È da un bel po' che non posto, complice il fatto che sono diventato un "ricercatore di notizie" per un sito abbastanza conosciuto, il Rinoa's Diary, famoso sito riguardante Final Fantasy e Kingdom Hearts. Ricordo circa sei, sette anni fa quando guardavo quel sito e ammiravo i creatori e chi gestiva una così grande mole di informazione. Oggi ne faccio parte, e ne sono onorato.
Grazie Even perché hai creduto da subito in me.
Grazie Sephar, perché hai creduto sempre in me.
Grazie Rinoa, perché ancora credi in me, come hai fatto a non buttarmi ancora fuori?
Ma comunque, bando ai convenevoli, torniamo seri.
Oggigiorno, se un gioco è "bello", viene subito detto che è un'opera d'arte.
Stop.
Classifichiamo opera d'arte.
L'opera d'arte dovrebbe farti venire un brivido, farti emozionare, commuovere. Ebbene, la natura stessa del videogioco distrugge questa cosa.
Mi spiego meglio.
Se prendessi un titolo, chessò, come Journey o Flower, si potrebbero anche dire che sono delle opere d'arti, ma giusto perché il gameplay è ridotto all'osso, ed in quelle fasi dove lo si presenta non lo è.
Shadow of the Colossus è considerato tale per i paesaggi e l'atmosfera, ma NON per il gioco.
L'opera d'arte è qualcosa di catturato nel tempo che riesce ad emozionare sempre. Un quadro (per quanto a me non piacciano), un paesaggio. Una canzone. Quante volte le canzoni emozionano?
In un videogioco, non è il VIDEOGIOCO ad emozionare. Bensì i filmati che lo costruiscono.
In Final Fantasy X io ho pianto per il finale, ma se FF X fosse stato un film, o un libro, m'avrebbe suscitato le stesse emozioni, e non si sarebbe rovinato l'epopea di "opera d'arte" con quella cosa chiamata "gameplay".
Quindi, in my modest opinion (se se, humble), il videogioco collima proprio con l'idea di opera d'arte; non penso si sentirà mai dire che il gameplay è un'opera d'arte. Beh certo, possono pure esserci le dovute eccezioni, come Okami. Ma per il resto, a livello emotivo e artistico, ciò che può dare una canzone o un signor film rimangono spanne sopra a quello che può dare qualunque gioco inteso come GIOCO e non come "camminiamo in mezzo ai filmati".
Liberi di credermi o di dire che ne capisco poco :D
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giovedì, ottobre 10, 2013
sabato, dicembre 31, 2011
Trauma
Cos'è un trauma?
L'immagine qui sopra è presa da un anime, GTO, al fraintendimento della parola Trauma, ai danni di una diciannovenne, col QI oltre i 200. Il tradimento di quella che considerava come una madre, l'ha portata ad odiare la vita e, indirettamente, ad odiare quella degli altri.
Cos'è un trauma?
La mente umana tende a seguire un certo confine labile che ci permette di capire cos'è giusto e cos'è sbagliato...ma siamo padroni di questa nostra mente? Se succede qualcosa? Se la nostra mente fa *crack*? Se i nervi (quelli mentali) saltano, potremmo muovere un braccio al posto di una gamba, e viceversa. Quindi, se dovesse saltare qualcosa anche ai nervi celebrali, possiamo davvero compiere azioni a nostra insaputa?
Il dolore fisico non cambia le persone, quello mentale sì.
Volevo porre un esempio molto banale, di una persona (inventata) che ha subito, per l'appunto un trauma. Suppongo che chiunque conosce il Joker, celebre arci nemico di Batman. Assassino, criminale, chi più ne ha più ne metta. Ma chi sa il retroscena di tutto ciò?
Un cabarettista fallito, appena licenziato, il cui unico conforto era la moglie incinta che gli incitava di continuare in ciò che gli piaceva fare. Lui desiderava di più dalla vita, desiderava dare un futuro radioso a sua moglie ed il suo futuro figlio. E questo porta ad una scelta tragica (sottolineo "scelta", non trauma): il futuro padre si allea con due criminali per rapinare la fabbrica adiacente al suo ex posto di lavoro. Disperato, pensa a sua moglie, al suo bambino. A come una piccola azione poteva far vivere per sempre entrambi bene.
La scelta, ovviamente, è sbagliata.
Mentre ancora parla coi malviventi, un poliziotto cerca insistentemente il futuro Joker, dandogli una notizia non indifferente.
Sua moglie è morta, e con sé pure il bambino.
INIZIO di un trauma.
C'era ancora motivo di far quella rapina? No. Ma non si può dire "no" dopo aver detto sì a dei malviventi. Senza più alcuna ragione di vita, indossa un casco rosso ed entra nella fabbrica, dove delle guardie attendono i due malviventi e il disgraziato cabarettista. I due mafiosi vengono eliminati nel tentativo di fuga, mentre l'uomo dal casco rosso viene spinto accidentalmente da un ancora poco conosciuto Batman in una vasca di rifiuti chimici e tossici. Grazie al casco riesce a non respirare e a sopravvivere...ma lo stesso non può dirsi del suo corpo. I capelli diventano verdi, la pelle bianca, le labbra rosse in un perpetuo sorriso.
Il Joker era nato, da un trauma.
Ma la domanda é: quante persone, sane di mente, lo sarebbero rimaste dopo aver vissuto quello che ha vissuto lui?
Lui stesso testerà la sua teoria, fallendo miseramente con una persona integerrima come il commissario Jim Gordon, ma chi ha visto Il cavaliere oscuro si ricorda della calata oscura di Harvey Dent, in futuro Due facce.
Siamo davvero padroni della nostra mente?
Esistono due tipi di malviventi: quelli malvagi e quelli pazzi.
I malvagi sono quelli, diciamo, normali. In parole molto povere, i mafiosi. La maggior parte, nella vita reale, sono questi. Fanno del male non per traumi passati, non per un senso di vendetta al mondo, ma solo perché vogliono potere, soldi, successo, donne.
Poi ci sono i pazzi. Anch'essi sono divisibili in due categorie, i visionari e i lucidi.
Il Joker, per esempio, fa parte dei lucidi. Totalmente folle, ma lucide. Ha pienamente coscienza della sua pazzia.
Ma ora basta parlare di gente inventata.
Si parlava di traumi.
Il trauma psicologico è un tipo di "danno" (un "vulnus", una "ferita") che in alcuni casi viene subito dalla psiche a seguito di un'esperienza critica vissuta dall’individuo (che sia un evento singolo, oppure un evento ripetuto o prolungato nel tempo), e che viene detta evento traumatico.
Il problema sta nel fatto che un trauma NON GUARISCE, almeno non facilmente.
Se assistessi ad un omicidio in diretta, forse adesso non mi farebbe molto effetto.
Ma se un bambino di 7 anni assiste ad un omicidio in diretta, stai pur certo che quello lo traumatizza.
Ai tempi della guerra si sono sviluppati i traumatizzati dalla guerra, che non volevano (o meglio, potevano) più sentire un proiettile, e chi invece è rimasto nella condizione perpetua che essa non fosse mai finita.
Quindi, alla fine, che cos'è un trauma?
È la dimostrazione che la mente è il luogo più fragile e vulnerabile del nostro corpo, ed al quale dobbiamo stare particolarmente attenti. Se ci tagliamo un dito, sappiamo che esso non può crescere più, quindi ci stiamo particolarmente attenti. Ma se subiamo un trauma, esso non guarisce. Perché non gli diamo la stessa importanza? Preferiamo allenare il corpo, per non subire più ferite, mentre sarebbe molto più importante allenare la mente per non subire più ferite mentali.
Il corpo, andando avanti, si deteriora, non possiamo farci nulla; mentre la mente, escludendo gravi malattie mentali, rimane sempre la stessa in base a come l'abbiamo tenuta.
È solo una mia piccola riflessione dopo aver letto vari manga che trattano l'argomento...ovviamente non giustifico nessuna azione spregevole compiuta dai traumatizzati ma...non riesco ad immaginare cosa succede in una mente dove ad un pensiero si ha una risposta come "uccidi" o "agisci in maniera malvagia". Il cuore dell'uomo è malvagio di natura, ma la bontà divina ci permette di essere ancora di essere "buoni". Ma se questa "salute mentale" ci viene negata? È lo stesso discorso che si può fare nei confronti di un mutilato...è brutto pensare che lui non ha più certe parti del corpo e non può fare determinate cose...identica cosa per un traumatizzato/malato mentale: non può far certe cose. La mente sceglie un percorso diverso dal nostro.
La finisco qui, avrei altri esempi da porre, ma non voglio dilungarmi troppo, il discorso è troppo complesso ed ampio per esser affrontato così.
L'immagine qui sopra è presa da un anime, GTO, al fraintendimento della parola Trauma, ai danni di una diciannovenne, col QI oltre i 200. Il tradimento di quella che considerava come una madre, l'ha portata ad odiare la vita e, indirettamente, ad odiare quella degli altri.
Cos'è un trauma?
La mente umana tende a seguire un certo confine labile che ci permette di capire cos'è giusto e cos'è sbagliato...ma siamo padroni di questa nostra mente? Se succede qualcosa? Se la nostra mente fa *crack*? Se i nervi (quelli mentali) saltano, potremmo muovere un braccio al posto di una gamba, e viceversa. Quindi, se dovesse saltare qualcosa anche ai nervi celebrali, possiamo davvero compiere azioni a nostra insaputa?
Il dolore fisico non cambia le persone, quello mentale sì.
Volevo porre un esempio molto banale, di una persona (inventata) che ha subito, per l'appunto un trauma. Suppongo che chiunque conosce il Joker, celebre arci nemico di Batman. Assassino, criminale, chi più ne ha più ne metta. Ma chi sa il retroscena di tutto ciò?
Un cabarettista fallito, appena licenziato, il cui unico conforto era la moglie incinta che gli incitava di continuare in ciò che gli piaceva fare. Lui desiderava di più dalla vita, desiderava dare un futuro radioso a sua moglie ed il suo futuro figlio. E questo porta ad una scelta tragica (sottolineo "scelta", non trauma): il futuro padre si allea con due criminali per rapinare la fabbrica adiacente al suo ex posto di lavoro. Disperato, pensa a sua moglie, al suo bambino. A come una piccola azione poteva far vivere per sempre entrambi bene.
La scelta, ovviamente, è sbagliata.
Mentre ancora parla coi malviventi, un poliziotto cerca insistentemente il futuro Joker, dandogli una notizia non indifferente.
Sua moglie è morta, e con sé pure il bambino.
INIZIO di un trauma.
C'era ancora motivo di far quella rapina? No. Ma non si può dire "no" dopo aver detto sì a dei malviventi. Senza più alcuna ragione di vita, indossa un casco rosso ed entra nella fabbrica, dove delle guardie attendono i due malviventi e il disgraziato cabarettista. I due mafiosi vengono eliminati nel tentativo di fuga, mentre l'uomo dal casco rosso viene spinto accidentalmente da un ancora poco conosciuto Batman in una vasca di rifiuti chimici e tossici. Grazie al casco riesce a non respirare e a sopravvivere...ma lo stesso non può dirsi del suo corpo. I capelli diventano verdi, la pelle bianca, le labbra rosse in un perpetuo sorriso.
Il Joker era nato, da un trauma.
Ma la domanda é: quante persone, sane di mente, lo sarebbero rimaste dopo aver vissuto quello che ha vissuto lui?
Lui stesso testerà la sua teoria, fallendo miseramente con una persona integerrima come il commissario Jim Gordon, ma chi ha visto Il cavaliere oscuro si ricorda della calata oscura di Harvey Dent, in futuro Due facce.
Siamo davvero padroni della nostra mente?
Esistono due tipi di malviventi: quelli malvagi e quelli pazzi.
I malvagi sono quelli, diciamo, normali. In parole molto povere, i mafiosi. La maggior parte, nella vita reale, sono questi. Fanno del male non per traumi passati, non per un senso di vendetta al mondo, ma solo perché vogliono potere, soldi, successo, donne.
Poi ci sono i pazzi. Anch'essi sono divisibili in due categorie, i visionari e i lucidi.
Il Joker, per esempio, fa parte dei lucidi. Totalmente folle, ma lucide. Ha pienamente coscienza della sua pazzia.
Ma ora basta parlare di gente inventata.
Si parlava di traumi.
Il trauma psicologico è un tipo di "danno" (un "vulnus", una "ferita") che in alcuni casi viene subito dalla psiche a seguito di un'esperienza critica vissuta dall’individuo (che sia un evento singolo, oppure un evento ripetuto o prolungato nel tempo), e che viene detta evento traumatico.
Il problema sta nel fatto che un trauma NON GUARISCE, almeno non facilmente.
Se assistessi ad un omicidio in diretta, forse adesso non mi farebbe molto effetto.
Ma se un bambino di 7 anni assiste ad un omicidio in diretta, stai pur certo che quello lo traumatizza.
Ai tempi della guerra si sono sviluppati i traumatizzati dalla guerra, che non volevano (o meglio, potevano) più sentire un proiettile, e chi invece è rimasto nella condizione perpetua che essa non fosse mai finita.
Quindi, alla fine, che cos'è un trauma?
È la dimostrazione che la mente è il luogo più fragile e vulnerabile del nostro corpo, ed al quale dobbiamo stare particolarmente attenti. Se ci tagliamo un dito, sappiamo che esso non può crescere più, quindi ci stiamo particolarmente attenti. Ma se subiamo un trauma, esso non guarisce. Perché non gli diamo la stessa importanza? Preferiamo allenare il corpo, per non subire più ferite, mentre sarebbe molto più importante allenare la mente per non subire più ferite mentali.
Il corpo, andando avanti, si deteriora, non possiamo farci nulla; mentre la mente, escludendo gravi malattie mentali, rimane sempre la stessa in base a come l'abbiamo tenuta.
È solo una mia piccola riflessione dopo aver letto vari manga che trattano l'argomento...ovviamente non giustifico nessuna azione spregevole compiuta dai traumatizzati ma...non riesco ad immaginare cosa succede in una mente dove ad un pensiero si ha una risposta come "uccidi" o "agisci in maniera malvagia". Il cuore dell'uomo è malvagio di natura, ma la bontà divina ci permette di essere ancora di essere "buoni". Ma se questa "salute mentale" ci viene negata? È lo stesso discorso che si può fare nei confronti di un mutilato...è brutto pensare che lui non ha più certe parti del corpo e non può fare determinate cose...identica cosa per un traumatizzato/malato mentale: non può far certe cose. La mente sceglie un percorso diverso dal nostro.
La finisco qui, avrei altri esempi da porre, ma non voglio dilungarmi troppo, il discorso è troppo complesso ed ampio per esser affrontato così.
lunedì, novembre 08, 2010
I am a thinker, in the good and in the evil...
Bisogna stare male per staccare un po' la spina. Per avere un po' delle tanto amate FERIE, chi mi seguiva l'anno scorso sa quanto valore può avere questa parola per me. Ma, spina staccata o meno, io sono un pensatore. Nel bene, e nel male.
Ho ripreso, dopo tanto tempo, a vedermi film. Devo ringraziare la trilogia di Back to the future e l'obbligo di una persona fidata (Addario) che mi ha intimato di vedere The Departed. Dopo sei mesi di assoluto digiuno, forse anche più (eccetto piccole eccezioni, come Number 23, Sherlock Holmes e The Dark Knight). Il mestiere del regista è impressionante. Tutti noi ci facciamo "dei film", molte volte. I registi li esprimono al migliore dei modi. A volte viene detto che i registi sono pazzi. E meno male. Quante volte io e miei compagni, quando eravamo pieni di Buffy, dicevamo che Joss Whedon era completamente andato. Ma se non fosse stato così, non avrebbe creato quel telefilm. Quante volte ho composto film pieni di trama. Però non ho una cinepresa. Non mi chiamo Dawson Leery. A tal proposito, vorrei sapere che fine ha fatto James Van der Beek, era un bravo attore. Forse.
Viviamo in un mondo dove il merchandising vige padrone. Siamo in preda alla crisi. L'IVA non accenna a diminiure, le azioni calano. Non mi è mai importato molto della borsa, ma sono poche le cose che anche se non mi importano non sono informato. A proposito, siamo a meno due dalla Lazio, il campionato è sempre aperto.
Ma in fondo, sono un pensatore. Nel bene. Le meditazioni di...di "me" molte volte sono servite allo scopo. Ma se dovessimo stilare una classifica percentuale, dovremo essere tipo sul 3%, il restante 97% conta il fatto che sono un pensatore nel male.
Forse c'è un male dentro me, dice una canzone di Utada. Quella donna è un genio. Di questo passo, diverrà la mia cantante femminile preferita, scalzando JoJo. La voce non è exceptional come la persona sopra elencata, ma i testi, la melodia. Tutta opera sua. E non è roba da poco. Basterebbe dire Uso Mitai Na I love you, per far sperare alla gente amore dove invece non ce n'è. Mi basta dire Wait and see per pensare ad una canzone che volevo scrivere io. Mi basta pensare ad Apple and Cinnamon per pensare...
No, capitolo chiuso. È lo stesso principio che applicavo ad How did I fall in love with you. Solo la persona è differente. E fa parecchio. Ma nel bene e nel male, sono un pensatore. Il problema sta nella noia.
Sono stato un membro degli Slashion, leader della Saint George Church, dominato il Trespassing col mio socio, finito il Trespassing pensavo di ritirarmi, invece no, è iniziato l'Unknown. In cui non volevo avere nulla a che fare. E io che ci credevo. Ora l'Unknown è finito. E io sono stanco. Di sentire, di leggere, di pensare, di uscire da casa senza un vero motivo. Il corpo mi ubbidisce. Il problema è la mente.
Ma in fondo sì, c'è una cerchia ristretta di gente a cui io, FSG, vuole bene. Escludendo ovviamente parenti e compari, che fanno parte di un piedistallo che non potrà mai calare (al contrario di certe persone; come dice una mia canzone "sei scesa dal piedistallo in cui ti avevo ascesa"). Una tra le persone fuori dal piedistallo cerca di battersi per i miei valori. Ma non può vincere la noia. Una delle mie frasi più famose è che sono "succube di un mondo al quale non appartengo". Se noi tiriamo un pesce fuori dal suo mondo, morirà. Quindi, ringraziate il solo fatto che sia ancora vivo. Oh mamma, questo passaggio di Wait and see è bellissimo.
La colpa non è vostra, non nel caso specifico. Questa volta non farò nessun riferimento sulla bellezza del passato, penso che non lo citerò più finché non finirò la mia tesi su di esso. La colpa, purtroppo, è stato del come si sono affrontati certi eventi. Ora sono scettico. Non varco la soglia di casa mia se non sono sicuro che quel gesto varrà realmente qualcosa nella mia vita. Divertirsi tra amici? Effimero, è solo una gioia momentanea. Quando avevo una famiglia, essa si batteva per far si che uscissi, ed io rifiutavo. Non ne trovavo il motivo. Pensa adesso, che non ho più la famiglia. Un'uscita potrebbe paragonarsi ad un film. Può piacere, può non piacere, può durare tanto, può avere dei contenuti speciali, può avere delle scene tagliate, può aver bisogno dei sottotitoli. PUÒ ESSERE RISTRETTO AD UNA CERCHIA LIMITATA DI PERSONE.
Basta, va, sono le quattro, io teoricamente dovrei dormire, sto tecnicamente male. Che poi m'è rimasto solo il mal di gola, ormai. E per me, che sono nella teoria un cantante, è un gran dolore. Faccio le ultime pratiche è mi addormento. Prima, una frase che può far ragionare alcune persone, seguita da un'immagine. Oh mamma, questo passaggio di Prisoner of love è meraviglioso. Sì, sono un fanboy di Hikki. Sono un fanboy di tutti quei maledetti geni di cui ne riconosco il genio.
Copyright Kodomo no Omocha
© 1995 Miho Obana/SHUEISHA Inc.
Italian pubblication rights arranged through Tuttle-Mory Agency Inc. 2005 © Dynit Srl
All right reserved.
(quanta burocrazia, per pubblicare legalmente una vignetta...)
Ho ripreso, dopo tanto tempo, a vedermi film. Devo ringraziare la trilogia di Back to the future e l'obbligo di una persona fidata (Addario) che mi ha intimato di vedere The Departed. Dopo sei mesi di assoluto digiuno, forse anche più (eccetto piccole eccezioni, come Number 23, Sherlock Holmes e The Dark Knight). Il mestiere del regista è impressionante. Tutti noi ci facciamo "dei film", molte volte. I registi li esprimono al migliore dei modi. A volte viene detto che i registi sono pazzi. E meno male. Quante volte io e miei compagni, quando eravamo pieni di Buffy, dicevamo che Joss Whedon era completamente andato. Ma se non fosse stato così, non avrebbe creato quel telefilm. Quante volte ho composto film pieni di trama. Però non ho una cinepresa. Non mi chiamo Dawson Leery. A tal proposito, vorrei sapere che fine ha fatto James Van der Beek, era un bravo attore. Forse.
Viviamo in un mondo dove il merchandising vige padrone. Siamo in preda alla crisi. L'IVA non accenna a diminiure, le azioni calano. Non mi è mai importato molto della borsa, ma sono poche le cose che anche se non mi importano non sono informato. A proposito, siamo a meno due dalla Lazio, il campionato è sempre aperto.
Ma in fondo, sono un pensatore. Nel bene. Le meditazioni di...di "me" molte volte sono servite allo scopo. Ma se dovessimo stilare una classifica percentuale, dovremo essere tipo sul 3%, il restante 97% conta il fatto che sono un pensatore nel male.
Forse c'è un male dentro me, dice una canzone di Utada. Quella donna è un genio. Di questo passo, diverrà la mia cantante femminile preferita, scalzando JoJo. La voce non è exceptional come la persona sopra elencata, ma i testi, la melodia. Tutta opera sua. E non è roba da poco. Basterebbe dire Uso Mitai Na I love you, per far sperare alla gente amore dove invece non ce n'è. Mi basta dire Wait and see per pensare ad una canzone che volevo scrivere io. Mi basta pensare ad Apple and Cinnamon per pensare...
No, capitolo chiuso. È lo stesso principio che applicavo ad How did I fall in love with you. Solo la persona è differente. E fa parecchio. Ma nel bene e nel male, sono un pensatore. Il problema sta nella noia.
Sono stato un membro degli Slashion, leader della Saint George Church, dominato il Trespassing col mio socio, finito il Trespassing pensavo di ritirarmi, invece no, è iniziato l'Unknown. In cui non volevo avere nulla a che fare. E io che ci credevo. Ora l'Unknown è finito. E io sono stanco. Di sentire, di leggere, di pensare, di uscire da casa senza un vero motivo. Il corpo mi ubbidisce. Il problema è la mente.
Ma in fondo sì, c'è una cerchia ristretta di gente a cui io, FSG, vuole bene. Escludendo ovviamente parenti e compari, che fanno parte di un piedistallo che non potrà mai calare (al contrario di certe persone; come dice una mia canzone "sei scesa dal piedistallo in cui ti avevo ascesa"). Una tra le persone fuori dal piedistallo cerca di battersi per i miei valori. Ma non può vincere la noia. Una delle mie frasi più famose è che sono "succube di un mondo al quale non appartengo". Se noi tiriamo un pesce fuori dal suo mondo, morirà. Quindi, ringraziate il solo fatto che sia ancora vivo. Oh mamma, questo passaggio di Wait and see è bellissimo.
La colpa non è vostra, non nel caso specifico. Questa volta non farò nessun riferimento sulla bellezza del passato, penso che non lo citerò più finché non finirò la mia tesi su di esso. La colpa, purtroppo, è stato del come si sono affrontati certi eventi. Ora sono scettico. Non varco la soglia di casa mia se non sono sicuro che quel gesto varrà realmente qualcosa nella mia vita. Divertirsi tra amici? Effimero, è solo una gioia momentanea. Quando avevo una famiglia, essa si batteva per far si che uscissi, ed io rifiutavo. Non ne trovavo il motivo. Pensa adesso, che non ho più la famiglia. Un'uscita potrebbe paragonarsi ad un film. Può piacere, può non piacere, può durare tanto, può avere dei contenuti speciali, può avere delle scene tagliate, può aver bisogno dei sottotitoli. PUÒ ESSERE RISTRETTO AD UNA CERCHIA LIMITATA DI PERSONE.
Basta, va, sono le quattro, io teoricamente dovrei dormire, sto tecnicamente male. Che poi m'è rimasto solo il mal di gola, ormai. E per me, che sono nella teoria un cantante, è un gran dolore. Faccio le ultime pratiche è mi addormento. Prima, una frase che può far ragionare alcune persone, seguita da un'immagine. Oh mamma, questo passaggio di Prisoner of love è meraviglioso. Sì, sono un fanboy di Hikki. Sono un fanboy di tutti quei maledetti geni di cui ne riconosco il genio.
"Dall'uovo di Aono-chan non è nato un pulcino, ma un finto pulcino che ci fa sognare. Anche tu, Rei, mi hai regalato un finto pulcino?" (Sana Kurata)
Copyright Kodomo no Omocha
© 1995 Miho Obana/SHUEISHA Inc.
Italian pubblication rights arranged through Tuttle-Mory Agency Inc. 2005 © Dynit Srl
All right reserved.
(quanta burocrazia, per pubblicare legalmente una vignetta...)
sabato, ottobre 30, 2010
Speciale Musica: Utada Hikaru parte 2
Riprendo l'argomento precedente continuando a parlare dei testi inglesi della mia cantante giapponese preferita, ossia Utada Hikari. Nel precedente post avevo detto che mancava un solo testo. Ma prima volevo analizzare una frase da On & On.
I'm livin up my life -- Vivo la mia vita
Until the day I die -- Fino al giorno in cui morirò
Don't need a lullaby -- Non ho bisogno di riposare
Si potrebbe realizzare un inno su queste parole. Nonostante il tema completo di On & On non lo condivido, questa frase è molto diretta. Ed ora, parlerò della mia canzone preferita di This is the one, la title track This one (Crying like a child).
How can I put this, I, I, I -- Come ho potuto permettere questo
I'm an independent woman, I -- Sono una donna indipendente
I've been crying like a child -- E sto piangendo come una bambina
Ormai il danno è compiuto. Nonostante uno si dichiari di essere "grande", se le lacrime scorrono, non c'è indipendenza che tenga. Piangiamo come bambini.
I just wanted you to know the person that I am -- Voglio solo che tu conosca chi sono io realmente
More than any other of your fans -- Più di tutti i tuoi fan
I will love you for a thousand years -- Ti amerò per 1000 anni
Yours truly -- Sinceramente tua
Qui si parla come se scrivesse una lettera. Lui, circondato. Lei, le scrive una lettera dove le giura amore eterno, più di tutte quelle altre che le girano intorno. E se lei viene snobbata, è perché lui non conosce realmente lei.
I ain't gonna play it cool -- Non voglio far finta di nulla
Let me tell you I've tried that already -- Lascia che ti dica che ci ho già provato
Every day and every night -- Ogni giorno ed ogni notte
Your words ring through me -- Le tue parole risuonano dentro me
Nonostante ci si provi, ci si provi dannatamente a dimenticare...non funziona così. Le parole, i pensieri, risuonano nella mente. Nel cuore. Nell'anima. Si rischia di impazzire.
Who am I trying to fool -- Ma chi voglio prendere in giro
Honey, I've been living on my own like Freddie -- Sto "vivendo per conto mio" come Freddie
But I'm still a woman -- Ma sono ancora una donna
Baby, tell me how -- Dimmi come...
Vivere da soli, "living on my own", citando Freddie Mercury dei Queen. Ma nonostante tutto, non si può rinnegare se stessi. Si può provare ad andare avanti, ma la propria natura non può morire.
How could I ever love another -- Come ho mai potuto amare un altro?
How could you say you don't remember -- Come puoi dire che non ricordi?
God knows I'd give anything -- Dio sa che darei tutto
For just one more night together -- Per un'altra notte insieme
Come ho potuto fare qualcosa che ti ha ferito? Ma soprattutto, come puoi aver dimenticato tutte le cose che abbiamo fatto insieme? Per passare un altro po' di tempo insieme a te darei tutto.
Today I miss you more than ever -- Oggi mi manchi più che mai
How could you say you don't remember -- Come puoi dire che non ricordi?
This one's for the happiness -- Questa è per la felicità
I'll be wishing you forever -- Che ti augurerò per sempre
Canto quest'inno per la tua felicità, che nonostante mi manchi come non mai, ti dedico e ti auguro.
It's just another Friday night -- È solo un altro venerdì notte
For you and your accessories -- Per te ed i tuoi complici
And there you are before my eyes -- E tu sei qui di fronte ai miei occhi
Per te è un giorno comune. Sei fuori coi tuoi amici. Anche per me è un giorno comune. Sono a casa a pensare a te. Mentre tu sei altrove e pensi a tutt'altro.
Two hours and for fifteen minutes you are here -- 2 ore e per 15 minuti tu sei qui
I don't want to scream least I should tear -- Non voglio gridare e non voglio neppure piangere
A whisper in the darkness disappear -- Un sussurro nell'oscurità scompare
Sincerely -- Con sincerità
Il tempo passa, il dolore aumenta, ma non voglio gridare, non voglio piangere, dato che un sussurro, nell'oscurità, scompare. Anche questa scritta come se fosse una lettera.
We should get back on the road -- Dovremo ritornare sui nostri passi
Like Simon and Garfunkel -- Come Simon e Garfunkel
Let's get married -- Sposiamoci
You are all the shelter that I need above me -- Sei tutta la protezione di cui ho bisogno
Magari, tornare indietro. Dopo essermi accorto che sei ciò di cui ho bisogno. Ma ormai è troppo tardi.
Who am I trying to fool -- Ma chi voglio prendere in giro?
Honey, I've got your ringtone on my Blackberry -- Ho la tua suoneria nel mio cellulare
And I won't give a damn -- E non me fregherebbe nulla
If only I knew how -- Se solo avessi saputo come...
Ricordi, tenuti anche nella tecnologia, come un telefono. E la frase più geniale. Non me ne sarebbe fregato nulla, se solo avessi saputo come. Come si fa a non fregarsene di certi avvenimenti? Se solo, avessi saputo come.
[RIT]
You've got me crying like a child -- Mi fai piangere come una bambina
Ain't no need for me to lie -- Non ho bisogno di mentire a me stessa
A hundred jpeg files -- Migliaia di foto
Filling up my hard drive -- Riempiono il mio Hard Disk
Ormai si è oltre la bugia interna. Rimane solo il pianto. Ammettere a se stessi che non si potrà mai dimenticare. Migliaia, milioni di ricordi, riempiono la mia mente.
You've got me crying like a child -- Mi fai piangere come una bambina
And the crowd is going wild -- E la folla va in delirio
This one, this is the one -- Questa, è quella giusta
Come on and give it up -- Forza, arrenditi
Si spera, nonostante tutto, che ci sia un arresa dall'altra parte, si cerca quella giusta, si dice "this is the one". Ma la folla va in delirio, quando piango. Il mio interno, va in delirio. Ma, alla fine, non ho bisogno di mentire a stesso.
[RIT x 2]
E con questo, ho finito le canzoni che mi hanno accompagnato durante un periodo particolare della mia vita, che vanno dalla morte di mia nonna fino al mese di fuoco in famiglia. Periodo, forse, ancora non totalmente passato. Ma non sono qui per parlare di me.
Un'ultima menzione va ad una canzone di Utada, la mia preferita in inglese, che non fa parte di This is the One, ma di Exodus, il suo primo album in inglese. Parlo di Kremlin Dusk.
Il genere? Non che l'abbia capito. Lo chiamerei rock psicheledico. Ma non so se effettivamente esiste. La canzone ha tutta una sua metrica. Un suo stile. All'inizio l'ho schifata alla meglio. Ma poi capisci che c'è del genio in quella canzone. "All along, I was searching for...I don't know". Così la cantavo prima di conoscere il testo, e se fosse stata così forse sarebbe stata ancora più geniale. Beh, al posto di I don't know c'è il riferimento a Lenore, che è un tutto dire. Ma non sono qui per commentare il testo. Ma per esplorare la canzone.
Dopo un'intro inquietante, finisce la prima strofa iniziando il primo ritornello in maniera psicheledica. Vari rumori, una tastiera che ti rimane impressa. Dopo il ritornello, si sussistono varie rumori che spaziano dal metallico all'effetto interno. Il rumore che io chiamo "trapano da dentista". Inizia la seconda strofa con qualche piatto di batteria in più. Fino al ritornello, dove ritorna la musica psichedelica detta prima. Finché non inizia il bridge.
Al bridge, si sente una voce più umana, ma interna, ed una batteria. Alla fine del bridge, la batteria diventa reale, con in sottofondo sempre la tastiera. Questo finché non pronunciano le ultime parole del ritornello, per la terza volta. La musica si ferma.
Inizia il Kremlin Dusk.
Parte una terza strofa sulla base del rock, molto diversa, completamente staccata dal resto della canzone, persino il tema cambia, fino a far finire la strofa e far partire un altro bridge dove si mescola il tema della canzone con varie domande della Utada, domande riflessive, domande interne. DOMANDE PSICHEDELICHE.
La canzone finisce con quel famoso pianoforte, con solo la voce di Utada che fa le domande riflessive. Si chiude il Kremlin Dusk.
Born in a war of opposite attraction
It isn't, or is it a natural conception
Torn by the arms in the opposite directions
It isn't, or is it a Modernist reaction
Nata in una guerra di attrazioni opposte,
È o non è un concepimento naturale?
Lacerata dalle braccia nelle direzioni opposte.
È o non è una reazione modernista?
I'm livin up my life -- Vivo la mia vita
Until the day I die -- Fino al giorno in cui morirò
Don't need a lullaby -- Non ho bisogno di riposare
Si potrebbe realizzare un inno su queste parole. Nonostante il tema completo di On & On non lo condivido, questa frase è molto diretta. Ed ora, parlerò della mia canzone preferita di This is the one, la title track This one (Crying like a child).
How can I put this, I, I, I -- Come ho potuto permettere questo
I'm an independent woman, I -- Sono una donna indipendente
I've been crying like a child -- E sto piangendo come una bambina
Ormai il danno è compiuto. Nonostante uno si dichiari di essere "grande", se le lacrime scorrono, non c'è indipendenza che tenga. Piangiamo come bambini.
I just wanted you to know the person that I am -- Voglio solo che tu conosca chi sono io realmente
More than any other of your fans -- Più di tutti i tuoi fan
I will love you for a thousand years -- Ti amerò per 1000 anni
Yours truly -- Sinceramente tua
Qui si parla come se scrivesse una lettera. Lui, circondato. Lei, le scrive una lettera dove le giura amore eterno, più di tutte quelle altre che le girano intorno. E se lei viene snobbata, è perché lui non conosce realmente lei.
I ain't gonna play it cool -- Non voglio far finta di nulla
Let me tell you I've tried that already -- Lascia che ti dica che ci ho già provato
Every day and every night -- Ogni giorno ed ogni notte
Your words ring through me -- Le tue parole risuonano dentro me
Nonostante ci si provi, ci si provi dannatamente a dimenticare...non funziona così. Le parole, i pensieri, risuonano nella mente. Nel cuore. Nell'anima. Si rischia di impazzire.
Who am I trying to fool -- Ma chi voglio prendere in giro
Honey, I've been living on my own like Freddie -- Sto "vivendo per conto mio" come Freddie
But I'm still a woman -- Ma sono ancora una donna
Baby, tell me how -- Dimmi come...
Vivere da soli, "living on my own", citando Freddie Mercury dei Queen. Ma nonostante tutto, non si può rinnegare se stessi. Si può provare ad andare avanti, ma la propria natura non può morire.
How could I ever love another -- Come ho mai potuto amare un altro?
How could you say you don't remember -- Come puoi dire che non ricordi?
God knows I'd give anything -- Dio sa che darei tutto
For just one more night together -- Per un'altra notte insieme
Come ho potuto fare qualcosa che ti ha ferito? Ma soprattutto, come puoi aver dimenticato tutte le cose che abbiamo fatto insieme? Per passare un altro po' di tempo insieme a te darei tutto.
Today I miss you more than ever -- Oggi mi manchi più che mai
How could you say you don't remember -- Come puoi dire che non ricordi?
This one's for the happiness -- Questa è per la felicità
I'll be wishing you forever -- Che ti augurerò per sempre
Canto quest'inno per la tua felicità, che nonostante mi manchi come non mai, ti dedico e ti auguro.
It's just another Friday night -- È solo un altro venerdì notte
For you and your accessories -- Per te ed i tuoi complici
And there you are before my eyes -- E tu sei qui di fronte ai miei occhi
Per te è un giorno comune. Sei fuori coi tuoi amici. Anche per me è un giorno comune. Sono a casa a pensare a te. Mentre tu sei altrove e pensi a tutt'altro.
Two hours and for fifteen minutes you are here -- 2 ore e per 15 minuti tu sei qui
I don't want to scream least I should tear -- Non voglio gridare e non voglio neppure piangere
A whisper in the darkness disappear -- Un sussurro nell'oscurità scompare
Sincerely -- Con sincerità
Il tempo passa, il dolore aumenta, ma non voglio gridare, non voglio piangere, dato che un sussurro, nell'oscurità, scompare. Anche questa scritta come se fosse una lettera.
We should get back on the road -- Dovremo ritornare sui nostri passi
Like Simon and Garfunkel -- Come Simon e Garfunkel
Let's get married -- Sposiamoci
You are all the shelter that I need above me -- Sei tutta la protezione di cui ho bisogno
Magari, tornare indietro. Dopo essermi accorto che sei ciò di cui ho bisogno. Ma ormai è troppo tardi.
Who am I trying to fool -- Ma chi voglio prendere in giro?
Honey, I've got your ringtone on my Blackberry -- Ho la tua suoneria nel mio cellulare
And I won't give a damn -- E non me fregherebbe nulla
If only I knew how -- Se solo avessi saputo come...
Ricordi, tenuti anche nella tecnologia, come un telefono. E la frase più geniale. Non me ne sarebbe fregato nulla, se solo avessi saputo come. Come si fa a non fregarsene di certi avvenimenti? Se solo, avessi saputo come.
[RIT]
You've got me crying like a child -- Mi fai piangere come una bambina
Ain't no need for me to lie -- Non ho bisogno di mentire a me stessa
A hundred jpeg files -- Migliaia di foto
Filling up my hard drive -- Riempiono il mio Hard Disk
Ormai si è oltre la bugia interna. Rimane solo il pianto. Ammettere a se stessi che non si potrà mai dimenticare. Migliaia, milioni di ricordi, riempiono la mia mente.
You've got me crying like a child -- Mi fai piangere come una bambina
And the crowd is going wild -- E la folla va in delirio
This one, this is the one -- Questa, è quella giusta
Come on and give it up -- Forza, arrenditi
Si spera, nonostante tutto, che ci sia un arresa dall'altra parte, si cerca quella giusta, si dice "this is the one". Ma la folla va in delirio, quando piango. Il mio interno, va in delirio. Ma, alla fine, non ho bisogno di mentire a stesso.
[RIT x 2]
E con questo, ho finito le canzoni che mi hanno accompagnato durante un periodo particolare della mia vita, che vanno dalla morte di mia nonna fino al mese di fuoco in famiglia. Periodo, forse, ancora non totalmente passato. Ma non sono qui per parlare di me.
Un'ultima menzione va ad una canzone di Utada, la mia preferita in inglese, che non fa parte di This is the One, ma di Exodus, il suo primo album in inglese. Parlo di Kremlin Dusk.
Il genere? Non che l'abbia capito. Lo chiamerei rock psicheledico. Ma non so se effettivamente esiste. La canzone ha tutta una sua metrica. Un suo stile. All'inizio l'ho schifata alla meglio. Ma poi capisci che c'è del genio in quella canzone. "All along, I was searching for...I don't know". Così la cantavo prima di conoscere il testo, e se fosse stata così forse sarebbe stata ancora più geniale. Beh, al posto di I don't know c'è il riferimento a Lenore, che è un tutto dire. Ma non sono qui per commentare il testo. Ma per esplorare la canzone.
Dopo un'intro inquietante, finisce la prima strofa iniziando il primo ritornello in maniera psicheledica. Vari rumori, una tastiera che ti rimane impressa. Dopo il ritornello, si sussistono varie rumori che spaziano dal metallico all'effetto interno. Il rumore che io chiamo "trapano da dentista". Inizia la seconda strofa con qualche piatto di batteria in più. Fino al ritornello, dove ritorna la musica psichedelica detta prima. Finché non inizia il bridge.
Al bridge, si sente una voce più umana, ma interna, ed una batteria. Alla fine del bridge, la batteria diventa reale, con in sottofondo sempre la tastiera. Questo finché non pronunciano le ultime parole del ritornello, per la terza volta. La musica si ferma.
Inizia il Kremlin Dusk.
Parte una terza strofa sulla base del rock, molto diversa, completamente staccata dal resto della canzone, persino il tema cambia, fino a far finire la strofa e far partire un altro bridge dove si mescola il tema della canzone con varie domande della Utada, domande riflessive, domande interne. DOMANDE PSICHEDELICHE.
La canzone finisce con quel famoso pianoforte, con solo la voce di Utada che fa le domande riflessive. Si chiude il Kremlin Dusk.
Born in a war of opposite attraction
It isn't, or is it a natural conception
Torn by the arms in the opposite directions
It isn't, or is it a Modernist reaction
Nata in una guerra di attrazioni opposte,
È o non è un concepimento naturale?
Lacerata dalle braccia nelle direzioni opposte.
È o non è una reazione modernista?
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Testi,
Utada Hikaru
venerdì, ottobre 29, 2010
Speciale Musica: Utada Hikaru
Oggi volevo parlare di qualcosa che mi fa riflettere parecchio, ogni volta che scendo nel dettaglio di ciò. L'artista il quale primo album è attualmente il più venduto nel Giappone. Utada Hikaru. Ma non sono qui per parlarvi di un'artista giapponese, bensì delle sue canzoni inglese. L'album This is the one, uscito il 14 marzo 2009, che mi ha accompagnato durante tutto il mese di fuoco in famiglia. Alcuni testi sono semplicemente troppo riflessivi. Ne analizzerò alcuni testi, verso per verso. Comincio dicendo che escluderò Apple and Cinnamon, per il semplice fatto che è troppo personale...solo alcune parti posso dire, cioè:
Tell me, what is on your mind -- Dimmi, cosa c'è nella tua mente
Help me, cause I'd like to know -- Aiutami, perché mi piacerebbe saperlo
What the hell is going on -- Cosa diavolo sta succedendo
Never thought I'd sing this song -- Non pensavo di dover cantare questa canzone
Semplicemente, un grido disperato ad una persona. La rottura del quarto muro quando dice "non pensavo di dover cantare questa canzone" è qualcosa di sublime.
Il resto non posso commentarlo perché direi troppe cose personali. Sicuramente, questa è la canzone di Utada più rispecchiativa.
Ora vado avanti, col singolo che ha anticipato l'uscita dell'album, ossia Come back to me.
The rain falls on my windows -- La pioggia cade sulla mia finestra
And a coldness runs through my soul -- Ed un raffreddore corre attraverso la mia anima
And the rain falls, oh the rain falls -- E la pioggia cade, oh la pioggia cade
I don't want to be alone -- Non voglio più essere sola
Piccola metafora sulla pioggia interna, nulla di speciale
I wish that I could photoshop all our bad memories -- Speravo di poter modificare tutti i nostri ricordi negativi
Because the flashbacks, oh the flashbacks -- Perché i flashblack, i flashback
Won't leave me alone -- Non mi lasciano sola
Speranza della persona di essere lasciata in pace dai suoi ricordi. Dal motivo che le ha spinto a farla allontanare. Ora lei è sola. E vuole rimuovere i suoi pensieri negativi.
If you come back to me -- Se tu torni da me
I'll be all that you need -- Sarò tutto quello di cui hai bisogno
Baby, come back to me -- Torna da me
Let me make up for what happened in the past -- Lasciami rimediare quello che ho fatto in passato
Vuole solo un'altra possibilità. Lasciami rimediare quello che ho fatto. Molti non lo fanno. Mentre l'altro grida "come back to me".
Baby come back to me (come back)
I'll be everything you need (come back)
Baby come back to me (come back)
Boy, you're one in a million (come back)
Baby come back to me (come back)
I'll be everything you need (come back)
Baby come back to me (come back)
You're one in a million (one in a million) -- Tu sei uno su un milione
L'importanza della persona che si capisce solo quando si perde.
Lower east side of Manhattan -- Sud-est di Manhattan
She goes shopping for new clothes -- Lei va a comprare nuovi vestiti
And she buys this
And she buys that -- E compra questo e quello
Just leave her alone -- Lasciala per ora sola
Qui si parla di cosa sta facendo l'altra persona, quella che sta con lui. Poco rilevante.
I wish that he would listen to her side of the story -- Spero che lui abbia ascoltato la sua parte della storia
It isn't that bad
It isn't that bad -- E non è male
And she's wiser for it now -- Lei è la più saggia per ora
Continuo di prima, sempre poco rilevante.
I admit I cheated -- Ammetto di aver imbrogliato
Don't know why I did it -- Non so perché l'ho fatto
But I do regret it -- Ma adesso me ne pento
Nothing I can do or say can change the past -- Niente di quello che faccio o dico potrà mai cambiare il passato
Ammetto di aver sbagliato. Ammetto di aver agito per i miei interessi. Ma ormai nulla potrà cambiare il passato.
[RIT]
---
Everything I ever did -- Tutto ciò che ho mai fatto
Heaven knows I'm sorry babe -- Il cielo sa che mi dispiace
I was too dumb to see -- Ero troppo idiota per vedere
You were always there for me -- Che tu eri sempre lì per me
And my curiosity got the better of me -- E la mia curiosità ha avuto la meglio su di me
Baby take it easy on me -- Ti prego, abbi pietà di me
A volte, i sentimenti hanno la meglio sulla ragione. E questo non è affatto buono. Un sentimento può far agire per puro istinto, dimenticandoci degli altri. Come ricorda Marty in BTTF III a Doc, uno scienzato non ragiona col cuore, ma con la testa. Nel momento in cui ci facciamo prendere troppo dai sentimenti, sbagliato.
Anything from A to Z -- Tutto dalla A alla Z
Call me what you wanna but -- Chiamami come vuoi ma
I open my heart to be -- Io ho aperto il mio cuore
You are my priority -- Tu sei la mia priorità
Can't you see you punished me -- Non vedi, mi stai punendo
More than enough already -- Più di quanto serviva
Baby take it easy on me -- Abbi pietà di me, ti prego
Nonostante il perdono, nonostante si abbia aperto il proprio cuore, la sofferenza continua. Più di quanto serviva. ABBI PIETA' DI ME; TI PREGO.
[RIT FINALE]
---
Semplicemente sublime, quella chitarra elettrica entra al punto giusto, creando l'effetto disperato finale.
Ora vado ad un'altra tra le mie canzoni preferite, di cui prendo solo i primi tre versi. Parlo di Merry Chritsmas Mr. Lawrence - FYI
I give you my heart -- Ti ho dato il mio cuore
Hold on, let me sign it -- Tieni, lasciamelo firmare
Your senorita aka your best friend
Semplicemente geniale. Il terzo verso, poi, è insuperabile. La tua senorita, meglio conosciuta come la tua migliore amica. Scrivilo, nel mio cuore che ora hai tu.
Vado avanti, mancano le ultime due canzoni. Ora è il turno di Takin' my money back, canzone il cui significato nascosto è bellissimo. Anche quello non nascosto è profondo, alla fine.
Boy, you make it hard -- Rendi difficile
You make it hard to leave -- Rendi difficile andarmene
You make it hard -- Lo rendi difficile
You’re no good for me -- Non fai per me
Vedendo di cosa poi parlerà la canzone, vedrete per cosa non è buono lui.
Every day, every night -- Ogni giorno, ogni notte
You were out with your boys -- Tu sei fuori coi tuoi amici
Gettin’ high -- Ti ubriachi
While I worked hard to pay the rent -- Mentre io lavoro duramente per pagare l'affitto
And my girls said i should lose you -- E le mie amiche dicono che dovrei lasciarti stare
But i stuck with you -- Ma io ancora insisto
‘cause you promised to change -- Perché mi hai promesso che cambiavi
Lei, dignitosa. Lui, uno scapestrato. Lui fa delle promesse, ma non le mantiene. Ma lei lo ama a tal punto di continuare a dargli una possibilità. Ma non per sempre. Ora ha capito con chi ha a che fare.
What I gave, you took -- Quello che ti ho dato, l'hai preso
Nothin’ came in return but I -- Non mi è tornato nulla indietro ma io
I kept on givin’, baby -- Io ho continuato a dare
Because the sex was so good -- Perché il sesso mi piaceva
And your talk was so smooth that I -- Ed parlavi in modo così sciolto che io
I guessed I bought it, baby -- Suppongo di averti comprato
Lei aveva dei motivi per non farlo andare. Ma continuava a dare senza ricevere nulla in cambio. Aveva comprato qualcosa che non rendeva. Aveva venduto se stessa a qualcuno che non sapeva renderla felice.
Now I finally see -- Ora finalmente vedo
You were using me -- Tu mi stavi usando
And I’m takin’ my money -- E rivoglio indietro i miei soldi
My money, my money back
You’re down on your knees -- Sei in ginocchio
Beggin’ me not to leave -- Pregandomi di non andarmene
But I’m takin’ my money -- Ma io sto riprendendo i miei soldi
My money, my money back
Soldi ovviamente metaforici. Si parla della propria vita. Una volta scelto, ormai è andata. Supplicare, dopo aver fatto lo schifo, non basta. Ora, rivoglio indietro i miei soldi. La mia vita.
I say oh, oh, oh
And ah, ah, ah
You know I really loved you, boy -- Tu sai che ti ho davvero amato
Oh, oh, oh
And ah, ah, ah
What waste a man so fine -- Che grande spreco di uomo
L'amore della donna era vero, e quindi sottolinea lo spreco per lui di quella vita che poteva rendere molto di più.
When I found out about -- Quando ho scoperto ciò che dicevano
All our foolin’ around -- Tutti sulle "nostre pazzie"
Well I -- Beh io
I had to cry about it -- Io mi sono messa a piangere
When you said you were sorry -- Quando hai detto che ti dispiaceva
And that you loved me only I -- E mi hai detto che amavi solo me io
I should have left you right then -- Io avrei dovuto lasciarti semplicemente lì
Bugie. Segreti. Saperli dagli altri, provoca solo dolore. Poi si cercano scuse, si dicono altre bugie. Ma ormai è tardi. Rivoglio indietro i miei soldi.
[RIT]
---
[BRIDGE 1]
---
Oh, oh, oh
And ah, ah, ah
Give me back heart -- Tornami il mio cuore
Give me back my time -- Tornami il mio tempo
Oh, oh, oh
And ah, ah, ah
What a waste of a woman so fine -- Che grande spreco di donna...
Il tempo perso con lui non tornerà più. L'amore che gli ha dato non tornerà. Guardando a se stessa, non si giudica migliore di lui. Anche lei si è sprecata. Come lui. Mentre in sottofondo parte un assolo meraviglioso che accompagna i ritornelli e i bridge.
[RIT-BRIDGE 1-2]
Mancherebbe ancora una canzone, ma la metterò nel prossimo intervento, essendo la più speciale, la mia preferità dell'album, qualcosa il cui testo è decisamente sopra gli altri. Per ora, bon voyage!
Tell me, what is on your mind -- Dimmi, cosa c'è nella tua mente
Help me, cause I'd like to know -- Aiutami, perché mi piacerebbe saperlo
What the hell is going on -- Cosa diavolo sta succedendo
Never thought I'd sing this song -- Non pensavo di dover cantare questa canzone
Semplicemente, un grido disperato ad una persona. La rottura del quarto muro quando dice "non pensavo di dover cantare questa canzone" è qualcosa di sublime.
Il resto non posso commentarlo perché direi troppe cose personali. Sicuramente, questa è la canzone di Utada più rispecchiativa.
Ora vado avanti, col singolo che ha anticipato l'uscita dell'album, ossia Come back to me.
The rain falls on my windows -- La pioggia cade sulla mia finestra
And a coldness runs through my soul -- Ed un raffreddore corre attraverso la mia anima
And the rain falls, oh the rain falls -- E la pioggia cade, oh la pioggia cade
I don't want to be alone -- Non voglio più essere sola
Piccola metafora sulla pioggia interna, nulla di speciale
I wish that I could photoshop all our bad memories -- Speravo di poter modificare tutti i nostri ricordi negativi
Because the flashbacks, oh the flashbacks -- Perché i flashblack, i flashback
Won't leave me alone -- Non mi lasciano sola
Speranza della persona di essere lasciata in pace dai suoi ricordi. Dal motivo che le ha spinto a farla allontanare. Ora lei è sola. E vuole rimuovere i suoi pensieri negativi.
If you come back to me -- Se tu torni da me
I'll be all that you need -- Sarò tutto quello di cui hai bisogno
Baby, come back to me -- Torna da me
Let me make up for what happened in the past -- Lasciami rimediare quello che ho fatto in passato
Vuole solo un'altra possibilità. Lasciami rimediare quello che ho fatto. Molti non lo fanno. Mentre l'altro grida "come back to me".
Baby come back to me (come back)
I'll be everything you need (come back)
Baby come back to me (come back)
Boy, you're one in a million (come back)
Baby come back to me (come back)
I'll be everything you need (come back)
Baby come back to me (come back)
You're one in a million (one in a million) -- Tu sei uno su un milione
L'importanza della persona che si capisce solo quando si perde.
Lower east side of Manhattan -- Sud-est di Manhattan
She goes shopping for new clothes -- Lei va a comprare nuovi vestiti
And she buys this
And she buys that -- E compra questo e quello
Just leave her alone -- Lasciala per ora sola
Qui si parla di cosa sta facendo l'altra persona, quella che sta con lui. Poco rilevante.
I wish that he would listen to her side of the story -- Spero che lui abbia ascoltato la sua parte della storia
It isn't that bad
It isn't that bad -- E non è male
And she's wiser for it now -- Lei è la più saggia per ora
Continuo di prima, sempre poco rilevante.
I admit I cheated -- Ammetto di aver imbrogliato
Don't know why I did it -- Non so perché l'ho fatto
But I do regret it -- Ma adesso me ne pento
Nothing I can do or say can change the past -- Niente di quello che faccio o dico potrà mai cambiare il passato
Ammetto di aver sbagliato. Ammetto di aver agito per i miei interessi. Ma ormai nulla potrà cambiare il passato.
[RIT]
---
Everything I ever did -- Tutto ciò che ho mai fatto
Heaven knows I'm sorry babe -- Il cielo sa che mi dispiace
I was too dumb to see -- Ero troppo idiota per vedere
You were always there for me -- Che tu eri sempre lì per me
And my curiosity got the better of me -- E la mia curiosità ha avuto la meglio su di me
Baby take it easy on me -- Ti prego, abbi pietà di me
A volte, i sentimenti hanno la meglio sulla ragione. E questo non è affatto buono. Un sentimento può far agire per puro istinto, dimenticandoci degli altri. Come ricorda Marty in BTTF III a Doc, uno scienzato non ragiona col cuore, ma con la testa. Nel momento in cui ci facciamo prendere troppo dai sentimenti, sbagliato.
Anything from A to Z -- Tutto dalla A alla Z
Call me what you wanna but -- Chiamami come vuoi ma
I open my heart to be -- Io ho aperto il mio cuore
You are my priority -- Tu sei la mia priorità
Can't you see you punished me -- Non vedi, mi stai punendo
More than enough already -- Più di quanto serviva
Baby take it easy on me -- Abbi pietà di me, ti prego
Nonostante il perdono, nonostante si abbia aperto il proprio cuore, la sofferenza continua. Più di quanto serviva. ABBI PIETA' DI ME; TI PREGO.
[RIT FINALE]
---
Semplicemente sublime, quella chitarra elettrica entra al punto giusto, creando l'effetto disperato finale.
Ora vado ad un'altra tra le mie canzoni preferite, di cui prendo solo i primi tre versi. Parlo di Merry Chritsmas Mr. Lawrence - FYI
I give you my heart -- Ti ho dato il mio cuore
Hold on, let me sign it -- Tieni, lasciamelo firmare
Your senorita aka your best friend
Semplicemente geniale. Il terzo verso, poi, è insuperabile. La tua senorita, meglio conosciuta come la tua migliore amica. Scrivilo, nel mio cuore che ora hai tu.
Vado avanti, mancano le ultime due canzoni. Ora è il turno di Takin' my money back, canzone il cui significato nascosto è bellissimo. Anche quello non nascosto è profondo, alla fine.
Boy, you make it hard -- Rendi difficile
You make it hard to leave -- Rendi difficile andarmene
You make it hard -- Lo rendi difficile
You’re no good for me -- Non fai per me
Vedendo di cosa poi parlerà la canzone, vedrete per cosa non è buono lui.
Every day, every night -- Ogni giorno, ogni notte
You were out with your boys -- Tu sei fuori coi tuoi amici
Gettin’ high -- Ti ubriachi
While I worked hard to pay the rent -- Mentre io lavoro duramente per pagare l'affitto
And my girls said i should lose you -- E le mie amiche dicono che dovrei lasciarti stare
But i stuck with you -- Ma io ancora insisto
‘cause you promised to change -- Perché mi hai promesso che cambiavi
Lei, dignitosa. Lui, uno scapestrato. Lui fa delle promesse, ma non le mantiene. Ma lei lo ama a tal punto di continuare a dargli una possibilità. Ma non per sempre. Ora ha capito con chi ha a che fare.
What I gave, you took -- Quello che ti ho dato, l'hai preso
Nothin’ came in return but I -- Non mi è tornato nulla indietro ma io
I kept on givin’, baby -- Io ho continuato a dare
Because the sex was so good -- Perché il sesso mi piaceva
And your talk was so smooth that I -- Ed parlavi in modo così sciolto che io
I guessed I bought it, baby -- Suppongo di averti comprato
Lei aveva dei motivi per non farlo andare. Ma continuava a dare senza ricevere nulla in cambio. Aveva comprato qualcosa che non rendeva. Aveva venduto se stessa a qualcuno che non sapeva renderla felice.
Now I finally see -- Ora finalmente vedo
You were using me -- Tu mi stavi usando
And I’m takin’ my money -- E rivoglio indietro i miei soldi
My money, my money back
You’re down on your knees -- Sei in ginocchio
Beggin’ me not to leave -- Pregandomi di non andarmene
But I’m takin’ my money -- Ma io sto riprendendo i miei soldi
My money, my money back
Soldi ovviamente metaforici. Si parla della propria vita. Una volta scelto, ormai è andata. Supplicare, dopo aver fatto lo schifo, non basta. Ora, rivoglio indietro i miei soldi. La mia vita.
I say oh, oh, oh
And ah, ah, ah
You know I really loved you, boy -- Tu sai che ti ho davvero amato
Oh, oh, oh
And ah, ah, ah
What waste a man so fine -- Che grande spreco di uomo
L'amore della donna era vero, e quindi sottolinea lo spreco per lui di quella vita che poteva rendere molto di più.
When I found out about -- Quando ho scoperto ciò che dicevano
All our foolin’ around -- Tutti sulle "nostre pazzie"
Well I -- Beh io
I had to cry about it -- Io mi sono messa a piangere
When you said you were sorry -- Quando hai detto che ti dispiaceva
And that you loved me only I -- E mi hai detto che amavi solo me io
I should have left you right then -- Io avrei dovuto lasciarti semplicemente lì
Bugie. Segreti. Saperli dagli altri, provoca solo dolore. Poi si cercano scuse, si dicono altre bugie. Ma ormai è tardi. Rivoglio indietro i miei soldi.
[RIT]
---
[BRIDGE 1]
---
Oh, oh, oh
And ah, ah, ah
Give me back heart -- Tornami il mio cuore
Give me back my time -- Tornami il mio tempo
Oh, oh, oh
And ah, ah, ah
What a waste of a woman so fine -- Che grande spreco di donna...
Il tempo perso con lui non tornerà più. L'amore che gli ha dato non tornerà. Guardando a se stessa, non si giudica migliore di lui. Anche lei si è sprecata. Come lui. Mentre in sottofondo parte un assolo meraviglioso che accompagna i ritornelli e i bridge.
[RIT-BRIDGE 1-2]
Mancherebbe ancora una canzone, ma la metterò nel prossimo intervento, essendo la più speciale, la mia preferità dell'album, qualcosa il cui testo è decisamente sopra gli altri. Per ora, bon voyage!
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Tesi di laurea,
Testi,
Utada Hikaru
sabato, settembre 11, 2010
A volte viene da pensare quello vero non esiste ma...
Periodo pieno di GiaDaVaz, anche troppo. Era da tanto che non ascoltavo così tanto il mio gruppo italiano preferito, magari è la volta buona che mi sento pure Fuego, che è da 8 anni che rinvio. Il titolo si riferisce ad una frase della canzone Icaro, dell'album Boom!
A volte viene da pensare? Viene sempre da pensare, magari fosse qualche volta. Ieri durante la nottata alla tenda ho fatto una lunga meditazione su tre persone. Due sono ancora in fase d'attuazione, una invece l'ho conclusa abbastanza bene. Ou, quella stessa persona s'è fatta sentire oggi, cosa incredibile. Beh, ancora fosse per lei mi crocifiggerebbe per meno di trenta denari, ma io non porto rancore, anzi. Se portassi rancore sarebbe finita lì, l'allenamento sul self control fatto quasi 9 anni fa sarebbe stato vano.
E quindi cosa si fa? Nulla. Non m'importa. Ragazzi, 7 personalità sono difficili da gestire. La cosa più brutta è quando una combina qualcosa, oppure un'altra promette mari e monti. E poi? Poi sono io a doverne pagare le conseguenze!! Potrebbero dire "facile dare la colpa ad altri se stessi", ma chi ha conosciuto IBF sa che è totalmente diverso da me. Totalmente. A volte mi viene da pensare che verremmo giudicati separatamente.
Ridere. Mezzo One piece è basato sulla risata. Si va dal Kishishishi dell'amato Gekko Moria, al Grarararara di Barbabianca, passando dallo Yohohoho di Brook. Ma quella di Crocodile, quella si che è una risata. Devo impararla meglio, in alcuni sprazzi renderebbe un sacco. Poi c'è la mia ormai famosa risata sguainata, che gli altri sanno che quando la esco, vuol dire che devono temermi. Altri? Strano, mi verrebbe da dire che l'unica persona che attualmente conosce più del 10% di me dentro la chiesa si chiami Marika Spuria.
Ma chi può dirlo? Lo slashion forse, non è morto. Ci sono volte in cui ci reincontriamo, dopo botte di giorni, a volte mesi, senza sentirci. Parlo ovviamente di me e Fox. Ma quando ci reincontriamo facciamo scintille, senza arte ne parte. È questa, forse, la vera fratellanza? Se è così, l'ho capito troppo tardi. Saprei a chi dire scusa, se la sua presenza non provocasse ancora certi giri di fuoriuscita lacrime indesiderate. Una sola frase, riguardava lei al campeggio, durante le nottate col trio degli scattiati: "Ora basta, non voglio ritornare a piangere la notte per lei". E pensare che è già passato un anno. UN ANNO!!! Wow, il tempo vola.
Ho in mente di scrivere una canzone. Cioè, ne ho ancora 6 WIP, ma ho intenzione di cominciarne un'altra. Rullo di tamburi, si chiamerà L'ultimo parte 2. Sento risate in lontananza. Stavolta niente base degli Aluto, anzi. La base sarà mia, come tutti gli altri successi miei. Le parole saranno molto più arrabbiate, sarà una controrisposta all'Ultimo originale. Così magare, la proprietaria invece di mischiare sensi di colpa ad odio profondo (che io penso che un essere umano comune nell'unire questi due sentimenti morirebbe nel solo tentativo) riesca a convincersi che IO. IO. Riesco a voltare pagina se voglio. IO. IO. IOOOO. Basta, penso che il messaggio nascosto si sia capito.
Che poi, cavolo. Tutto il successo dell'Ultimo. Gente a destra e a manca che la canta. Quella versione decisamente penosa, che mi viene da piangere quando ascolto la versione intonata ancora da completare. Ma quella ha fatto successo. Perché? Il sentimento? Ma quale sentimento, che l'ho registrata a metà 2009 perché quel giorno non avevo altro da fare. La musica? Aluto ha fatto davvero uan così grande opera d'arte? Le parole? Sono davverò così bravo? Eppure, parole parlando, preferisco Amica mia, oppure Un sogno che svanisce. Il gioco sulle metafore, forse. Ragazzi, va bene umiltà e tutto, ma sono un grande. Anzi, BF è un grande, se dobbiamo dare le colpe alle varie personalità diamo anche i meriti.
Ma alla fine cosa dice Breakdown? "Ricordi, la prima volta che l'ho cantata? Un successo sai, non si scorda mai, non è certo questo l'unico che ho inventato, cavilli, pensieri, meditazioni, è questo il breakdown!" Una canzone scritta quel 2 Novembre del 2008, cantata da tutti in questi giorni freddi del 2010. Se il mondo non è strano, non saprei chi altro dovrebbe esserlo.
Ma comunque, la finisco qui, sennò ne viene solo un'opera chilometrica e nulla più. Il senso del post? Scrivere, esternare, muovere un po' le dita. Non dico di essere lento nello scrivere, ma di sicuro posso migliorare. "A volte viene da pensare quello vero non esiste ma..." Quello vero esiste! E si chiama Cristo Gesù! AMEN!
A volte viene da pensare? Viene sempre da pensare, magari fosse qualche volta. Ieri durante la nottata alla tenda ho fatto una lunga meditazione su tre persone. Due sono ancora in fase d'attuazione, una invece l'ho conclusa abbastanza bene. Ou, quella stessa persona s'è fatta sentire oggi, cosa incredibile. Beh, ancora fosse per lei mi crocifiggerebbe per meno di trenta denari, ma io non porto rancore, anzi. Se portassi rancore sarebbe finita lì, l'allenamento sul self control fatto quasi 9 anni fa sarebbe stato vano.
E quindi cosa si fa? Nulla. Non m'importa. Ragazzi, 7 personalità sono difficili da gestire. La cosa più brutta è quando una combina qualcosa, oppure un'altra promette mari e monti. E poi? Poi sono io a doverne pagare le conseguenze!! Potrebbero dire "facile dare la colpa ad altri se stessi", ma chi ha conosciuto IBF sa che è totalmente diverso da me. Totalmente. A volte mi viene da pensare che verremmo giudicati separatamente.
Ridere. Mezzo One piece è basato sulla risata. Si va dal Kishishishi dell'amato Gekko Moria, al Grarararara di Barbabianca, passando dallo Yohohoho di Brook. Ma quella di Crocodile, quella si che è una risata. Devo impararla meglio, in alcuni sprazzi renderebbe un sacco. Poi c'è la mia ormai famosa risata sguainata, che gli altri sanno che quando la esco, vuol dire che devono temermi. Altri? Strano, mi verrebbe da dire che l'unica persona che attualmente conosce più del 10% di me dentro la chiesa si chiami Marika Spuria.
Ma chi può dirlo? Lo slashion forse, non è morto. Ci sono volte in cui ci reincontriamo, dopo botte di giorni, a volte mesi, senza sentirci. Parlo ovviamente di me e Fox. Ma quando ci reincontriamo facciamo scintille, senza arte ne parte. È questa, forse, la vera fratellanza? Se è così, l'ho capito troppo tardi. Saprei a chi dire scusa, se la sua presenza non provocasse ancora certi giri di fuoriuscita lacrime indesiderate. Una sola frase, riguardava lei al campeggio, durante le nottate col trio degli scattiati: "Ora basta, non voglio ritornare a piangere la notte per lei". E pensare che è già passato un anno. UN ANNO!!! Wow, il tempo vola.
Ho in mente di scrivere una canzone. Cioè, ne ho ancora 6 WIP, ma ho intenzione di cominciarne un'altra. Rullo di tamburi, si chiamerà L'ultimo parte 2. Sento risate in lontananza. Stavolta niente base degli Aluto, anzi. La base sarà mia, come tutti gli altri successi miei. Le parole saranno molto più arrabbiate, sarà una controrisposta all'Ultimo originale. Così magare, la proprietaria invece di mischiare sensi di colpa ad odio profondo (che io penso che un essere umano comune nell'unire questi due sentimenti morirebbe nel solo tentativo) riesca a convincersi che IO. IO. Riesco a voltare pagina se voglio. IO. IO. IOOOO. Basta, penso che il messaggio nascosto si sia capito.
Che poi, cavolo. Tutto il successo dell'Ultimo. Gente a destra e a manca che la canta. Quella versione decisamente penosa, che mi viene da piangere quando ascolto la versione intonata ancora da completare. Ma quella ha fatto successo. Perché? Il sentimento? Ma quale sentimento, che l'ho registrata a metà 2009 perché quel giorno non avevo altro da fare. La musica? Aluto ha fatto davvero uan così grande opera d'arte? Le parole? Sono davverò così bravo? Eppure, parole parlando, preferisco Amica mia, oppure Un sogno che svanisce. Il gioco sulle metafore, forse. Ragazzi, va bene umiltà e tutto, ma sono un grande. Anzi, BF è un grande, se dobbiamo dare le colpe alle varie personalità diamo anche i meriti.
Ma alla fine cosa dice Breakdown? "Ricordi, la prima volta che l'ho cantata? Un successo sai, non si scorda mai, non è certo questo l'unico che ho inventato, cavilli, pensieri, meditazioni, è questo il breakdown!" Una canzone scritta quel 2 Novembre del 2008, cantata da tutti in questi giorni freddi del 2010. Se il mondo non è strano, non saprei chi altro dovrebbe esserlo.
Ma comunque, la finisco qui, sennò ne viene solo un'opera chilometrica e nulla più. Il senso del post? Scrivere, esternare, muovere un po' le dita. Non dico di essere lento nello scrivere, ma di sicuro posso migliorare. "A volte viene da pensare quello vero non esiste ma..." Quello vero esiste! E si chiama Cristo Gesù! AMEN!
martedì, luglio 20, 2010
Eppure...
Eppure c'è sempre un motivo in più per andare avanti. "Ma tu guarda quanta bella gente, parla parla ma non sa niente, mette etichette che dal '97 mi (ci) vanno strette". E che dite, non lo chiamate rispecchiare la realtà questo? È così semplice parlare...
"Egli disse loro: «Neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che dal di fuori entra nell'uomo non lo può contaminare, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina?» Così dicendo, dichiarava puri tutti i cibi. Diceva inoltre: «È quello che esce dall'uomo che contamina l'uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l'uomo». (Marco 7: 18-23)
Eppure c'è sempre un motivo per andare avanti. E non è la trama di un videogioco (MAGARI la vita si potesse aggrappare a così poco). Quella aiuta a distrarsi.
"Odio non avere niente da fare. Mi viene da pensare troppo." (Squall Lionheart, Final Fantasy VIII)
Nel momento in cui non si fa più nulla, la mente elabora. E lì poi si distingue la gente: i cosiddetti "babbasunazzi" non penseranno più di tanto, anzi molto probabilmente il problema girerà a vuoto sulla loro mente fino alla totale annullamento. Che invidia.
L'invidia di sapere che loro veramente superano il problema, senza flasharlo troppo. Darei il mio cervello per avere il loro. Ma poi so che mi mancherebbe. La mia mente è il mio peggior nemico, ma se non mi confrontassi con lei perderei la mia più grande rivale. Rivale che mi ha fatto perdere molto. Ma la colpa non è mica solo sua. Dare la colpa a lei (e quindi indirettamente a me) equivarrebbe a sopravvalutare il genere umano, con la sua normalità.
"La normalità è sopravvalutata" (Zack Fair, Crisis Core: Final Fantasy VII)
Una frase che davo per mia, praticamente. Zack è circondato da persone soprannaturali che vogliono la normalità. E lui che lo è, annuncia quella frase. Certo, il senso nostro è storpiato dall'originale, ma il tutto si conduce ad una verità sola: la normalità porta solo danno. Meglio vivere alla meglio, e fare sempre la scelta che sembra sia giusta, anche se va contro le leggi!
"Tidus: Ma non cambierà niente, capite? Portete il Bonacciale, e dopo cosa? Non spezzerà il ciclo!
Wakka: Ascolta... Tu vuoi sconfiggere Sin e tenere Yuna viva e che Sin non torni più... Non accadrà, sai?
Lulu: Chi troppo vuole, nulla stringe
Tidus: Ma io voglio tutto!
Wakka: Ora ti stai comportando come un bambino!
Tidus: La smetto... Allora cosa farebbe un adulto? Loro sanno che possono vivere facendo quello che vogliono solo facendo morire un invocatore. Hai ragione, probabilmente non ho chances ma non succederà che resterò qui e lascerò Yuna andare! E ciò che Auron ha detto riguardo esserci una soluzione, credo sia vero!" (Final Fantasy X)
Capricci di un diciassettenne? No, i capricci sono del mondo, lui si ribella solo al sistema.
Ma comunque, il mio era solo un invito a riflettere. Ma forse la gente non sarà capace di accettare gli altri finché questi non salvano il mondo oppure giocano a calcio divinamente, mostrandosi tartarugati da ogni parte. "Farei pazzie per parlare con quella persona!" Fai pazzie per parlare con chi hai accanto, invece di inseguire chimere. Che magari questo qualcuno un giorno se ne andrà e perderai la tua occasione.
Concludo dicendo che eppure...c'è sempre un motivo per andare avanti. E di certo non andiamo indietro.
"Con la mano sull'aratro senza mai guardare indietro andiamo avanti" (Avanti, Corrado Salmè)
Il motivo giace dentro noi. Sta a noi scoprirlo. Ma non stiamo con l'anima intristita. La tristezza è uno stato dell'anima, e come gli stati di MSN, magari può passare non al computer da solo...ma di certo, per tornare disponibile NOI dobbiamo dare l'input. Con la sola forza del pensiero non cambierà mai!
Sayonara!!!
"Egli disse loro: «Neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che dal di fuori entra nell'uomo non lo può contaminare, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina?» Così dicendo, dichiarava puri tutti i cibi. Diceva inoltre: «È quello che esce dall'uomo che contamina l'uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l'uomo». (Marco 7: 18-23)
Eppure c'è sempre un motivo per andare avanti. E non è la trama di un videogioco (MAGARI la vita si potesse aggrappare a così poco). Quella aiuta a distrarsi.
"Odio non avere niente da fare. Mi viene da pensare troppo." (Squall Lionheart, Final Fantasy VIII)
Nel momento in cui non si fa più nulla, la mente elabora. E lì poi si distingue la gente: i cosiddetti "babbasunazzi" non penseranno più di tanto, anzi molto probabilmente il problema girerà a vuoto sulla loro mente fino alla totale annullamento. Che invidia.
L'invidia di sapere che loro veramente superano il problema, senza flasharlo troppo. Darei il mio cervello per avere il loro. Ma poi so che mi mancherebbe. La mia mente è il mio peggior nemico, ma se non mi confrontassi con lei perderei la mia più grande rivale. Rivale che mi ha fatto perdere molto. Ma la colpa non è mica solo sua. Dare la colpa a lei (e quindi indirettamente a me) equivarrebbe a sopravvalutare il genere umano, con la sua normalità.
"La normalità è sopravvalutata" (Zack Fair, Crisis Core: Final Fantasy VII)
Una frase che davo per mia, praticamente. Zack è circondato da persone soprannaturali che vogliono la normalità. E lui che lo è, annuncia quella frase. Certo, il senso nostro è storpiato dall'originale, ma il tutto si conduce ad una verità sola: la normalità porta solo danno. Meglio vivere alla meglio, e fare sempre la scelta che sembra sia giusta, anche se va contro le leggi!
"Tidus: Ma non cambierà niente, capite? Portete il Bonacciale, e dopo cosa? Non spezzerà il ciclo!
Wakka: Ascolta... Tu vuoi sconfiggere Sin e tenere Yuna viva e che Sin non torni più... Non accadrà, sai?
Lulu: Chi troppo vuole, nulla stringe
Tidus: Ma io voglio tutto!
Wakka: Ora ti stai comportando come un bambino!
Tidus: La smetto... Allora cosa farebbe un adulto? Loro sanno che possono vivere facendo quello che vogliono solo facendo morire un invocatore. Hai ragione, probabilmente non ho chances ma non succederà che resterò qui e lascerò Yuna andare! E ciò che Auron ha detto riguardo esserci una soluzione, credo sia vero!" (Final Fantasy X)
Capricci di un diciassettenne? No, i capricci sono del mondo, lui si ribella solo al sistema.
Ma comunque, il mio era solo un invito a riflettere. Ma forse la gente non sarà capace di accettare gli altri finché questi non salvano il mondo oppure giocano a calcio divinamente, mostrandosi tartarugati da ogni parte. "Farei pazzie per parlare con quella persona!" Fai pazzie per parlare con chi hai accanto, invece di inseguire chimere. Che magari questo qualcuno un giorno se ne andrà e perderai la tua occasione.
Concludo dicendo che eppure...c'è sempre un motivo per andare avanti. E di certo non andiamo indietro.
"Con la mano sull'aratro senza mai guardare indietro andiamo avanti" (Avanti, Corrado Salmè)
Il motivo giace dentro noi. Sta a noi scoprirlo. Ma non stiamo con l'anima intristita. La tristezza è uno stato dell'anima, e come gli stati di MSN, magari può passare non al computer da solo...ma di certo, per tornare disponibile NOI dobbiamo dare l'input. Con la sola forza del pensiero non cambierà mai!
Sayonara!!!
domenica, luglio 04, 2010
Gioia e felicità: sinonimi o contrari?
Vorrei sapere perché il 95% delle persone che conosco fa dei ragionamenti normali, mentre io me ne esco con queste tesi di laurea...ma forse è meglio esporre.
Gioia. Cos'è la gioia? Oh beh, la gioia è quel piacere che ti viene in base a determinate circostanze. La più grande gioia è quella dell'abitazione del Signore nella propria vita. Una gioia che riesce ad annullare persino la più grande tristezza, detto da una persona che più di una volta non ha trovato molte volte motivi di vivere. Proprio in questo periodo sto passando un periodo non di certo positivo (trauma-nee), riducendomi molte volte a piangere da solo la notte. Finché non ho chiesto al Signore un po' di tranquillità, di felicità. Non se l'è fatto dire due volte. Tristezza annullata, gioia ricevuta. Un motivo di pianto è diventato un motivo per gioire. Auto convinzione? Impossibile, c'avevo già provato. Potenza di Dio, la chiamo io. Amen.
Questa è la gioia. Ciò che annulla la tristezza. Ciò che ti fa realmente ridere anche quando non ci sarebbe nessun motivo per farlo. E ricordiamo: si è veramente contenti quando lo si è mentre si è soli. In compagnia è facile divertirsi, ma se si è felici nella solitudine, allora lo si è realmente. Chi non realizza ciò, è soltanto un povero illuso che vive in un mondo fatto di sogni e chimere. E parla uno che vive constantemente nel mondo dei VG...
Ora passiamo alla felicità. La felicità è qualcosa di simile? MA COMPLETAMENTE. Traduzione, no.
La felicità è una gioia, magari, ma effimera. EFFIMERA. Puff. Ero felice quando ho acquistato FF XIII, XII, Yakuza, famiglia bella, ero felice quando mio fratello si è sposato, ero felice quando mi è piaciuta una volta una ragazza, sono felice quando ascolto BSB (ogni tanto gioioso, ma dipende), sono felice quando scoreggio...ma non gioisco. Diciamo pure che la felicità può portare alla gioia: sono felice quando prego, e sarò gioioso alla fine della preghiera. Ma qui non stiamo parlando solo di realtà spirituale. Molte volte, la felicità lascia un vuoto colmabile solo dalla gioia. Molte volte tradotto sempre, se togliamo le realtà spirituali. Felicità nel stare coi propri amici, si torna a casa, si ha il senso di vuoto per via della solitudine. Come fare a stare bene? Pensare al tempo stato insieme? Serve realmente? "I ricordi sono belli ma sono solo ricordi", dice Rikku. Stare 24 ore con una persona? Neanche mi pronuncio, pensare alla felicità/gioia in questa prospettiva è di un'ipocrisia micidiale. L'unico modo di stare bene è avere gioia dentro. Vera gioia. Felicità e gioia possono coesistere. DEVONO coesistere. Devono sostenersi. Ma vivere di una senza l'altra...diventa una vita impossibile. Magari se si ha gioia la felicità verrà da se, ma solo con la felicità non si arriva da nessuna parte.
Ritorno al punto originale: sinonimi o contrari? Nessuno dei due. Servono entrambi per una vita vera, che non piombia sulla distruzione. La fonte eterna di gioia è il Signore, e su questo non ci piove. Ma bisogna saper discernere. Non dobbiamo mica essere monaci di clausura. Se avessimo SOLO gioia, senza felicità, avremmo dentro un vuoto strano, di cui non capiremo la forma. La mancanza della felicità. Con la gioia, questa mancanza è molto rara, ma se capita, è un gran male. Sarebbe un inganno a se stessi, più che altro. Quindi, non prendiamoci in giro. Servono entrambi.
Ora la concludo, non sono pagato per fare questi ragionamenti, certo fanno bene esprimerli ma di certo non posso condividere tutto il mio sapere col mondo circostante. Quindi, bon voyage e, mi raccomando, siate gioiosi e felici!!!
Gioia. Cos'è la gioia? Oh beh, la gioia è quel piacere che ti viene in base a determinate circostanze. La più grande gioia è quella dell'abitazione del Signore nella propria vita. Una gioia che riesce ad annullare persino la più grande tristezza, detto da una persona che più di una volta non ha trovato molte volte motivi di vivere. Proprio in questo periodo sto passando un periodo non di certo positivo (trauma-nee), riducendomi molte volte a piangere da solo la notte. Finché non ho chiesto al Signore un po' di tranquillità, di felicità. Non se l'è fatto dire due volte. Tristezza annullata, gioia ricevuta. Un motivo di pianto è diventato un motivo per gioire. Auto convinzione? Impossibile, c'avevo già provato. Potenza di Dio, la chiamo io. Amen.
Questa è la gioia. Ciò che annulla la tristezza. Ciò che ti fa realmente ridere anche quando non ci sarebbe nessun motivo per farlo. E ricordiamo: si è veramente contenti quando lo si è mentre si è soli. In compagnia è facile divertirsi, ma se si è felici nella solitudine, allora lo si è realmente. Chi non realizza ciò, è soltanto un povero illuso che vive in un mondo fatto di sogni e chimere. E parla uno che vive constantemente nel mondo dei VG...
Ora passiamo alla felicità. La felicità è qualcosa di simile? MA COMPLETAMENTE. Traduzione, no.
La felicità è una gioia, magari, ma effimera. EFFIMERA. Puff. Ero felice quando ho acquistato FF XIII, XII, Yakuza, famiglia bella, ero felice quando mio fratello si è sposato, ero felice quando mi è piaciuta una volta una ragazza, sono felice quando ascolto BSB (ogni tanto gioioso, ma dipende), sono felice quando scoreggio...ma non gioisco. Diciamo pure che la felicità può portare alla gioia: sono felice quando prego, e sarò gioioso alla fine della preghiera. Ma qui non stiamo parlando solo di realtà spirituale. Molte volte, la felicità lascia un vuoto colmabile solo dalla gioia. Molte volte tradotto sempre, se togliamo le realtà spirituali. Felicità nel stare coi propri amici, si torna a casa, si ha il senso di vuoto per via della solitudine. Come fare a stare bene? Pensare al tempo stato insieme? Serve realmente? "I ricordi sono belli ma sono solo ricordi", dice Rikku. Stare 24 ore con una persona? Neanche mi pronuncio, pensare alla felicità/gioia in questa prospettiva è di un'ipocrisia micidiale. L'unico modo di stare bene è avere gioia dentro. Vera gioia. Felicità e gioia possono coesistere. DEVONO coesistere. Devono sostenersi. Ma vivere di una senza l'altra...diventa una vita impossibile. Magari se si ha gioia la felicità verrà da se, ma solo con la felicità non si arriva da nessuna parte.
Ritorno al punto originale: sinonimi o contrari? Nessuno dei due. Servono entrambi per una vita vera, che non piombia sulla distruzione. La fonte eterna di gioia è il Signore, e su questo non ci piove. Ma bisogna saper discernere. Non dobbiamo mica essere monaci di clausura. Se avessimo SOLO gioia, senza felicità, avremmo dentro un vuoto strano, di cui non capiremo la forma. La mancanza della felicità. Con la gioia, questa mancanza è molto rara, ma se capita, è un gran male. Sarebbe un inganno a se stessi, più che altro. Quindi, non prendiamoci in giro. Servono entrambi.
Ora la concludo, non sono pagato per fare questi ragionamenti, certo fanno bene esprimerli ma di certo non posso condividere tutto il mio sapere col mondo circostante. Quindi, bon voyage e, mi raccomando, siate gioiosi e felici!!!
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