And you are...
You're exceptional
The way you are
Don't need to change for nobody
You're incredibile
Anyone can see that
When will you believe that?


mercoledì, novembre 05, 2014

Kurata vs Fuka?

Sana Kurata, Fuka Matsui.

Sono rispettivamente la protagonista e la coprotagonista della seconda metà di un manga parecchio famoso, Kodomo no Omocha. Ma non è di loro che si deve parlare, bensì del loro rapporto riferito al protagonista del manga, ossia Akito Hayama.

Fuka è stato un passatempo per Akito quando esso aveva qualcosa come cinque anni. Cioè, passatempo, si divertiva a tormentarla. Poi Akito conosce Sana, di cui si innamora perdutamente, ma non è abbastanza coraggioso da ammetterlo. Considerando i problemi di Sana, i due non riescono mai ad esser sinceri l'uno con l'altra e quindi Akito decide di mettersi, molti anni dopo averla conosciuta, con Fuka. Lui teneva a Fuka, la voleva bene...ma voleva molto più bene a Sana. Molto dopo, Fuka capisce che Akito pensava sempre e solo a Sana, e quindi decide di lasciarlo, nonostante lo volesse bene.

Ora bon, metà di queste info sono inutili per il mio pensiero attuale, penso bisogna andare nel significato più striminzito. Ossia di ciò che si pensa sia giusto, o meno, nel momento di presa.

Sana ama Akito, ma se ne accorge quando lo perde. Akito ama sempre Sana ma per via del suo carattere non riesce ad averlo subito. Fuka vuole bene ad Akito e viceversa, e ciò sfocia comunque in un sentimento che hanno portato un fidanzamento.
È stato un errore?
Boh, alla fine Fuka e Akito appena lasciatisi si sono quasi subito rifidanzati. Bell'età quella.
Ma vediamolo da un punto di vista più reale.

Akito vuole Sana, Sana dice no o perlomeno non lo capisce, Akito prende Fuka. Non è molto complicato, però sì, è contorto. Anche perché bisognerebbe differire amore (ciò che provano Sana e Akito) con affetto (Akito e Fuka) che ha portato ad una sorta di "parentesi" generato da Fuka, in attesa di Sana.

Ma alla fine di tutto, il finale del manga lo conosciamo. Ma facciamo finta di non conoscerlo. Mettiamo che, per un millisecondo, non sappiamo semmai Sana tornerà. Akito sta con Fuka. Magari in via del tutto eccezionale ci sta uno, due, tre, quattro, cinque anni. Solo che Akito ha sempre il pensiero di Kurata. Povera Fuka, in quel caso. Continua ad essere un ragionamento complicato, perché alla fine, comunque, Akito è sempre quella che ce l'avrà vinta. Le uniche che perdono sono, appunto, Sana e Fuka. Ma chi vince realmente tra le due? Sana, che è l'innamorata di Akito, o Fuka che anche se per poco lo ha avuto? Questo è degno di riflessione. (tra le altre cose)

lunedì, ottobre 27, 2014

Returns, nel bene o nel male

Oh beh, sì, avevo promesso che avrei scritto di più, ma avevo anche promesso implicitamente che non avrei più scritto tesi di laurea e pensieri negativi perché...vabbè, il perché lasciamolo perdere. È corretto dire però che quel perché non c'è più, e quindi posso tornare a scrivere e ad appassionare i miei milioni di fan con le mie teorie senza senso e cavilli mentali infiniti.

Innanzitutto partiamo dalla base. Perché tornare? Che senso ha tornare in un luogo che si ha abbandonati? Egoisticamente, si può dire che ci si stava bene. Dato che l'attuale dimora non esiste più, si torna indietro. È la cosa più squallida che uno possa dire ma miseria, se è vera.

Ma bisogna parlare anche della difficoltà nel tornare a "casa". Diciamolo: abbiamo abbandonato quel luogo per motivi superiori, ed ora tornarci è traumatico. Perché c'è una certa abitudine, e adesso tornare indietro è un po' na strammatura totale. Ma bisogna farlo. Anche perché non si può continuare a vivere in una campana di vetro. La nuova casa cominciava a stare stretta. Il problema adesso non è tanto averla abbandonata, ma l'averle dato fuoco. Io volevo ogni tanto tornarci, ora non sarà più possibile. Ma ad oggi posso solo dire un flebile "Pazienza".

La domanda oggi è sempre la stessa: quanto tempo ci vuole per disabituarsi? Eh. EH. Io sono l'antihater, l'antinostalgico...ludicamente parlando. Nella vita reale io sono il nostalgico per eccellenza. Per me un posto scatena 185 ricordi diversi, anche di eventi totalmente slegati che se li dico la gente mi risponde con "vabbè, se lo sta inventando"... Quindi quanto ci vuole per disabituarsi?
È difficile da scrivere. Disabituarsi.
Difficile da scrivere...e da attuare.

Ma in fondo non è POI così complicato. In fondo, non bisogna fare nulla. Bisogna solo assimilare, come faceva il carino mago nero in FF IX. Draw, Draw, Draw. Il punto è quanto il Draw per sbaglio comincia a far dimenticare. E forse è questo il problema più grande. Il dimenticare. Perché dimenticare è semplice, assimilare è difficilissimo. Allora perché voglio assimilare e non dimenticare? Semplice, perché c'è gente che ha bisogno della mia esperienza anche in questo rinnovato campo. E miseriaccia, c'è già chi mi sta chiedendo aiuto.
La verità è che io sono nato per aiutare, non per essere aiutato. Nel momento in cui mi sono visto aiutato, ho fatto un danno ripetuto millecentoquarantuno volte. Il carpentiere, mi chiamavano. Un motivo ci sarà.

Indi per cui, io ci sono. Con un nuovo bagaglio culturale, con un esperienza prima mistica e oggi rinnovata, con voglia di spaccare qualche testa. E di spendere soldi. Oggi abbiamo inaspettatamente comprato un Verde Foglia ad un prezzo misero. I prossimi acquisti sono semplici: la Game Of The Year di Final Fantasy XIV, che uscirà a Novembre: il gioco base l'ho sempre rinviato per motivi nascosti, ma adesso è tardi. Sono passati già 14 mesi dall'uscita, NECESSITO di tornare ad Eorzea. E di cambiare nome al Chocobo.

Ultimo acquisto che farò l'anno prossimo è il New 3DS XL. In realtà mi servirebbe di più la PS4, ma la portatile per ora ha una discreta priorità. Certo, dovrò procurarmi un GBA per Verde Foglia, ma quello è l'ultimo dei miei pensieri. E a proposito di ULTIMI...vabbè, alla prossima volta mi sa.

Thanks, arigatou and bye bye!

venerdì, marzo 21, 2014

Praise the sun!

Il 24 Agosto 2012 è stato un giorno importante per la community PC, dato che usciva il porting di Dark Souls su piattaforme Windows. Versione creata (in maniera pessima) per il volere dei fan, che volevano giocarlo anche sul loro computer personale. Ma perché è stato così fortemente voluto, al punto da chiederlo così insistentemente?



I From Software erano perlopiù conosciuti in giro per Armored Core e per un gioco particolare, un FPRPG chiamato King's Field, veramente poco apprezzato in Europa. Dopo il quarto capitolo, From capisce che deve puntare ad una fetta di mercato particolare per il suo stile con la quale crea i giochi, e così con l'aiuto di Sony, crea il sequel spirituale di King's Field: Demon's Souls.


Il concetto alla base di Demon's Souls non è molto differente da quello di molti wRPG (nonostante sia giapponese): attacco, schivata, parry, backstab, una classe tra varie da cui scegliere, un sistema di level up basato su punti exp chiamati "anime" che fanno anche da valuta corrente, vari mercanti, possibilità di crearsi varie build, e così via. Ma allora cos'ha di particolare Demon's Souls? Perché il gioco, uscito nel Febbraio del 2009 in terra nipponica, è stato chiesto a così alta voce dagli occidentali da fargli raggiungere l'America ad Ottobre e l'Europa (sub multi 5, tra l'altro) nel Giugno dell'anno successivo?



Tre sono i motivi principali, motivi che perlopiù scoraggiano l'utente medio.
Il primo, che si ha subito sotto l'occhio, è la "mancanza di storia". Il gioco inizia, nessuno ti spiega niente, se non due/tre consigli scritti a terra. Nessuno ti dice perché sei lì, nessuno ti dice qual è la tua missione. Per fare un esempio rapido, molto presto si incontra un NPC chiamato "Ostrava di Boletaria". Chi è? Cosa vuole? Boh.



Il secondo, è che il punto focale del gioco, ossia la "difficoltà". Metto tra virgolette perché Demon's Souls, eccetto che in rare occasioni, ti fa capire SEMPRE che la morte è per colpa tua. Si muore spesso nel gioco, ed ogni volta si riparte da un checkpoint stabilito e si perdono tutte le anime raccolte fino a quel momento. È possibile raccoglierle, ma se si muore nuovamente prima di averle raccolte, allora saranno perse per sempre, gettando al vento probabili ore ed ore di farming.


La terza è l'online; il gioco è strutturato per stare sempre online, difatti non si può mettere in pausa, ed il gioco salva molto spesso (ergo: se muori, ti salva subito di sopra). È possibile invocare altri pg per farti dare una mano, o invadere altri pg, o essere invasi: ci sono varie possibilità da sfruttare per il PvP.



Ma torniamo al punto 1, la mancanza di storia. Però non con questo capitolo, che ho finito troppo tempo fa per ricordarlo appieno, ma col suo seguito spirituale.
Yoshida, gran furbastro che non è altro, nonostante abbia comprato l'IP "Demon's Souls" non si è tenuto l'idea stretta, e quindi From Software, sentendosi poco amata, ha deciso di pubblicare un sequel dal gameplay (quasi) identico ma con una struttura totalmente differente, non solo su PS3 ma anche su 360.


È così che il 22/09/2011 esce in Giappone Dark Souls. Senza dover attendere millenni questa volta, qualche giorno dopo esce anche in America ed in Europa. Dato il forte successo, è stato pubblicato ad Agosto la versione PC e, nonostante la software house fosse inizialmente contraria, è stato pubblicato un DLC che estende la storia di uno dei personaggi. Clienti che chiedono un DLC? In più, qualche giorno fa è uscito pure un sequel diretto, chiamato Dark Souls II. Ma perché la gente dovrebbe essere contenta di un DLC che estende la storia, se la storia non viene raccontata?


Ed è questo il bello di Dark Souls. Che la storia NON viene raccontata. Ma la storia c'è. Ogni oggetto, ogni frase, ogni azione, è un pezzo di storia e/o di speculazione. Vedere un determinato drop da un nemico può far capire il perchè quel nemico era lì, il come ci fosse finito e come sia eventualmente morto.
In breve, la storia di Dark Souls inizia con l'Era degli Antichi, un Era dove il mondo era vuoto ed era solamente abitato dai Dragoni Immortali. Ma poi venne il fuoco, e col fuoco vennero tutte le dualità esistenti, come luce ed oscurità, come la vita e la morte. Delle persone risalirono l'oscurità prendendo l'Anima dei Lord dal fuoco, tentando di sconfiggere i dragoni.
Lord Gwyn, signore della luce, coi suoi 4 cavalieri.
La strega di Izalith con le sue figlie.
Nito, il primo dei morti.
Il nano furtivo, così "facilmente dimenticato".
Il tutto con l'aiuto di Seath, un dragone che a differenza degli altri non era immortale, e decise quindi di tradire i suoi simili portando l'inizio dell'Era del Fuoco.


Infine ci viene detto che la fiamma sta per spegnersi, che alcuni non morti portano con loro il simbolo maledetto, e bon. Questo è tutto ciò che ci viene detto. Andando un po' avanti un NPC ci dirà che dovremo suonare le due campane, questo sbloccherà la strada che ci condurrà ad Anor Londo dove potremo parlare con una delle figlie di Lord Gwyn, ossia Gwynevere, che ci darà il Ricettacolo dei Lord, contenitore che dovrà essere riempito con le anime più potenti per poter così sbloccare il passaggio che conduce alla prima fiamma, per poterla così rinnovare e poter così continuare l'Era del Fuoco.
Ma il Non Morto Prescelto avrà vari problemi nel poter compiere tutte queste azioni, trovando varie difficoltà, ma anche varie risposte.



La trama porterà a conoscere vari intrecci, partendo dalle parentele con Lord Gwyn (ancora oggi ci si chiede chi sia il primogenito), ai suoi 4 cavalieri, special modo Artorias degli Abissi, l'unico che fosse mai riuscito a raggiungere le profondità di Petite Londo. La storia di questo cavaliere ha appassionato così tanto i fan che From Software ha usato una parte del cut content per rifarlo come DLC. Assurdo.



Anyway, il gioco è meraviglioso. Un RPG con tipico stampo occidentale con parecchi riferimenti al mondo nipponico (per alcune armi ed il character design di alcuni boss, special modo i 4 Re e Seath) e che ha appassionato tutti, portando però una nuova piaga: il "gioco a Dark Souls perché fa figo, ma poi in realtà mi faccio aiutare da tutti online e se dovessi giocarci senza internet non finirei neppure il prologo". Questo ha portato anche all'errata concezione che Dark Souls sia un gioco DIFFICILISSIMO, per poche persone. No, ragazzi, no. Dark Souls neanche offline è difficilissimo, perlomeno non alle prime run. Impegnativo, sicuramente, a tratti pure parecchio punitivo ed infame. Ma difficilissimo...siamo cresciuti in epoche differente.


Infine, una magagna per quanto riguarda il comparto tecnico. Ora non ho capito se sono io ad essere troppo pretendente o se è From Software che non sa lavorare. Escludendo la Città Infame (e chi conosce quel luogo sa), ma è possibile che se per schivare un attacco premo il tasto per la capriola, non succede nulla quindi lo premo di nuovo velocemente, schiva una volta e ricordandosi del secondo input schiva nuovamente cadendo in un burrone? No, davvero, quella culla del Caos mi ha fatto venire i boccoli grigi in testa.



Per ora la pianto, e ricordate...Praise the Sun.

lunedì, dicembre 30, 2013

Via via via col resoconto semestrale!

Poco.
Non so come altro descrivere il mio percorso ludico in questo semestre.
Ho scritto poco (ma questo perché scrivo per il Rinoa's Diary), ho giocato poco, ho finito poco...tutto molto poco.
Persino i titoli del plus, che una volta finivo con entusiasmo, ora sono fermi lì in attesa della scadenza.
Ma bando alle ciance, vediamo cos'ho finito dall'ultima volta che ho scritto qualcosa.

Cominciamo giusto con un titolo del plus, giusto per non dimenticare. Se non sbaglio è l'unico titolo di questa branca che ho finito in questo semestre, ossia Little Big Planet Karting.

Di sicuro meglio di ModNation Racers che alla fine manco ho finito. Un po' ricorda i vecchi fasti del favoloso CTR, ma giusto un po'. Comunque simpatico, meriterebbe lo scatolato.

Ora passiamo ad un titolo che praticamente ho finito a forza, ogni volta che lo accendevo dopo dieci minuti mi calava il sonno. Purtroppo penso che sia un mio fattore allergico contro tutti i musou. Non per questo il titolo non posso dire che non mi sia piaciuto, ma di certo poteva essere meno soporifero.



E ora arriviamo ad Agosto, mese in cui fui forzato a rimanere a casa a causa di un'operazione ad una fistola sacrococcigea. Momento mai più migliore per farmi prestare il DS e così poter finire quei titoli che su emulatore mi stavano stretti. In primis avrei terminato i due "non potrò mai giocarli perché mi daranno solo i filmati" Kingdom Hearts, ossia il 358/2 Days ed il Re:Coded.












Qui ci è dato vedere come è possibile fare due giochi con tipologie opposte. Il 358 ha una storia bellissima ma un gameplay mediocre. Il Re:Coded ha un gameplay bellissimo ma una storia mediocre. Quindi sì, per me vince il Re:Coded. Peccato davvero che sarà solo visivo nella seconda collection.

Ah vero, ho finito la prima collection. Ma dato che i due titoli lì presenti li avevo già finiti su PS2 in giapponese, non ho motivo di aggiungerli.

Partiamo col terzo e ultimo titolo che ho finito su DS, "It's a Wonderful World".


Non ho ben capito il perché Square abbia dovuto cambiare il nome in Europa, non penso che Louis Armstrong detenga i diritti sulla frase. Comunque gioco meraviglioso, molto nipponico e molto profondo. Se avesse avuto un finale triste poteva entrare di diritto nella mia top 3.

Finalmente ho la facolta di muovermi, quindi è il momento di finire il gioco che attendevo da più tempo.

Perfetto. No, davvero. Qui parliamo di un platform difficile già a Normal, un remaster che aggiunge persino un livello e un deposito, funzionalità pogo capita (dopo vent'anni) e un miliardo di collezionabili. Ero intenzionano a finirlo ad Extreme, ma dopo averlo finito 5 volte tra Normal e Hard un po' m'è passata la voglia. Era il momento di giocare al gioco che mi ha reso famoso.


Lo avevo già finito su GBA, ma qui parliamo di un full remake 3D, quindi lo giudico come titolo nuovo. Che dire, bello. Dopo averlo finito la seconda volta però mi sono accorto che la trama non è così eccezionale come la si decanta. Per fortuna si regge ancora su un solido gameplay. Poi vorrei capire come mai si dice in giro che la versione 3D sia la più difficile se ci sono gli Augments che, se usati bene, ti semplificano il gioco un botto. Giusto per precisione, ho finito la versione Android.
Finito questo, ora urgevo di tappare i buchi sui FF finiti. Mi mancavano solo i primi due. E quindi sì, era il momento di tornare nei veri fasti della fantasia finale.



Checché se ne dica, sia il primo che il secondo Final Fantasy non sono molto inferiori ai successivi, special modo il primo. Il secondo è purtroppo penalizzato da un gameplay a mio parere pessimo, ma ou, qui i personaggi MUOIONO, al contrario di FF IV. Oh beh, forse muoiono troppo, ma chi se ne frega, c'è l'Imperatore. L'uno poi è la vera Fantasia Finale, nonostante la trama sia un mezzo plagio da Dragon Quest, si capisce che è un'esperienza unica che nessun sequel potrà mai far rispuntare.

Finiti questi 2 giochi era il momenti di ributtarmi sulla PS3: era appena uscito un gioco di ruolo, tutti ne parlavano bene, e quindi dovevo dire la mia. Ma per dire la mia, un titolo devo finirlo. Detto, fatto.



Ora, che sia bello è innegabile. Ma i puristi dovrebbero cercare di fare meno confusione. Non possono lamentarsi di FF XIII definendolo action e osannando Xillia che lo è sempre stato. Non possono lamentarsi di una Lightning acida quando Milla per 5/4 dell'avventura lo è molto di più. Non possono lamentarsi del Crystallium quando il Lilium (o come si chiama) è identico. Cioè dai, praticamente se ti piace Xillia e non il XIII praticamente stai dicendo che ti piace la grafica anime.
Ma poi, giusto per sapere, ma chi è Xillia? La protagonista si chiama Milla! Non è che Xillia è una fusione tra XIII e Milla? Non sarebbe tanto malsana come idea.

Finito questo (non al livello da platinarlo che mi scocciava, ma battendo il boss segreto) il plus mi aveva fatto un regalo inaspettato. Lo aspettavo su PC ma ehi, gioco gratis, chi ci sputa?

Ora ricordo quanto me la presi a male quando giocai DmC e tutti ne parlavano male osannando questo (o viceversa, dipende). So anche che a Farenz non è piaciuto, quindi comunque mi aspettavo qualcosa di mediocre.
Per fortuna che non fu così.
Cioè, è la cosa più TAMARRA mai vista in un videogioco. Gente tagliata come se non ci fosse un domani, trama da farti venire le crisi esistenziali e PSTD (anche se non si è mai stati in guerra), affettamenti a destra e a manca, boss che dopo la loro dipartita se non vengono tagliati in mille pezzi non sono contenti ed in più ti fanno un discorso finale. No davvero, epico. Peccato solo per la durata, non dura praticamente nulla. Lo attendo comunque su PC per i vari DLC, alcuni sembrano interessanti.

Detto ciò, era il momento di passare su PC. C'erano due titoli in uscita, e dato che volevo giocarli al meglio prima abbisognavo di finire il titolo che rimandavo da un po'.

Ora qui ci starebbe un paragone con Ducktales, ma non sarei obiettivo. Innanzitutto per via delle ere diverse di concepimento. Seconda cosa, perché la terra dei fasti gaudi o come si chiamava è GENIALE. Da diventare ciechi, ma geniale. Poi c'è un livello, labirinto mi pare, che è geniale pure. Ancel, staccati da Ubisoft, fai un platform per conto tuo, ne trarremo giovamento tutti.

Solitamente per Novembre innalzo un trittico annuale formato da Assassin's Creed / Need for Speed / Call of Duty, ma quest anno è andata diversamente. Call of Duty non mi è mai interessato più di tanto, giusto per la storia dato che il gameplay non mi piace e penso che non mi piacerà mai. Ma quest anno manco la volontà di provarlo ho avuto. Ne ho abbastanza di FPS mediocri, il prossimo che giocherò sarà Half Life 2, almeno diamo un senso alla parola FIRST PERSON SHOOTER.
O magari gioco Bioshock.
Need for Speed stessa cosa, anche se gli automobilistici non mi piacciono a prescindere comunque.
Cosa rimane? Esatto!
Ma prima ne ho finito un altro, che attendevo da tempo.

Vorrei sapere come la gente riesce a lamentarsi di un gameplay solido come quello degli Arkham. Va bene lamentarsi per i bug (che erano troppi su PC) ma il gameplay degli Arkham, e quindi anche di Origins, è sempre e sarà sempre meraviglioso. Forse questo terzo capitolo è a tratti troppo simile al secondo, ma riesce comunque a ritagliarsi una sua identità. La trama penso sia la mia preferita tra i tre, ma attendo di rigiocarlo in versione GOTY prima di dare un parere definitivo.

Ora torniamo ad Assasssin's Creed, penso si fosse capito.

Ora, dopo quello che giudico "passo falso" del terzo capitolo, che sì è bello ma comunque resta un titolo molto mediano, col IV la saga da uno schiaffo morale al passato. Cioè, davvero sono riusciti a fare con un semplice prequel del III un capitolo quasi a pari dell'immortale II?
Poi la trama, che tutti dicono "ah ma con Assassin's centra poco", beh, qui si parla di un tizio comune che diventa assassino, uno qualunque, non uno che ci nasce/che gli ammazzano la famiglia/ca ci para aceddu (?). Certo, ha anche lui le sue pecche, ma niente di che. Purtroppo i DLC di questa saga penso che non riuscirò mai a giocarli, Freedom Cry dopo dieci minuti mi ha annoiato. Ma il titolo è superbo, meraviglioso. Se il V seguirà questa scia, ben venga l'episodio annuale.
E PS: il finale mi ha commosso.

E con questo finiamo l'era presente. Un ultimo titolo su Android prima di passare al retrogaming:


Molto più vario del precedente, anche se forse più semplice, eccetto in quei due tre livelli dove devi essere il dito più veloce del west.

Ora andiamo al retrogaming. Ho finito 4 titoli. Il primo di questi verrà ricordato come il primo vero gioco di ruolo giapponese, per sempre e da sempre.


Come il ben più conosciuto Dawn of Souls, anche Dragon Quest ha avuto un enhanced (... tanti punti sulle i) remake su GameBoy, anche se Color. Ho approfittato di questa versione per finire i primi due Dragon Quest. Il primo si vede che è un esperimento, ma il secondo...il secondo... il secondo è Zelda coi punti esperienza. Miliardi di enigmi, migliaia di cose da fare, per finire un dungeon devi usare il cervello. Meraviglioso, probabilmente ha superato per me i primi cinque Final Fantasy, e forse pure l'ottavo. Ma su questo punto ne riparleremo, prima o mai.
Ah, Dragon Quest II è un sequel del primo. Alla faccia di chi dice che i jrpg non debbano avere sequel. Documentatevi prima.
Ah, Enix: quando fai un remake per una console, dimmelo prima che è peggiore del primo remake che hai fatto. Più giocavo alla versione GBC più mi piaceva la versione SNES. Amara crudeltà.

Ma adesso passiamo ad un titolo che rimandavo da parecchio tempo, finalmente finito.

E qui raggiungiamo l'epicità.
Cioè, non si è mai visto un action-adventure così...così...così perfetto.
Sì, lo so, è uscito nel 1991, ma cavolo, è troppo perfetto.
Non ci sono parole per esprimere la bellezza di questo titolo e di ciò che creò Miyamoto nel lontano 1986.

Ultimo titolo finito quest anno...un titolo che iniziai circa 6 anni fa, ma che abbandonai per via della lentezza estrema del boss finale, che decise di mazziarmi ponendo fine alle mie povere speranze. Ma grazie a dei disgraziati (paradox) che ci stavano giocando in massa, ho deciso di riprenderlo pure io. E di finirlo.



L'ho già detto e lo ridirò sempre: se facessero un remake con una velocità perfetta, con una transizione non monotona anche nei menu, togliendo l'obbligo dello switch disk ogni secondo e con un doppiaggio decente, sarebbe praticamente perfetto. Si può anche lasciare la grafica per quel che è, è la tecnica che m'importa, non queste cosucce. Sony, ascutimi ogni tanto.

E con questo finisce la magra rassegna di titoli finiti quest anno. Ora andiamo al presente. Che sto giocando in questo periodo? Beh, molto poco. Forse giusto Link's Awakening DX su Gameboy Color, che cerco di finirlo in fretta perché dopo di lui viene Majora's Mask, non vedo l'ora.
Ah giusto, e Final Fantasy V su Android. In questo caso penso sarebbe sbagliato chiamarlo 3D, ma comunque pian piano si fa accettare. E poi chi è l'idiota che giudica i giochi per la grafica? FF V è bellissimo per gameplay e storia, la grafica può essere anche in prima persona.



E il futuro? Cosa mi aspetto di giocare nel futuro?
Come detto, finito Link's Awakening ci sarà Majora's Mask. Finito FF V spero sia già uscito il VI su Android, nel caso opposto mi butterò su The After Years. Ma il titolo che aspetto è uno. Anzi sarebbero due, ma uno lo aspetto molto di più dell'altro.

 
Sì, sì, il secondo è il remaster. Ma prima voglio che mi patchino il X HD mettendomi lo skip button. VOGLIO LO SKIP BUTTON.



lunedì, ottobre 21, 2013

giovedì, ottobre 10, 2013

Videogiochi opere d'arte?

È da un bel po' che non posto, complice il fatto che sono diventato un "ricercatore di notizie" per un sito abbastanza conosciuto, il Rinoa's Diary, famoso sito riguardante Final Fantasy e Kingdom Hearts. Ricordo circa sei, sette anni fa quando guardavo quel sito e ammiravo i creatori e chi gestiva una così grande mole di informazione. Oggi ne faccio parte, e ne sono onorato.
Grazie Even perché hai creduto da subito in me.
Grazie Sephar, perché hai creduto sempre in me.
Grazie Rinoa, perché ancora credi in me, come hai fatto a non buttarmi ancora fuori?

Ma comunque, bando ai convenevoli, torniamo seri.
Oggigiorno, se un gioco è "bello", viene subito detto che è un'opera d'arte.
Stop.
Classifichiamo opera d'arte.
L'opera d'arte dovrebbe farti venire un brivido, farti emozionare, commuovere. Ebbene, la natura stessa del videogioco distrugge questa cosa.
Mi spiego meglio.
Se prendessi un titolo, chessò, come Journey o Flower, si potrebbero anche dire che sono delle opere d'arti, ma giusto perché il gameplay è ridotto all'osso, ed in quelle fasi dove lo si presenta non lo è.
Shadow of the Colossus è considerato tale per i paesaggi e l'atmosfera, ma NON per il gioco.
L'opera d'arte è qualcosa di catturato nel tempo che riesce ad emozionare sempre. Un quadro (per quanto a me non piacciano), un paesaggio. Una canzone. Quante volte le canzoni emozionano?
In un videogioco, non è il VIDEOGIOCO ad emozionare. Bensì i filmati che lo costruiscono.
In Final Fantasy X io ho pianto per il finale, ma se FF X fosse stato un film, o un libro, m'avrebbe suscitato le stesse emozioni, e non si sarebbe rovinato l'epopea di "opera d'arte" con quella cosa chiamata "gameplay".
Quindi, in my modest opinion (se se, humble), il videogioco collima proprio con l'idea di opera d'arte; non penso si sentirà mai dire che il gameplay è un'opera d'arte. Beh certo, possono pure esserci le dovute eccezioni, come Okami. Ma per il resto, a livello emotivo e artistico, ciò che può dare una canzone o un signor film rimangono spanne sopra a quello che può dare qualunque gioco inteso come GIOCO e non come "camminiamo in mezzo ai filmati".

Liberi di credermi o di dire che ne capisco poco :D

giovedì, giugno 20, 2013

E3 Two Thousand and Thirteen: Nè vincitori nè vinti. Parte 3: Nintendo

Nintendo non ha puntato su una mega conferenza come negli anni passati, ma ha preferito mostrate i titoli di punta in un Direct come Iwata ci ha abituati.

La conferenza inizia con Pokèmon X & Y, che preannuncia il nuovo tipo da cui si poteva carpire l'esistenza da quando è stato mostrato Sylveon: il tipo Fairy, tradotto qui come tipo Folletto, efficace contro i tipo Drago. Oltre ciò una nuova modalità per coccolare (?) i Pokèmon viene mostrata, ed infine viene data la vera data d'uscita: 12 Ottobre 2013.
Ma ora passiamo a WiiU: il primo titolo è un nuovo episodio della serie 3D, ossia Super Mario 3D World, che non vedeva un episodio su portatile dagli World lanciati su SNES.
I sequel mariolitici continuano con Mario Kart 8 sempre su WiiU, riaffermandosi il re del kart.
Dopo ciò vengono mostrati delle immagini a tratti meravigliose: si parla di The Legend of Zelda: Wind Waker, remake dell'osanatassimo episodio in cell shading pubblicato su Gamecube parecchi anni fa.
Due titoli in pieno stile Nintendo vengono annunciati: si parla di Wii Party U e di Wii Fit U, di cui non parlerò perché sono più software che videogames. Menzione speciale inveec per Art Academy, software esclusivo Nintendo per far disegni e sketch condivisibili in qualunque momento.

Nonostante i third party abbiano trattato male WiiU in questo periodo, non si può dire che la console non si dia da fare: ad una prima occhiata abbiamo Assassin’s Creed IV: Black Flag (Wii U), Batman: Arkham Origins (Wii U) e Blackgate (3DS), Deus Ex: Human Revolution - Director’s Cut (Wii U), Disney Infinity (Wii U), Just Dance 2014 (Wii U), Rayman Legends (Wii U), Scribblenauts Unmasked: A DC Comics Adventure (Wii U e 3DS), Disney’s Planes (3DS), Shin Megami Tensei IV (3DS), Skylanders SWAP Force (Wii U e 3DS), Splinter Cell: Black List (Wii U), Sonic Lost World (Wii U e 3DS) e infine Watch_Dogs (Wii U). Giusto qualche titolino.
Senza dimenticarsi dei titoli in DD, come l'attesissimo Oddworld: New'N'Tasty.

Viene poi presentato un quintetto di giochi particolarmente attesi dal pubblico: i primi due sono editi dai Platinum Games in esclusiva Nintendo (dato che da loro sono finanziati, ossia The Wonderful 101 e il kamiyano Bayonetta 2.

Dopo ciò vediamo il sequel del successo su Wii Donkey Kong Country Returns: DKC Tropical Freeze.

Penultimo annuncio dalla software house che ha realizzato il, molto probabilmente, miglior jRPG per Wii, ossia Xenoblade Chronicles: i Monolith annunciano X, nuovo jRPG con tratti mecha.

Finiamo con un annuncio scontato, ma che molti attendevano, ossia il Super Smash Bros per 3DS/WiiU. Ma l'annuncio in sé non sarebbe stato tanto figo, se non per l'aggiunta di due personaggi. Cioè di uno, del postino di Animal Crossing chi se ne frega. Parlo dell'incommensurabile e mai troppo lodato MEGAMAN!

E qui finisce la conferenza Nintendo che, nonostante a tratti sia stata contata, ci ha ricordato una cosa: che in una conferenza ludica, si deve parlare di VIDEOGIOCHI. E su questo, Nintendo non sbaglia un colpo. Magari sbaglia il target, ma non il resto.