnia, ma con i vari impegni tuo padre si è sentito trascurato, e così…”
“Ma tu come fai a sapere tutte queste cose?”
“Tuo padre è venuto da me. Kuroi è morto, e Akai non sembrava il tipo adatto, data la sua natura scherzosa. Mi ha chiesto come un favore personale, di tenere questo suo testamento e di dartelo al tempo giusto. Ma penso sia meglio fermarlo, no?”
“Mio padre può andare nel passato?”
“Così sembra. Beh, nel 2015 ci riuscirà.”
“Lasciami un attimo per riflettere.”
“Ok, amico.”
Si girò per non mostrare la risata compiaciuta. Chissà come stava sbeffegiando mio padre, nella sua piccola e sporca mente.
“Quello è…Murai? Non è mai stato così gentile…”
“Seika, non farti ingannare! Sta raggirando mio padre, con quel suo modo di fare!”
Ma il cuore di una figlia nel vedere un padre umano non si può fermare con due parole. Cominciò a lacrimare, a fare domande a se stessa su cosa dovesse fare. Io non ne avevo la minima idea.

[“Nel 1995, la moglie scoprì i piani loschi di Murai aka Saki, e la uccise senza pietà davanti alla figlia di tre anni. La donna era casalinga da quando si era sposata e aveva poche amiche, quindi nessuno dubitò quando Murai disse agli altri che era partita per un lungo viaggio. Solo la figlia sapeva, ed è stata costretta ad abitare con quel mostro, che cominciò ad abusare di lei non appena la figlia raggiunse i 12 anni. L’unico momento di conforto per la bambina era quando si rifugiava, sola, nell’eredità della madre, ossia il suo amato pianoforte.”
Le Shiteru cominciarono a piangere, pensando alle pene che la loro amica aveva passato per colpa di un uomo così mostruoso. Seyo era pure visibilmente commosso, ma era più che altro stupito di come un fascicolo poteva essere dettagliato.]

“Ok, ho deciso. Andiamo. Ma non so come portare pure te al tempo designato.”
Il nonno cominciò ad esultare.
“Non preoccuparti, tuo nonno mi ha detto che mi basta desiderarlo per tornare. Chiudiamo gli occhi e andiamo, ok?”
“Ok, Saki.”
Entrambi chiusero gli occhi. Il nonno li chiuse per far tornare Saki nel nostro tempo, azione che fu seguita da un forte lampo che costrinse tutti noi a chiudere i nostri occhi.
Quando il nonno aveva gli occhi chiusi, aveva uno sguardo contento.
Ma quando li riaprii, il suo sguardo mutò.

[“Nel 2005 una chiamata anonima informò la polizia sull’omicidio duplice realizzato da Murai Desyo, che riuscì ad evitare per un soffio e a fuggire a New York, dove fu arrestato per aver attraversato illegalmente il confine, e per aver ucciso il doganiere di turno, oltre ad altre persone che aveva usato per farsi scudo durante la fuga.”]

“No…NO…NO!!!! PERCHÉ!!! Perché Kiiro è ancora un ologramma? Perché???”
“Che vuoi che ne sappia, vecchio. Il piano è tuo. Oh, quando è arrivata questa bella signorina? Suppongo che sia mia figlia, anche se non la vedo da tempo.”
“Saki…suppongo tu sia tornato nel presente. Sicuramente, se parlo, dovreste riuscire a sentirmi, tu e chi ti sta intorno. Sono già stato nel futuro, fino al 2008, e so che mio padre è un poco di buono. E a prescindere, lui sarebbe andato senza dubbio da Akai. Sapeva che è il mio migliore amico. Scusa se ti ho mentito. Ma prima voglio fare qualche altra ricerca. Andrò un attimo in un futuro più avanzato, come il 2020.”
Scomparì per un attimo, mentre mio nonno vide scomparire il suo piano in un attimo. Mio padre tornò con un fascicolo in mano.
“Come prevedevo. Saki, la tua anima è corrotta. Hai persino rubato questo fascicolo e messo nel luogo sacro di Akai. Lo correggerò con le informazioni che ho scoperto nel futuro, e lo rimetterò in quel luogo. Akira, figlio mio se pure tu sei presente, ti prego di andare a cercarlo. Scusami se non sono venuto nel tuo presente, ma sicuramente mio padre ha qualcosa in mente. Qualunque cosa abbia, fermalo! Mi fido di te! Addio a tutti, ci vediamo in un’altra vita!”
Dopodiché sparì di nuovo.

[Corretto e redatto da: Kiiro Legato, 1990. Con un piccolo aiuto dal 2020!]

Mio nonno cominciò letteralmente ad andare di matto. Poi riacquistò una calma incredibile. Dopodiché, estrasse la spada.
“Mi hai profondamente deluso, Saki. Ti ho salvato la vita, e tu non sei riuscito a salvare la mia. Non meriti la vita.”
“Ok, vecchio, tanto non ho modo di oppormi, giusto? Tu fermi il tempo. Lasciami solo abbracciare un’ultima volta mia figlia. Voglio fare qualcosa di buono, prima di morire.”
Seika drizzò le orecchie. Saki, invece, allargò il suo abbraccio.
“So benissimo di averti dato tante sofferenze, piccola mia, ma ad un passo dalla morte voglio ravvedermi e dare quell’amore paterno a chi potrà farne buon uso.”
Ma quale pianista, doveva fare l’attore.
Sta di fatto che Seika, sempre in lacrime, si alzò e cominciò a camminare verso di lui.
“SEIKA! NON ANDARE! TI STA SOLO INGANNANDO!”
“No, forse…si è pentito…forse è il padre che ho sempre voluto. Forse…”
Non riuscì a dire l’ultimo forse che suo padre la prese per un braccio, le puntò una pistola sulla tempia e la usò come scudo umano. Il pianto di Seika cominciò a diventare più pesante.
“AH AH AH, STUPIDA CREDULONA, ESATTAMENTE COME TUA MADRE! AVANTI VECCHIO, TRAFIGGICI!”
”Pensi che mi importi di una bambina? Vi ucciderò tutti e due!”
“FERMI, TUTTI E DUE!!”
Tentai di fermare il tempo, ma il nonno contrastava i miei poteri. Era già in posizione ed avevo già urlato un “maledizione”, quando non sentii più il pianto di Seika.

“Adesso…capisco realmente. Il papà di Akira ha ragione. Hai un anima corrotta. Ho voluto darti un’ultima possibilità, ma ho sbagliato. O forse no. A tutti è concesso avere un’ultima possibilità. Ma non l’hai usata. Se tu dovessi morire adesso, finiresti in un posto popolato da persone come te. Ho pena per la tua anima, Murai. O Saki, non ho ben inteso il tuo nome. Ma almeno, se devi spararmi, voglio vederti in faccia.”

Con uno scatto veloce e potente, si liberò dalla presa del padre e si mise di fronte alla sua mano, con la pistola alla tempia. Si asciugò le ultime lacrime.
“Brutta idiota. Non ti ho mai amato”
Dopodiché, si sentii uno sparo.

[MENO SETTE]
(Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. Story by Brian Farey. All right reserved.©)