And you are...
You're exceptional
The way you are
Don't need to change for nobody
You're incredibile
Anyone can see that
When will you believe that?


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mercoledì, agosto 25, 2010

Di ritorno dal campeggio Roccella Jonica 2010!!!

Si, ragazzi. Dal 16 al 22 Agosto si è tenuto al centro Emmaus di Roccella Jonica il terzo anno del campeggio cristiano. Ricordando il primo anno dove, risolta la crisi fraterna, ho dato il via all'Apocalisse e all'intrippamento martino ed il secondo dove, oltre a stilare un resoconto di 7 pagine ero entrato al campeggio con una fratellanza rotta sistematasi con un totale abbassamento di orgoglio, questa volta entravo al campeggio senza problemi. Si, la mia presunta sorella non c'era e la mia presunta migliore amica ce l'aveva (e ce l'ha tutt'ora) a morte con me perché...no beh mettessi il perché mi prenderebbero per pazzo. Ma ero tranquillo, l'importante era che io non odiassi nessuno.

Il primo giorno, dopo essere arrivati e aver montato, passa abbastanza velocemente. Ma tutti i giorni passano abbastanza velocemente. Non bisogna dimenticare il mercoledì al monte, il fatto che ogni giorno dormivo nel divanetto (trovavo le stanze rumorose) e delle discussioni notturne con alcune persone...dal quale sono nate alcune frasi degne di nota:

"Nausica è Nausica"
"A canni è debole e chidda è bona"
"Se se bona si"

E così via, c'erano molte tentazioni (per gli altri) in questo campeggio. Ma nulla poteva superare il rilassamento. Martedì notte, per festeggiare il compleanno di Alex, siamo andati io, lui e altre 5 persone sulla quercia per stare un po' insieme, cosa che l'anno scorso sarebbe stata impensabile. Siamo realmente maturati, questa volta Nehemia non sarebbe stato necessario.

Ma il clou è stato raggiunto giovedì. Un bel gruppo di giovani riuniti a cerchio nella sala riunioni. Remigio entra a sgamo e si siede con noi. Entra Erika. Remigio si alza e SBADABADABUM, si porta ventilatore e parenti annessi, nelle ilarità totali. E pensare che c'è gente che vuole che cancelli questo video. PAZZIA.

Ora, umanamente parlando, cosa mi è rimasto di questo campeggio? Ho legato molto con alcune persone. Se dobbiamo parlare di nuovi legami, ne ho creato uno con Giada. Non le avevo mai parlato, la giudicavo male, tra me e me. Invece ha un intuito molto particolare che la rende pari se non superiore alle sue simili. Senza contare che a disegnare è na pazza.
Poi ho rinforzato con Rebecca, con Luana (che prima ce l'aveva a morte con me per via di una mezza frase), con Lorena (tra l'odio e la morte) creando un legame con la sua sempiterna Luana Fassari in Sciuto (che spero piano piano si espanderà) e, last but not least, con Ambra. La cosiddetta "amiketta del San Giorgio" con la quale ho riscoperto la gioia di parlare, anche di cose serie. Peccato che a volte mi ricordi chi non mi debba ricordare. Ma per il resto è una ragazza apposto, forse ancora inesperta sul campo ma a questo servono i fratelli più grandi.
Riguardo all'odio, la presunta migliore amica ancora mi odia. Certo che se le cerca lei, però. Brutto, bruttisimo vedere che per evitare me molte volte si è messa a mangiare da sola. Indirettamente, agisce sui miei sensi di colpa. E pensare che fino all'anno scorso quella coi sensi di colpa era lei. Brava, brava, mi furiau a fucchetta. Che poi, passare un campeggio cristiano nell'odio e come andare ad un concerto con un problema all'udito. USELESS.

Inutile dire che il mare l'ho visto da lontano. Però sono andato una volta al centro commerciale, come l'anno scorso. Bel luogo, peccato che non ho potuto visitare gamestop, sarebbe stato interessante vedere qualcosa oltre i miliardi di gadget di Hello Kitty.

Penso di aver finito per la parte umana. Ora, passo allo spirituale.

5 insegnamenti mattutini, 6 serali; però contando che mercoledì sera abbiamo ripreso l'insegnamento mattutino i numeri si invertono. Di mattina tutto era rivolto verso la chiamata di Mosè. Qual è la nostra chiamata? Qual è la mia chiamata? Mixer? Non penso. Qualcosa di informatico, magari. Non lo so, non spetta a me scegliere. Tutto è per grazia.
Di sera, si trattava un altro argomento diametralmente collegato: l'umiltà. Cominciando con un insegnamento made in Ficarra e uno made in Pastore, il resto è stato dettato dal mio predicatore preferito di Librino, ossia Alessando Acciarito. Le sue metafore con le stelle mi rimarrano per sempre dentro. Senza contare come ha poi legato l'umiltà alla gloria, come una sua vecchia predica. L'UMILTÀ PRECEDE LA GLORIA. Io, l'uomo più orgoglioso del pianeta prima del 2009, che ricevo un insegnamento simile. E che insegnamento. Amen. Il 15/08/08 rimarrà sempre imbattibile, ma quest anno è stato più un insegnamento rivolto ai cuori orgogliosi che puntato sulla praticità. Se solo certa gente lo capisse, vivrebbe molto meglio.

E ora? Ora sono qui, a Catania, con un nuovo bagaglio culturale. Il pastore m'ha fatto venire una voglia immane di leggere Deuteronomio e Numeri, ma prima devo finire il Levitico, per quanto stancante sia. Ma con l'aiuto del Signore, alcuni passi diventano bellissimi da meditare in futuro. Ogni libro ha la sua utilità, anche il Levitico.
Non farò nessun resoconto come l'anno scorso, incentrato su di me. La gloria deve andare agli altri. L'umiltà si vede sulle piccole cose. Vedere Giorgio suonare con le penne, è un esempio di umiltà. Vedere un Pastore che fa scegliere a noi un orario di coprifuoco, sapendo che lui deve svegliarsi alle 5 e mezza, è un grande esempio di umiltà. Noi siamo la chiesa del futuro. E loro sono i maestri del nostro presente.
Grazie Signore per questi grandi uomini di cui ci hai fatto dono. Preservali sempre e guidali, che possiamo imparare realmente da loro. Grazie per ogni cosa, nel nome di Gesù. AMEN.

lunedì, febbraio 08, 2010

Lazzaro, esci fuori! - Alessandro Acciarito

Come ogni lunedì (anche se questo è solo il secondo), metterò la predica del giorno precedente. Predicatore di ieri è Alessandro Acciarito, noto anziano della chiesa "Parola della Salvezza - Gesù Cristo è il Signore" di Viale Grimaldi 16.

1 C'era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2 Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato. 3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». 4 Gesù, udito ciò, disse: «Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato». 5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro; 6 com'ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi disse ai discepoli: «Torniamo in Giudea!» 8 I discepoli gli dissero: «Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?» 9 Gesù rispose: «Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». 11 Così parlò; poi disse loro: «Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo». 12 Perciò i discepoli gli dissero: «Signore, se egli dorme, sarà salvo». 13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto, 15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!» 16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi, per morire con lui!» 17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, 19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. 20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 21 Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» 27 Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo». 28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: «Il Maestro è qui, e ti chiama». 29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. 31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere. 32 Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e l'ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». 33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 34 «Dove l'avete deposto?» Essi gli dissero: «Signore, vieni a vedere!»
35 Gesù pianse.
36 Perciò i Giudei dicevano: «Guarda come l'amava!» 37 Ma alcuni di loro dicevano: «Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?» 38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all'apertura. 39 Gesù disse: «Togliete la pietra!» Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno». 40 Gesù le disse: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?» 41
Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. 42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». 43 Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». 45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui. 46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto. (Giovanni 11)














 

Il messaggio, come ben si vede e si sente, copre tutto il capitolo 11 di Giovanni, che parla della resurrezione di Lazzaro. Ovviamente, per capir meglio il messaggio, vi rimando alle parole di Acciarito. Una sola cosa però voglio sottolineare: il verso 35. Molte volte pensiamo che il Signore sia di tutt'altro modo, che sia inossidabile...ma anche Gesù ha avuto momenti di debolezza. Come noi.

Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. (Ebrei 4:15)

Con questo ho finito, per il resto vi lascio al messaggio di Acciarito...Dio Vi Benedica!