STAVOLTA NIENTE RIFERIMENTI A CANZONIIII!!! YEEEE VIVA L'INDIPENDENZA!!! Ok basta, non ho molti motivi per essere così euforico, quel maledetto di ???? m'ha battuto ad un passo dalla fine, ditemi come posso essere contento. Comunque, sono qui per parlarvi di un progetto...forse anche migliore del Project SOJ che ha dato i natali ad alcune tra le mie canzoni più belle...questo si chiama, invece, L'Ultimo progetto. Riuscite a capire?
Praticamente, circa due anni fa, ho composto una canzone, chiamata semplice "L'ultimo..." che all'epoca ha riscosso un minimo successo. Il vero exploit l'ha fatto ora, dopo due anni dal suo lancio. E come ben si sa, non si può lasciare incompiuto un successo. Che poi all'epoca ho stonato da pazzi, ho registrato una versione intonata e non viene calcolata di striscio. Boh, misteri della vita.
Comunque, dopo aver appurato il successo della canzone, ho deciso di fare la versione inglese, "The last one". La cosa bella di questa versione è che contiene parti che nell'originale non ci sono, come "Seriously, in the deep of your heart?" e "Now I cried when I think that"...rendendo il senso della canzone più ampia. Ma ancora il successo della canzone doveva realmente uscire.
Durante una sessione di lavoro, io, Brian Farey aka MC BAU, EllePi aka MC Avverso e Jim Klas aka Er Rabbino, abbiamo sperimentato varie forme diverse di questa Ultimo. La migliore, registrata e per ora tenuta segretata, è "L'Ultimm...", versione napoletana e abbastanza "cantriata" dell'originale. A conti fatti, persino migliore. Versione che ha riscosso parecchio successo. Era il momento di cavalcare l'onda.
La canzone doveva avere un continuo. Ma non più la canzone d'amore, ma la canzone arrabbiata. Ed è così che abbozzo le prime parole de "L'ultimo parte II" che ho pubblicato tempo addietro. La musica? Qualcosa di forte, un rock. Ma sì, la mia canzone metal preferita, "Maybe I'm a lion". Metà canzone è già stata scritta, l'altra metà la scriverò appena avrò un po' più d'ispirazione. Ma non è finita lì. Preso dal momento rap, ho pensato di ampliare la versione originale con alcune rime, una sorta di remix autorizzato. E così che, dopo due giorni di lavoro, realizzo "L'ultimo saluto remix", sulla forte tematica hip hop.
E il futuro?
Innanzitutto finisco L'Ultimo parte II. Dopo ciò, due cose bisognerà fare: Artisti uniti per l'Ultimo, dove molte persone canteranno una parte diversa della canzone realizzando qualcosa simile a Domani e, in futuro, L'Ultimo parte III: la crew nella quale per ora figurano Piero e Giorgio realizzeranno rime a tema per far sì di fare una terza parte che possa essere ricordata a lungo. Questo sì che è qualcosa di grande. Riepilogo così come dovrà uscire "Ultimo EP", ossia il mini cd con tutte le versioni:
1) L'ultimo...
2) The last one
3) L'ultimm (version by Jim Klas)
4) L'ultimo saluto remix
5) L'ultimo parte II
6) Artisti uniti per l'ultimo (version by Band S-Word)
7) L'ultimo parte III (version by SoulPeace, crew di BF)
Follie? Forse. Ma è questo a guidarci. BYE BYE!!!
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mercoledì, ottobre 06, 2010
venerdì, ottobre 01, 2010
Now I cried when I think that...
(riferimento a The Last One, versione inglese dell'Ultimo. Inutile cercare, nella versione italiana questa parte non c'è. Per me The Last One è la vera versione di ciò che volevo realizzare)
Periodo di lavoro. Periodo di pausa. Periodo di giochi, anche se pochi. Periodo di telefilm. Periodo di anime. Troppi periodi, troppo poco spazio lasciato al pensiero. Troppo poco spazio lasciato a me, myself and I. Voglio ricominciare a scrivere. L'ultimo parte II. Finire Breakdown e Non volevo crescere. Scrivere un nuovo pezzo, un nuovo best seller. Da non pubblicare, questa volta. L'errore che ho fatto con l'Ultimo è stata darla troppo in giro. Almeno Ti amo (con tutto il mio cuore) ancora non la conosce nessuno.
Comunque, scrivere. Finire i miei libri, magari. Forse finire è una parola grossa, magari continuarli, scriverne un po di più. Ma non posso abbandonare il fatto che io sia un autore, in primis. "Il carpentiere". Soprannome storico. Cantante, gamer, tutto posso essere. Ma in primis, sono un carpentiere, un autore. Scrivere è molto più facile di leggere, a volte. E di sicuro, scrivere è più facile di pensare. Perché, a conti fatti, now I cried when I think that.
"Scrivo con la mia penna, più veloce di Ayrton Senna, ma di schiantarmi incontro al muro non mi va..." Piccole parodie che nonostante tutto fanno bene. Io sono il primo per l'auto-ironia. Come sono anche il primo per la critica.
Non voglio essere frainteso, non sono triste. Sto ascoltando Rakuen, non potrei mai esserlo mentre ascolto questa canzone. Forse adirato perché non riesco a battere Vanitas Lingering Remnant in Birth By Sleep, ma quello non posso farci nulla, ancora sono ad un livello troppo basso per sperare la minima cosa contro di lui.
Quindi, alla fine, qual è il senso del post? Aggiornare? Esternare? Non ha un senso. Forse ho bisogno di comporre. Gli Articolo dicono: "La musica è il mio linguaggio ed io vi parlo nella musica, rimando i miei discorsi nella sua struttura metrica". Ma non voglio affatto fare qualcosa come l'ultimo post, quelle pessime rime che ho fatto. Al massimo, posso continuare. Anche se mi toccherà spegnere Rakuen.
Volevamo solamente, era l'incipit precedente
Ora mi tocca cambiarlo, il mio cuore non se la sente
Di parlare al plurale, qui c'entro solo io
L'unico aiuto convenevole, mi verrà esclusivamente da Dio
Volevo solamente pensare un po' di meno
Sognare un po' di meno, condividere il pensiero
Una persona ce l'avevo, il suo compito era essenziale
Mentre adesso pensa ad altro a casa sua, lì al viale
Volevo solamente un impegno fisso
Qualcosa che mi liberi dal ridondante ossesso
Non basta più la ludica, non basta l'elettronico
Neanche il grande impegno preso anni fa come fonico
Volevo solamente decidere cosa pensare
Dividere le ore tra gli argomenti da meditare
Ormai non ci provo più, di me stesso sono diffidente
Non provo neppure a sfidarla, la mia mente
Volevo solamente un attimo di pace
Frase copiata, nonostante tutto mi piace
Nonostante gli screzi, nonostante la sfida
Ti dirò sempre "Che Dio ti benedica"
Non seguo la logica, non seguo il copione
Non seguo le stelle da Ofiuco ad Orione
Non seguo la moda, non seguo la gente
Seguo solo lei, a cellule neurali spente
La più grande nemica, la più grande rivale
La più grande sfida che potessi mai affrontare
Ce l'avrò per sempre, conficcata in testa
Volevo allontanarla, ma alla fine le ho sempre detto "Resta"
Ormai è andata, sarò stato un demente
Ma il duo s'è creato: Brian Farey & La sua mente
Scissioni impossibili, personalità cattiva
Ogni minuto lei fuori, il mio dentro soffriva
Non mi lamento del passato, non mi lamento del futuro
Non mi lamento del presente, neanche se è sempre più duro
Concludo la rima, del pensiero inizio il digiuno
Così ragiona da sempre la Brian Army Union
Ed infine, giusto per citare l'esistente:
Non è facile decidere...nuovi amori dettano regole...
Periodo di lavoro. Periodo di pausa. Periodo di giochi, anche se pochi. Periodo di telefilm. Periodo di anime. Troppi periodi, troppo poco spazio lasciato al pensiero. Troppo poco spazio lasciato a me, myself and I. Voglio ricominciare a scrivere. L'ultimo parte II. Finire Breakdown e Non volevo crescere. Scrivere un nuovo pezzo, un nuovo best seller. Da non pubblicare, questa volta. L'errore che ho fatto con l'Ultimo è stata darla troppo in giro. Almeno Ti amo (con tutto il mio cuore) ancora non la conosce nessuno.
Comunque, scrivere. Finire i miei libri, magari. Forse finire è una parola grossa, magari continuarli, scriverne un po di più. Ma non posso abbandonare il fatto che io sia un autore, in primis. "Il carpentiere". Soprannome storico. Cantante, gamer, tutto posso essere. Ma in primis, sono un carpentiere, un autore. Scrivere è molto più facile di leggere, a volte. E di sicuro, scrivere è più facile di pensare. Perché, a conti fatti, now I cried when I think that.
"Scrivo con la mia penna, più veloce di Ayrton Senna, ma di schiantarmi incontro al muro non mi va..." Piccole parodie che nonostante tutto fanno bene. Io sono il primo per l'auto-ironia. Come sono anche il primo per la critica.
Non voglio essere frainteso, non sono triste. Sto ascoltando Rakuen, non potrei mai esserlo mentre ascolto questa canzone. Forse adirato perché non riesco a battere Vanitas Lingering Remnant in Birth By Sleep, ma quello non posso farci nulla, ancora sono ad un livello troppo basso per sperare la minima cosa contro di lui.
Quindi, alla fine, qual è il senso del post? Aggiornare? Esternare? Non ha un senso. Forse ho bisogno di comporre. Gli Articolo dicono: "La musica è il mio linguaggio ed io vi parlo nella musica, rimando i miei discorsi nella sua struttura metrica". Ma non voglio affatto fare qualcosa come l'ultimo post, quelle pessime rime che ho fatto. Al massimo, posso continuare. Anche se mi toccherà spegnere Rakuen.
Volevamo solamente, era l'incipit precedente
Ora mi tocca cambiarlo, il mio cuore non se la sente
Di parlare al plurale, qui c'entro solo io
L'unico aiuto convenevole, mi verrà esclusivamente da Dio
Volevo solamente pensare un po' di meno
Sognare un po' di meno, condividere il pensiero
Una persona ce l'avevo, il suo compito era essenziale
Mentre adesso pensa ad altro a casa sua, lì al viale
Volevo solamente un impegno fisso
Qualcosa che mi liberi dal ridondante ossesso
Non basta più la ludica, non basta l'elettronico
Neanche il grande impegno preso anni fa come fonico
Volevo solamente decidere cosa pensare
Dividere le ore tra gli argomenti da meditare
Ormai non ci provo più, di me stesso sono diffidente
Non provo neppure a sfidarla, la mia mente
Volevo solamente un attimo di pace
Frase copiata, nonostante tutto mi piace
Nonostante gli screzi, nonostante la sfida
Ti dirò sempre "Che Dio ti benedica"
Non seguo la logica, non seguo il copione
Non seguo le stelle da Ofiuco ad Orione
Non seguo la moda, non seguo la gente
Seguo solo lei, a cellule neurali spente
La più grande nemica, la più grande rivale
La più grande sfida che potessi mai affrontare
Ce l'avrò per sempre, conficcata in testa
Volevo allontanarla, ma alla fine le ho sempre detto "Resta"
Ormai è andata, sarò stato un demente
Ma il duo s'è creato: Brian Farey & La sua mente
Scissioni impossibili, personalità cattiva
Ogni minuto lei fuori, il mio dentro soffriva
Non mi lamento del passato, non mi lamento del futuro
Non mi lamento del presente, neanche se è sempre più duro
Concludo la rima, del pensiero inizio il digiuno
Così ragiona da sempre la Brian Army Union
Ed infine, giusto per citare l'esistente:
Non è facile decidere...nuovi amori dettano regole...
martedì, settembre 28, 2010
Ora stanno facendo uscire Final Fantasy XIII su 360!
(riferimento a FF XIII 360 reply, di Brian Farey, dall'album Terza gara di stupidità. Il testo, in sé, è bellissimo)
Dopo l'intervento che, come dice una persona, "m'ha fatto dei nemici" (ma se un blog non serve a questo a che dovrebbe servire?) ora torno a parlare d'altro. Non di videogiochi, come si può supporre. Ma del cambiamento di pensieri. Poche persone conosceranno questa sigla, ancor meno il suo significato:
FACEMAZELECTRONCRASTSKUNKVIZIMPACCPESSPIKKNFAMIUDEFGIGSQUWADA
Sigla senza senso? No, il senso ce l'ha, eccome. L'ultima parte, però, interessa. Per chi non lo capisse, questa sigla non è altro che una sfilza di insulti messa dietro l'altra. E cosa ci fa allora la parola Wada lì in mezzo?
Youichi Wada, Presidente della Square-Enix. Quel giorno del 2008, m'è caduto dal cuore. Il mondo delude. Certo, in senso generico è un po' una bambinata, alla fine lo si fa per soldi. Per soldi. Ho ascoltato il mixtape di JoJo, che attendevo da tempo. Download gratuito. Dov'è finita l'opera pop? Dov'è la nuova Exceptional? Rimpiango risentendo Back words, una delle canzoni che hanno aperto questo blog. E c'era chi diceva "Io non cambio la mia musica per vendere più dischi come han fatto certi tizi, non so se mi capisci". Nulla di piu', nulla di meno. Il commerciale è dentro l'angolo. C'è chi non deluderà mai in questo campo? Difficile dirlo. Spero, almeno, che la decima e ultima stagione di Smallville sia come le precedenti. Un gran finale. Per concludere, vediamo se il tag con la quale mi firmo in quest ultimo periodo funziona:
Volevamo solamente vivere in pace
Il nostro cuore duro come un bronzo di Riace
Invece è diventato, zero compromessi
Parliamo a bassa voce dicendoci "ma come siamo messi?"
Volevamo solamente un ritorno alle origini
Ma vedendo poi dall'alto, un senso di vertigini
Ci prende, ci assale, non ci lascia piu'
Io e miei fratelli stiam scendendo sempre piu' giu'
Volevamo solamente qualcuno in cui credere
Qualcuno in questo mondo da potere seguire
Qualcuno in questo mondo da cui poter imparare
Qualcuno che non dica solo "Sono nato per rappare"
Volevamo solamente una mano protesa
Una mano non necessariamente lunga, ma estesa
Che si sforzava di capire, che si sforzava di aiutarci
Invece ci ha illuso, si è divertita nel buttarci
Volevamo solamente una figura importante
Dal mondo discordante, della cultura commerciale un po' riluttante
Che non si espande, solo per la fama e per la gloria
Che non abbia un solo desiderio come Gekko Moria
Finisco l'allitterazione, continuo solo in metrica
Il mio disgusto per la comunità contaminata dall'America
Non ho molto di cui parlare, anche se ho molto da pensare
Le notti senza sonno sono ormai un vuoto da colmare
Adesso la finisco, chiudo questo pezzo
Se così lo si può chiamare, non prendetemi per pazzo
Parlo da uomo vissuto, parlo da disilluso
Parlo da individuo che dentro sé ormai si è chiuso
Adesso vado via, dalla realtà preso a schiaffi
I am Brian Farey, synthesis of nothing
E con questo la concludo. Bye Bye!
Dopo l'intervento che, come dice una persona, "m'ha fatto dei nemici" (ma se un blog non serve a questo a che dovrebbe servire?) ora torno a parlare d'altro. Non di videogiochi, come si può supporre. Ma del cambiamento di pensieri. Poche persone conosceranno questa sigla, ancor meno il suo significato:
FACEMAZELECTRONCRASTSKUNKVIZIMPACCPESSPIKKNFAMIUDEFGIGSQUWADA
Sigla senza senso? No, il senso ce l'ha, eccome. L'ultima parte, però, interessa. Per chi non lo capisse, questa sigla non è altro che una sfilza di insulti messa dietro l'altra. E cosa ci fa allora la parola Wada lì in mezzo?
Youichi Wada, Presidente della Square-Enix. Quel giorno del 2008, m'è caduto dal cuore. Il mondo delude. Certo, in senso generico è un po' una bambinata, alla fine lo si fa per soldi. Per soldi. Ho ascoltato il mixtape di JoJo, che attendevo da tempo. Download gratuito. Dov'è finita l'opera pop? Dov'è la nuova Exceptional? Rimpiango risentendo Back words, una delle canzoni che hanno aperto questo blog. E c'era chi diceva "Io non cambio la mia musica per vendere più dischi come han fatto certi tizi, non so se mi capisci". Nulla di piu', nulla di meno. Il commerciale è dentro l'angolo. C'è chi non deluderà mai in questo campo? Difficile dirlo. Spero, almeno, che la decima e ultima stagione di Smallville sia come le precedenti. Un gran finale. Per concludere, vediamo se il tag con la quale mi firmo in quest ultimo periodo funziona:
Volevamo solamente vivere in pace
Il nostro cuore duro come un bronzo di Riace
Invece è diventato, zero compromessi
Parliamo a bassa voce dicendoci "ma come siamo messi?"
Volevamo solamente un ritorno alle origini
Ma vedendo poi dall'alto, un senso di vertigini
Ci prende, ci assale, non ci lascia piu'
Io e miei fratelli stiam scendendo sempre piu' giu'
Volevamo solamente qualcuno in cui credere
Qualcuno in questo mondo da potere seguire
Qualcuno in questo mondo da cui poter imparare
Qualcuno che non dica solo "Sono nato per rappare"
Volevamo solamente una mano protesa
Una mano non necessariamente lunga, ma estesa
Che si sforzava di capire, che si sforzava di aiutarci
Invece ci ha illuso, si è divertita nel buttarci
Volevamo solamente una figura importante
Dal mondo discordante, della cultura commerciale un po' riluttante
Che non si espande, solo per la fama e per la gloria
Che non abbia un solo desiderio come Gekko Moria
Finisco l'allitterazione, continuo solo in metrica
Il mio disgusto per la comunità contaminata dall'America
Non ho molto di cui parlare, anche se ho molto da pensare
Le notti senza sonno sono ormai un vuoto da colmare
Adesso la finisco, chiudo questo pezzo
Se così lo si può chiamare, non prendetemi per pazzo
Parlo da uomo vissuto, parlo da disilluso
Parlo da individuo che dentro sé ormai si è chiuso
Adesso vado via, dalla realtà preso a schiaffi
I am Brian Farey, synthesis of nothing
E con questo la concludo. Bye Bye!
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