And you are...
You're exceptional
The way you are
Don't need to change for nobody
You're incredibile
Anyone can see that
When will you believe that?


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venerdì, marzo 11, 2011

Chi non si accontenta gode...

Post mai troppo rinviato, per i miei gusti...in effetti era da tempo che io, come Brian Farey, non scrivevo in questo blog. Persino il romanzo, sono arrivato a scrivere la decima e pubblicare la sesta, ma per ora si è fermato tutto. Perché?
Di certo non posso dare la colpa alla STRANEZZA. Stranezza che è finita. Nel migliore dei modi. Molte volte mi sono detto che se risolvevo questo, a livello umano non avrei avuto bisogno di altro. Ma è solo una menzogna. Se raggiungo una vetta di felicità sta sicuro, STA SICURO che andando avanti vorrò qualcos altro. Vorrò andare OLTRE quella vetta. E come si può andare oltre la vetta? Impossibile. Resterei con un'infelicità perpetua. Il trucco, quindi, è NON accontentarsi. Non raggiungere la vetta. Se magari la vetta sale più in alto nel frattempo, io qualche gradino lo salgo. Ad essere pienamente felici c'è il rischio di volerlo essere ancora di più. E lì poi ci sta la fregatura.

Che poi cosa ci dev'essere per la felicità?

L'uomo è formato da tre parti: Spirito, Anima e Corpo. In maniera decrescente, l'uomo ha bisogno di far contente queste parti per essere veramente felice, tutto il resto è solo piacere EFFIMERO. Partiamo dal corpo. Se abbiamo la salute siamo contenti. Stessa cosa per lo Spirito. Quando siamo in pace con Dio il nostro Spirito è contento, e noi con lui. E per l'anima?

Quando siamo in pace coi nostri sentimenti, siamo contenti. Una contentezza per certi versi maggiore di quella dello Spirito perché è più "terrena"...forse maggiore non è il termine esatto, più che altro è una contentezza più umana.

Ma comunque, non sono qui per fare lo psicanalista. Non ho alcun motivo per fare lo scontento, per riprendere le redini del discorso "I miei ricordi mi uccideranno" scritto tempo addietro, nulla di nulla. Solo, non voglio dire di essere pienamente felice. Sennò, quando vorrò essere ancora più felice m'intristerò nella mia piena felicità. E lì sarà un dramma.

Sayonara!

lunedì, febbraio 28, 2011

Ipocrisia...

"Il termine ipocrisia indica l'incoerenza voluta tra azioni svolte e valori enunciati tacitamente o esplicitamente. Per ipocrita si definisce la persona che afferma una determinata idea e poi si comporta in una maniera contraddittoria ad essa." (cit. Wikipedia)

"simulazione di buone qualità, buoni sentimenti, buone intenzioni, per apparire diversi da ciò che si è, al fine di trarre in inganno o per ottenere simpatia o favori" (cit. Wiktionary)

Sinonimi:
DOPPIEZZA
FALSITA'
Contrari:
SINCERITA'
CHIAREZZA

Tedesco: heuchelei (non c'entra nulla, però mi piaceva come si scriveva)

E ora, qualcosa di serio:

Salmo 26:4
"Io non siedo in compagnia di uomini bugiardi,
non vado con gente ipocrita."

Proverbi 11:9
"Con la sua bocca l'ipocrita rovina il suo prossimo,
ma i giusti sono liberati grazie alla loro scienza."

1 Timoteo 4:2
"Sviati dall'ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza."

E per concludere in bellezza:
1 Pietro 2:1

"Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell'ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza"

Giacomo 3:17

"La saggezza che viene dall'alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia."

Avevo intenzione di scrivere qualcosa anch'io, ma posso aggiungere qualcosa a ciò che dice la Bibbia? Non mi pare il caso.

martedì, novembre 23, 2010

Presto o tardi, i miei ricordi mi uccideranno...

Notte insonne, anche se in realtà ho dormito per ben novanta minuti. Non so quanto riescano a riposare i miei neuroni in tale lasso di tempo per mantenermi poi tale lucidità. Non so se i miei neuroni abbiano mai riposato, a conti fatti. Ma se non lo facessero, sarei dovuto esaurire. Infatti.

Tutto fluisce nella fine ultima, la morte. Death. Mi è capitato molte volte di pensarci. Di come andrebbe dopo. Anche quando ero uno slashion, quando avevo il potere nelle mani. Non era il potere che mi teneva attaccato a questa vita. Non era nulla. Un detto dice che non è doloroso per chi se ne va, ma per chi resta. Oh beh, una volta morto, posso dire solo "fatti vostri".
Ma ne varrà davvero la pena? In fondo, una morte non cambierà l'asse sulla quale gira il pianeta. Sono un seimiliardesimo, e ancora meno, del totale di questo pianeta. Non cambierò il mondo. Anzi, il mondo ha cambiato me. Dicono che il mondo gira, così come la mia testa. Avranno trovato qualcosa in comune.

Ma alla fine, non è la morte quella che preoccupa. Sarei un miserabile se avessi paura della fine di questa vita senza sperare nella successiva. Benigni disse "è stata una sorpresa la vita, sarà una sorpresa anche la morte". E lo dice un non nato di nuovo. A volte vorrei chiedermi dov'è la mia fede. Dice Brian: "Hai visto la mia fede? Può correre e nascondersi...Gesù, ripara questo cuore rotto, e mantienilo vivo." La paura non sta nella morte fisica. E neppure in quella spirituale, dato che per l'appunto sarei uno sfedato (?) se l'avessi. Ho paura della morte mentale.

La gente mi addita come asociale. E di certo non posso dargli torto. Quando avevo una famiglia, PER CAPRICCIO  molte volte non uscivo. Avevo bisogno del mio guscio. Avevo bisogno della mia asocialità. Uscire adesso sarebbe come sputare a quelle uscite. Poi, che alla base ci sia tutto un'altro fattore è un altro conto, ma questo è uno dei motivi più validi. Senza contare che ogni luogo è un ricordo. Ed ogni ricordo mi porta alla morte mentale. Persino immaginare qualunque luogo senza un tetto sopra mi istilla ricordi, negativi nella loro positività. Anche se, buffo dirlo, il luogo che mi trasmette più ricordi è, ovviamente, casa mia. Anche se, per fortuna, i ricordi sono così tanti che non si distinguono bene. Ma se dovessero cominciare ad ordinarsi, diventerebbe una casa per fantasmi.

La mia canzone mia preferita, Kodocha, è altamente riflessiva. Un buon ottanta percento è scritto di mia sana mente. Ma una frase, ora come ora, la cambierei. "Certe volte poi, vorrei mandare tutto all'aria...ma se la riguardo un po', poi non mi arrabbio più". Invertiamo. "Certe volte poi, io non vorrei arrabbiarmi...ma se la riguardo un po', all'aria tutto mando...". Può un singolo volto essere causa scatenante di tante emozioni? Sì, se lo è stato realmente. Ma continuano ad essere troppe emozioni. Forse in fila per due col resto di uno ci entravano, ma tutte assieme no. Spingono. E FANNO MALE.

E nel frattempo continuano le inutili discussioni su cosa sia più importante tra lo shopping e i videogames. Ora, con tutto il grandissimo rispetto, attualmente trovo persino la vita inutile, pensa i videogames. Ma se dovessi dare una risposta reale, posso dire che, in futuro, ogni mio stupido videogame mi darà UNA BELLISSIMA STORIA DA RACCONTARE, o da tenere in mente per ricordare emozioni passate. Non so cosa puoi fare tu di paragonabile con uno stupido pezzo di stoffa. Ah beh certo, puoi sempre sembrare chic, ma non penso che regga il confronto.

Ma in fondo cosa realmente importa? (cit. Kodocha, ancora) Amarant dice "Cosa cerco in realtà? Forse non voglio saperlo..." Ma non è proprio il fatto di SAPERLO. Bensì TROVARLO. O magari, far sì che trovi te. Faccio un esempio molto banale: io ho una piccola avversione per i 18esimi, finora non sono andato a due feste di tal nome importanti, uno di un'amica speciale che significa tanto per me, l'altro della persona più importante della mia vita. Ebbene, una mi ha perdonato, l'altra no. Liberi di scommettere.

Però si parla. Si saluta. Si prova. IPOCRISIA. E l'ho detto bello chiaro, l'altro giorno. Ridendo, ma non è questo il punto. L'ipocrisia sarà la malattia che condurrà più gente negli abissi. Purtroppo, non so se esiste una cura. Almeno, non in questo mondo.

Stavo pensando di coniare un nuovo detto. Molti parlano del "tallone di Achille", nota parte del corpo di un noto mito che era l'unica vulnerabile di codesta persona. C'era chi pensava fossi invincibile. E nel periodo del Trespassing, lo pensavano tutti. Non avevo punti deboli, non avevo nessuna parte scoperta. Ma laddove Kikyo fallisce, Kagome riesce. Non conta quanto dura sia il guscio, una noce sarà sempre possibile mangiarla. Il problema sta se bisogna togliere il guscio con lo schiaccianoci, o se ci riesci a mani nude. Sta di fatto che cambierei il "tallone d'Achille" col "cuore di Brian". Oh beh, quello che ne resta.

Ma forse, non è che vorrei tanto tornare al passato. Più che altro, IO vorrei tornare ad essere quello del passato. Ho coniato il termine Heartless prima che uscisse Kingdom Hearts. Mi definivo, e la gente era pienamente d'accordo, un senza cuore. Perso misteriosamente (e, a conti fatti, ancora delle tante persone solo una sa il come l'ho perso) e quindi autorizzato a trattare tutti come dei fondi di bottiglia. Che poi, dai, era divertente. E a conti fatti lo sarebbe tutt'ora, se non fosse che bisogna assumersi le proprie responsabilità. Non si può pretendere un vetro integro dopo averlo volontiaramente distrutto. Si può incollare, certo, ma solo un vetraio potrà farlo bene. E, purtroppo, nonostante i miei miliardi di soprannomi, non posso classificarmi come vetraio. Anzi, penso che nessuno in questo mondo possa ambire a tale titolo.

E adesso? Non posso certo dire di essere ancora un Senza cuore. Ma non posso neanche dire di averlo come tutti gli altri. Che poi, il cuore è solo un organo. È l'anima la patria dei sentimenti. E, positivo, penso che ce ne sia uno solo. Verso una persona. Ed è questo che mi porterà all'autodistruzione. Presto o tardi, si espanderà a tal punto che sarà sotto controllo. Esattamente come l'anno scorso, quando ogni giorno era uguale ed era tutto piatto. Forse riusciremo a resistere, forse no. Una cosa è certa: due poli positivi si respingono, ma nel frattempo aumentano il loro campo magnetico. Ma solo quando si avvicinano. Quindi, dato che uno dei due ha cambiato la polarità, almeno teniamoci lontano di nostro. Oppure ricambiamo la polarità. Tanto, è semplice, no? NO?

Vero, Utada. Forse c'è un male dentro me. DA QUALCHE PARTE. IN PROFONDITÀ. DENTRO ME. Ma lo teniamo a bada. Se mai uscirà, so cosa fare. I sogni servono pure a questo.

Concludo dicendo che in fondo sono come un automobile. Ho un acceleratore, che è la superbia e l'orgoglio. Ma poi ho un freno. Quel meraviglioso freno che è Gesù Cristo. Che funziona grazie ad un olio speciale. Un olio rosso sangue. Ed infine, la frizione donataci da Dio (da cui la famosa canzone "Dio ci ha donato, la frizione...") che ci permette di cambiare marcia, permettendoci di raggiungere la "quinta marcia" che molte persone già conosceranno. Lo so, bisogna accelerare per raggiungere tale scopo, ma il nostro obiettivo è far sì che non siamo NOI a spingere l'acceleratore. Il nostro piede macchia l'acceleratore di superbia e orgoglio. Ma quando è premuto dall'alto...diventa una macchina santa. Una macchina ha un solo scopo: portare gente. Una macchina di Dio ha un solo scopo: portare gente di, e a, Dio.

E con questa vi saluto. Non mi firmo perché non ho ben chiaro chi sia io, anche se un'idea me la sono fatta. Non so quanto durerà questo post, giusto il tempo di rendermi conto che sto pubblicando un mucchio di scemenze. Ma se non lo facciamo ora, non lo faremo più. Oyasumi-nasai, minna. God bless you.

venerdì, ottobre 01, 2010

Now I cried when I think that...

(riferimento a The Last One, versione inglese dell'Ultimo. Inutile cercare, nella versione italiana questa parte non c'è. Per me The Last One è la vera versione di ciò che volevo realizzare)

Periodo di lavoro. Periodo di pausa. Periodo di giochi, anche se pochi. Periodo di telefilm. Periodo di anime. Troppi periodi, troppo poco spazio lasciato al pensiero. Troppo poco spazio lasciato a me, myself and I. Voglio ricominciare a scrivere. L'ultimo parte II. Finire Breakdown e Non volevo crescere. Scrivere un nuovo pezzo, un nuovo best seller. Da non pubblicare, questa volta. L'errore che ho fatto con l'Ultimo è stata darla troppo in giro. Almeno Ti amo (con tutto il mio cuore) ancora non la conosce nessuno.

Comunque, scrivere. Finire i miei libri, magari. Forse finire è una parola grossa, magari continuarli, scriverne un po di più. Ma non posso abbandonare il fatto che io sia un autore, in primis. "Il carpentiere". Soprannome storico. Cantante, gamer, tutto posso essere. Ma in primis, sono un carpentiere, un autore. Scrivere è molto più facile di leggere, a volte. E di sicuro, scrivere è più facile di pensare. Perché, a conti fatti, now I cried when I think that.

"Scrivo con la mia penna, più veloce di Ayrton Senna, ma di schiantarmi incontro al muro non mi va..." Piccole parodie che nonostante tutto fanno bene. Io sono il primo per l'auto-ironia. Come sono anche il primo per la critica.

Non voglio essere frainteso, non sono triste. Sto ascoltando Rakuen, non potrei mai esserlo mentre ascolto questa canzone. Forse adirato perché non riesco a battere Vanitas Lingering Remnant in Birth By Sleep, ma quello non posso farci nulla, ancora sono ad un livello troppo basso per sperare la minima cosa contro di lui.

Quindi, alla fine, qual è il senso del post? Aggiornare? Esternare? Non ha un senso. Forse ho bisogno di comporre. Gli Articolo dicono: "La musica è il mio linguaggio ed io vi parlo nella musica, rimando i miei discorsi nella sua struttura metrica". Ma non voglio affatto fare qualcosa come l'ultimo post, quelle pessime rime che ho fatto. Al massimo, posso continuare. Anche se mi toccherà spegnere Rakuen.

Volevamo solamente, era l'incipit precedente
Ora mi tocca cambiarlo, il mio cuore non se la sente
Di parlare al plurale, qui c'entro solo io
L'unico aiuto convenevole, mi verrà esclusivamente da Dio

Volevo solamente pensare un po' di meno
Sognare un po' di meno, condividere il pensiero
Una persona ce l'avevo, il suo compito era essenziale
Mentre adesso pensa ad altro a casa sua, lì al viale

Volevo solamente un impegno fisso
Qualcosa che mi liberi dal ridondante ossesso
Non basta più la ludica, non basta l'elettronico
Neanche il grande impegno preso anni fa come fonico


Volevo solamente decidere cosa pensare
Dividere le ore tra gli argomenti da meditare
Ormai non ci provo più, di me stesso sono diffidente
Non provo neppure a sfidarla, la mia mente


Volevo solamente un attimo di pace
Frase copiata, nonostante tutto mi piace
Nonostante gli screzi, nonostante la sfida
Ti dirò sempre "Che Dio ti benedica"


Non seguo la logica, non seguo il copione
Non seguo le stelle da Ofiuco ad Orione
Non seguo la moda, non seguo la gente
Seguo solo lei, a cellule neurali spente


La più grande nemica, la più grande rivale
La più grande sfida che potessi mai affrontare
Ce l'avrò per sempre, conficcata in testa
Volevo allontanarla, ma alla fine le ho sempre detto "Resta"


Ormai è andata, sarò stato un demente
Ma il duo s'è creato: Brian Farey & La sua mente
Scissioni impossibili, personalità cattiva
Ogni minuto lei fuori, il mio dentro soffriva


Non mi lamento del passato, non mi lamento del futuro
Non mi lamento del presente, neanche se è sempre più duro
Concludo la rima, del pensiero inizio il digiuno
Così ragiona da sempre la Brian Army Union


Ed infine, giusto per citare l'esistente:
Non è facile decidere...nuovi amori dettano regole...

mercoledì, agosto 25, 2010

Di ritorno dal campeggio Roccella Jonica 2010!!!

Si, ragazzi. Dal 16 al 22 Agosto si è tenuto al centro Emmaus di Roccella Jonica il terzo anno del campeggio cristiano. Ricordando il primo anno dove, risolta la crisi fraterna, ho dato il via all'Apocalisse e all'intrippamento martino ed il secondo dove, oltre a stilare un resoconto di 7 pagine ero entrato al campeggio con una fratellanza rotta sistematasi con un totale abbassamento di orgoglio, questa volta entravo al campeggio senza problemi. Si, la mia presunta sorella non c'era e la mia presunta migliore amica ce l'aveva (e ce l'ha tutt'ora) a morte con me perché...no beh mettessi il perché mi prenderebbero per pazzo. Ma ero tranquillo, l'importante era che io non odiassi nessuno.

Il primo giorno, dopo essere arrivati e aver montato, passa abbastanza velocemente. Ma tutti i giorni passano abbastanza velocemente. Non bisogna dimenticare il mercoledì al monte, il fatto che ogni giorno dormivo nel divanetto (trovavo le stanze rumorose) e delle discussioni notturne con alcune persone...dal quale sono nate alcune frasi degne di nota:

"Nausica è Nausica"
"A canni è debole e chidda è bona"
"Se se bona si"

E così via, c'erano molte tentazioni (per gli altri) in questo campeggio. Ma nulla poteva superare il rilassamento. Martedì notte, per festeggiare il compleanno di Alex, siamo andati io, lui e altre 5 persone sulla quercia per stare un po' insieme, cosa che l'anno scorso sarebbe stata impensabile. Siamo realmente maturati, questa volta Nehemia non sarebbe stato necessario.

Ma il clou è stato raggiunto giovedì. Un bel gruppo di giovani riuniti a cerchio nella sala riunioni. Remigio entra a sgamo e si siede con noi. Entra Erika. Remigio si alza e SBADABADABUM, si porta ventilatore e parenti annessi, nelle ilarità totali. E pensare che c'è gente che vuole che cancelli questo video. PAZZIA.

Ora, umanamente parlando, cosa mi è rimasto di questo campeggio? Ho legato molto con alcune persone. Se dobbiamo parlare di nuovi legami, ne ho creato uno con Giada. Non le avevo mai parlato, la giudicavo male, tra me e me. Invece ha un intuito molto particolare che la rende pari se non superiore alle sue simili. Senza contare che a disegnare è na pazza.
Poi ho rinforzato con Rebecca, con Luana (che prima ce l'aveva a morte con me per via di una mezza frase), con Lorena (tra l'odio e la morte) creando un legame con la sua sempiterna Luana Fassari in Sciuto (che spero piano piano si espanderà) e, last but not least, con Ambra. La cosiddetta "amiketta del San Giorgio" con la quale ho riscoperto la gioia di parlare, anche di cose serie. Peccato che a volte mi ricordi chi non mi debba ricordare. Ma per il resto è una ragazza apposto, forse ancora inesperta sul campo ma a questo servono i fratelli più grandi.
Riguardo all'odio, la presunta migliore amica ancora mi odia. Certo che se le cerca lei, però. Brutto, bruttisimo vedere che per evitare me molte volte si è messa a mangiare da sola. Indirettamente, agisce sui miei sensi di colpa. E pensare che fino all'anno scorso quella coi sensi di colpa era lei. Brava, brava, mi furiau a fucchetta. Che poi, passare un campeggio cristiano nell'odio e come andare ad un concerto con un problema all'udito. USELESS.

Inutile dire che il mare l'ho visto da lontano. Però sono andato una volta al centro commerciale, come l'anno scorso. Bel luogo, peccato che non ho potuto visitare gamestop, sarebbe stato interessante vedere qualcosa oltre i miliardi di gadget di Hello Kitty.

Penso di aver finito per la parte umana. Ora, passo allo spirituale.

5 insegnamenti mattutini, 6 serali; però contando che mercoledì sera abbiamo ripreso l'insegnamento mattutino i numeri si invertono. Di mattina tutto era rivolto verso la chiamata di Mosè. Qual è la nostra chiamata? Qual è la mia chiamata? Mixer? Non penso. Qualcosa di informatico, magari. Non lo so, non spetta a me scegliere. Tutto è per grazia.
Di sera, si trattava un altro argomento diametralmente collegato: l'umiltà. Cominciando con un insegnamento made in Ficarra e uno made in Pastore, il resto è stato dettato dal mio predicatore preferito di Librino, ossia Alessando Acciarito. Le sue metafore con le stelle mi rimarrano per sempre dentro. Senza contare come ha poi legato l'umiltà alla gloria, come una sua vecchia predica. L'UMILTÀ PRECEDE LA GLORIA. Io, l'uomo più orgoglioso del pianeta prima del 2009, che ricevo un insegnamento simile. E che insegnamento. Amen. Il 15/08/08 rimarrà sempre imbattibile, ma quest anno è stato più un insegnamento rivolto ai cuori orgogliosi che puntato sulla praticità. Se solo certa gente lo capisse, vivrebbe molto meglio.

E ora? Ora sono qui, a Catania, con un nuovo bagaglio culturale. Il pastore m'ha fatto venire una voglia immane di leggere Deuteronomio e Numeri, ma prima devo finire il Levitico, per quanto stancante sia. Ma con l'aiuto del Signore, alcuni passi diventano bellissimi da meditare in futuro. Ogni libro ha la sua utilità, anche il Levitico.
Non farò nessun resoconto come l'anno scorso, incentrato su di me. La gloria deve andare agli altri. L'umiltà si vede sulle piccole cose. Vedere Giorgio suonare con le penne, è un esempio di umiltà. Vedere un Pastore che fa scegliere a noi un orario di coprifuoco, sapendo che lui deve svegliarsi alle 5 e mezza, è un grande esempio di umiltà. Noi siamo la chiesa del futuro. E loro sono i maestri del nostro presente.
Grazie Signore per questi grandi uomini di cui ci hai fatto dono. Preservali sempre e guidali, che possiamo imparare realmente da loro. Grazie per ogni cosa, nel nome di Gesù. AMEN.

domenica, luglio 04, 2010

Gioia e felicità: sinonimi o contrari?

Vorrei sapere perché il 95% delle persone che conosco fa dei ragionamenti normali, mentre io me ne esco con queste tesi di laurea...ma forse è meglio esporre.
Gioia. Cos'è la gioia? Oh beh, la gioia è quel piacere che ti viene in base a determinate circostanze. La più grande gioia è quella dell'abitazione del Signore nella propria vita. Una gioia che riesce ad annullare persino la più grande tristezza, detto da una persona che più di una volta non ha trovato molte volte motivi di vivere. Proprio in questo periodo sto passando un periodo non di certo positivo (trauma-nee), riducendomi molte volte a piangere da solo la notte. Finché non ho chiesto al Signore un po' di tranquillità, di felicità. Non se l'è fatto dire due volte. Tristezza annullata, gioia ricevuta. Un motivo di pianto è diventato un motivo per gioire. Auto convinzione? Impossibile, c'avevo già provato. Potenza di Dio, la chiamo io. Amen.
Questa è la gioia. Ciò che annulla la tristezza. Ciò che ti fa realmente ridere anche quando non ci sarebbe nessun motivo per farlo. E ricordiamo: si è veramente contenti quando lo si è mentre si è soli. In compagnia è facile divertirsi, ma se si è felici nella solitudine, allora lo si è realmente. Chi non realizza ciò, è soltanto un povero illuso che vive in un mondo fatto di sogni e chimere. E parla uno che vive constantemente nel mondo dei VG...
Ora passiamo alla felicità. La felicità è qualcosa di simile? MA COMPLETAMENTE. Traduzione, no.
La felicità è una gioia, magari, ma effimera. EFFIMERA. Puff. Ero felice quando ho acquistato FF XIII, XII, Yakuza, famiglia bella, ero felice quando mio fratello si è sposato, ero felice quando mi è piaciuta una volta una ragazza, sono felice quando ascolto BSB (ogni tanto gioioso, ma dipende), sono felice quando scoreggio...ma non gioisco. Diciamo pure che la felicità può portare alla gioia: sono felice quando prego, e sarò gioioso alla fine della preghiera. Ma qui non stiamo parlando solo di realtà spirituale. Molte volte, la felicità lascia un vuoto colmabile solo dalla gioia. Molte volte tradotto sempre, se togliamo le realtà spirituali. Felicità nel stare coi propri amici, si torna a casa, si ha il senso di vuoto per via della solitudine. Come fare a stare bene? Pensare al tempo stato insieme? Serve realmente? "I ricordi sono belli ma sono solo ricordi", dice Rikku. Stare 24 ore con una persona? Neanche mi pronuncio, pensare alla felicità/gioia in questa prospettiva è di un'ipocrisia micidiale. L'unico modo di stare bene è avere gioia dentro. Vera gioia. Felicità e gioia possono coesistere. DEVONO coesistere. Devono sostenersi. Ma vivere di una senza l'altra...diventa una vita impossibile. Magari se si ha gioia la felicità verrà da se, ma solo con la felicità non si arriva da nessuna parte.
Ritorno al punto originale: sinonimi o contrari? Nessuno dei due. Servono entrambi per una vita vera, che non piombia sulla distruzione. La fonte eterna di gioia è il Signore, e su questo non ci piove. Ma bisogna saper discernere. Non dobbiamo mica essere monaci di clausura. Se avessimo SOLO gioia, senza felicità, avremmo dentro un vuoto strano, di cui non capiremo la forma. La mancanza della felicità. Con la gioia, questa mancanza è molto rara, ma se capita, è un gran male. Sarebbe un inganno a se stessi, più che altro. Quindi, non prendiamoci in giro. Servono entrambi.

Ora la concludo, non sono pagato per fare questi ragionamenti, certo fanno bene esprimerli ma di certo non posso condividere tutto il mio sapere col mondo circostante. Quindi, bon voyage e, mi raccomando, siate gioiosi e felici!!!

venerdì, febbraio 26, 2010

We believe - Good Charlotte

Salve ragazzi. Oggi post nuovo. Artisti mai citati. Credevate che campavo solo di BSB? Invece no. Oggi posto una canzone dei Good Charlotte. Buona, carlotta. Chi non li conosce? Gruppo punk/rock (e i puristi mi gettarono contro...meglio dire punk/pop) che fanno sempre canzoni che mi fanno riflettere parecchio. Girls & Boys, The river. Oggi però metto il testo di We believe.

There's a woman crying out tonight
Her world has changed
She asks God why
Her only son has died
And now her daughter cries
She can't sleep at night

Downtown
Another day for all the suits and ties
Another war to fight
There's no regard for life
How do they sleep at night
How can we make things right?
Just wanna make this right

We believe
We believe
We believe
We believe
We believe
We believe
In this love

We are all the same
Human in all our ways and all of pain
(So let it be)
There's a love that could fall down like rain
(Let us see)
Let forgiveness wash away the pain
(What we need)
And no one really knows what they are searching for
(We believe)
This world is crying for so much more

We believe
We believe
We believe
We believe
We believe
We believe
In this love

We believe
We believe
We believe
We believe
We believe
In this love

So this world
Is too much
For you to take
Just lay it down in front of me
I'll be everything you need
In every way

We believe
We believe
We believe
We believe
We believe
We believe
In this love
(In this love)
We believe
(In this love)
We believe
(In this love)
We believe
(In this love)

Ed ora la traduzione:

C’è una donna che sta piangendo stanotte
Il suo mondo è cambiato
Chiede a Dio perché
Il suo unico figlio è morto e Adesso sua figlia piange
Non può dormire la notte

centro cittadino
Un altro giorno per tutte le richieste e i legami
Un’altra guerra da combattere
Non c’è riguardo per la vita
Come riescono a dormire la notte?
Come possiamo fare cose giuste?
vogliamo solo fare tutte le cose giuste

Noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo
in quest’amore

siamo tutti uguali
umani in tutti i modi possibili
e in tutto il dolore
(quindi lascia che vada...)
c’è un amore che potrebbe cadere come fosse pioggia
(lasciaci vedere)
lascia che il perdono lavi via il dolore
(di cosa abbiamo bisogno)
e nessuno sa davvero cosa cerca
(noi crediamo)
questo mondo sta piangendo
per così tante altre cose

Noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo
in quest’amore (x2)

così questo mondo,
è un peso troppo grande
per affrontarlo da solo
mettilo a terra di fronte a me
sarò ogni cosa che ti occorre
in ogni modo

Noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo,
noi crediamo
in quest’amore
 
Non voglio pensare che sia una canzone prettamente cristiana. Ma le parole mi piacciono, fanno riflettere. Anche You Raise Me Up è diventata una canzone cristiana ormai. Ma le parole (e il ritmo) di questa canzone mi piacciono molto di più. La terza strofa, mettilo a terra di fronte a me. No. Di fronte a Me. Questa è la forma corretta. Sarò ogni cosa che ti occorre. Io questa frase la vedo in un solo senso.

lunedì, febbraio 15, 2010

Or senza fede è impossibile piacere a Lui - Nicola Spuria

Or senza fede è impossibile piacere a Lui, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli È, ed è il rimuneratore di quelli che Lo cercano (Ebrei 11:6)



Sarebbe più consono citare tutto il capitolo 11 di Ebrei:

1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.
2
 Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi.
3
 Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. 
4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.
5
 Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio.
6 Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.
7
 Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un'arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede.
8 Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava.

9 Per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa,
10 perché aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore è Dio.
11
 Per fede anche Sara, benché fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa.
12 Perciò, da una sola persona, e già svigorita, è nata una discendenza numerosa come le stelle del cielo, come la sabbia lungo la riva del mare che non si può contare.
13
 Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.
14 Infatti, chi dice così dimostra di cercare una patria;
15 e se avessero avuto a cuore quella da cui erano usciti, certo avrebbero avuto tempo di ritornarvi!
16 Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, poiché ha preparato loro una città.
17
 Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito.
18 Eppure Dio gli aveva detto: «È in Isacco che ti sarà data una discendenza».
19 Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione.
20 Per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esaù anche riguardo a cose future.
21
 Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e adorò appoggiandosi in cima al suo bastone.
22
 Per fede Giuseppe, quando stava per morire, fece menzione dell'esodo dei figli d'Israele e diede disposizioni circa le sue ossa.
23 Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello, e non ebbero paura dell'editto del re.

24 Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone,
25 preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio, che godere per breve tempo i piaceri del peccato; 26 stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa.
27 Per fede abbandonò l'Egitto, senza temere la collera del re, perché rimase costante, come se vedesse colui che è invisibile.
28 Per fede celebrò la Pasqua e fece l'aspersione del sangue affinché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti.
29
 Per fede attraversarono il mar Rosso su terra asciutta, mentre gli Egiziani che tentarono di fare la stessa cosa furono inghiottiti.
30 Per fede caddero le mura di Gerico dopo che gli Israeliti vi ebbero girato attorno per sette giorni.
31
 Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie.
32
 Che dirò di più? Poiché il tempo mi mancherebbe per raccontare di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide, Samuele e dei profeti,
33 i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l'adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni,
34 spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermità, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri.
35 Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore;
36 altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia.
37 Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati
38 (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.
39 Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso.
40 Perché Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi.

Soprattutto il verso 38 mi colpisce ogni volta, "di loro il mondo non era degno". Non mi pronuncerò oltre, dato che il Pastore Nicola Spuria spiega l'argomento molto meglio di me. Volevo solo finire dicendo che su Itadaki ho perso di nuovo. Quel Mog è uno stratega imbattibile. Ma ci rivedremo nel prossimo round.

giovedì, febbraio 11, 2010

Kingdom Hearts è la luce!

Di cosa volete che parli...è già tardi...ho preso qualche altro trofeo ad inFamous. Sono a metà passato dell'evil walkthrough, e tra massimo 3 giorni lo finirò. Poi ci sarà di darsi alle ricerche dei frammenti. Ma non parliamo della famosa acrobazia "Have a nice fall". Nell'evil l'ho fatta subito. SUBITO! Tre idioti, Onda d'urto, pah, acrobazia sbloccata. Mah. Denuncerei i Sucker Punch per questo. Ma andiamo alla maratona.

Era da tempo che non completavo Kingdom Hearts. Il finale lo ricordavo a memoria, ed appunto per questo pensavo che rifinirlo oggi non mi provocava nessuna emozione. Tre parti sono particolarmente commoventi, nel finale:
1) Quando Riku dice a Sora "Take care of her". L'orgoglio è nulla in confronto a quelle parole. Riku ride, la porta si chiude. E io piango.
2) "I'll come back to you. I promise!"-"I know you will!" Dialogo finale tra Sora e Kairi, mentre le loro strade si dividono. Una promessa è una promessa, anche se le loro strade potrebbero non incrociarsi più. Altra lacrima.
3) Kairi vede il disegno di Sora. Vede il frutto di Paopu che lui tende verso di lei. Lei ride, e piange. Ed io piango con lei peggio di un dodicenne. Dopodiche ricambia il frutto di Paopu.

Trovatela una bambinata, ma a me vedere quest'immagine, vedere questa ragazza piangere fa un certo effetto. Chi è che osanna film con trama e finale ad effetto...ma chi può tenere conto. Questa è una SIGNORA storia. Questo sì, che è un finale. Il mio terzo finale preferito, dopo quello di Final Fantasy X e di Crisis Core. Il Regno dei Cuori è la luce, dice Sora. The truth.

Purtroppo, ancora non ho molta voglia di scrivere. Penso che a breve posterò qualche altro testo dei BSB con recensione, o di Brian. Ma non inizierò alle 3 e mezza di notte. Devo tagliarmi i capelli, anche se piastrati così mi piacciono. Ricordiamo, -26. Domani è il turno di Kingdom Hearts: Re Chain of Memories, JAP version. Sarà difficile, semmai faccio solo Sora. Ho voglia di scrivere ma non ho voglia di pensare. È bello il rumore della tastiera. Ma è ancora più bello scrivere qualcosa di cui poi posso dire "che bell'opera". Vero. Voglio una nuova riflessione di tarda notte. Beh prescindiamo. Piccolo regalo ai posteri, una vecchia foto con il mio vecchio materiale. Io direi di aggiornarlo:


Concludo con una preghiera:

Signore, ti prego di benedire i miei nemici molto più di me. È difficile amarli, ma dammi la forza. Che vanto ne avrei se amassi solo chi mi vuole bene? Dammi la forza di benedire i miei nemici. Se qualcuno mi taglia un braccio, che possa benedirlo con l'altro. Togli ogni forma di giudizio. Io, da umano, non ci riesco. Solo Tu puoi fare ciò nella mia vita. Benedici i miei fratelli e le mie sorelle, ed esaudisci le loro richieste se sono in accordo con la Tua Parola. Grazie Signore, per ogni cosa. Nel Nome Di Gesù. Amen.

lunedì, febbraio 08, 2010

Lazzaro, esci fuori! - Alessandro Acciarito

Come ogni lunedì (anche se questo è solo il secondo), metterò la predica del giorno precedente. Predicatore di ieri è Alessandro Acciarito, noto anziano della chiesa "Parola della Salvezza - Gesù Cristo è il Signore" di Viale Grimaldi 16.

1 C'era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2 Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato. 3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». 4 Gesù, udito ciò, disse: «Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato». 5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro; 6 com'ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi disse ai discepoli: «Torniamo in Giudea!» 8 I discepoli gli dissero: «Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?» 9 Gesù rispose: «Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». 11 Così parlò; poi disse loro: «Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo». 12 Perciò i discepoli gli dissero: «Signore, se egli dorme, sarà salvo». 13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto, 15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!» 16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi, per morire con lui!» 17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, 19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. 20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 21 Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» 27 Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo». 28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: «Il Maestro è qui, e ti chiama». 29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. 31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere. 32 Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e l'ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». 33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 34 «Dove l'avete deposto?» Essi gli dissero: «Signore, vieni a vedere!»
35 Gesù pianse.
36 Perciò i Giudei dicevano: «Guarda come l'amava!» 37 Ma alcuni di loro dicevano: «Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?» 38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all'apertura. 39 Gesù disse: «Togliete la pietra!» Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno». 40 Gesù le disse: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?» 41
Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. 42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». 43 Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». 45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui. 46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto. (Giovanni 11)














 

Il messaggio, come ben si vede e si sente, copre tutto il capitolo 11 di Giovanni, che parla della resurrezione di Lazzaro. Ovviamente, per capir meglio il messaggio, vi rimando alle parole di Acciarito. Una sola cosa però voglio sottolineare: il verso 35. Molte volte pensiamo che il Signore sia di tutt'altro modo, che sia inossidabile...ma anche Gesù ha avuto momenti di debolezza. Come noi.

Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. (Ebrei 4:15)

Con questo ho finito, per il resto vi lascio al messaggio di Acciarito...Dio Vi Benedica!

mercoledì, febbraio 03, 2010

Biografia Brian Thomas Littrell

Come ogni giorno, prima di iniziare il solito post metterò qualche spezzato della giornata odierna. Beh, finalmente sono arrivato agli 80€ necessari per l'acquisto di colui che sarà per qualche mese il mio compagno di viaggio. Abbiamo montato l'LS9-16, il nuovo mixer che sostituirà l'ormai superato MGFX-32, sotto i commenti degli stupiti strumentisti che osannavano la tecnologia racchiusa in una scatola così piccola. Prezzo di listino: 6000€. Messo come avviso accanto al mixer per far spaventare qualunque bambino che si avvicina troppo. Ho preso qualche altri trofeo di inFamous, finita la prima città. Il compleanno di Mar...ehm, di "Erika" si avvicina, e ancora devo ricamare Black & Blue ad hoc. E trovare svariati soldi per il regalo. Vabbè, alla fine non è questo che fa l'uomo ladro. E neanche l'occasione. Ma comunque, basta divagare. Meglio iniziare.
 Ecco a voi. Chi è quest'uomo? Molti lo conosceranno come "un cantante dei Backstreet Boys". E in effetti è questo. Ma anche molto altro.

Brian Thomas Littrell nasce il 20 febbraio del 1975 nel Kentucky, precisamente in Lexington, da Harold Baker Littrell II e Jackie Littrell, entrambi credenti, frequentante una chiesa battista. Il ragazzo ha pure un fratello maggiore, Harold Baker Littrell III, e frequenta regolarmente il coro della sua chiesa, insieme ai parenti e al cugino, futuro collega, Kevin.

Ma le cose sarebbero cambiate.

All'eta di otto anni, Brian cade mentre gioca e si sbuccia le ginocchia (quello che fa Cloud a 7 anni, tra l'altro). Nulla di anormale. Ma dopo due settimane cade di nuovo. Non si sveglia più. La madre lo porta all'ospedale. Il sangue delle settimane prima si era coagulato in un unico punto, e questa seconda ferita non sapeva da dove uscire. Il suo cuore si mostra essere deforme dalla nascita, dando così ancora meno speranze ad una guarigione normale per un bambino sano. La madre è disperata. Il figlio stava per morire. I dottori gli danno solo qualche giorno di vita. La madre, quindi, fa un'ultima preghiera. Dice al Signore che poteva riprenderselo perché era un Suo figlio e ne poteva fare quello che voleva. Se era la Sua volontà, che si compisse. E Lo ringrazia per il tempo in cui gliel'ha concesso. Finita la preghiera, la malattia di Brian svanisce. Si riprende. Un miracolo. Sì, proprio un miracolo lo strappa dalla morte. Da lì in poi, Brian dirà di essere "nato di nuovo", che per noi protestanti ha un valore molto significativo. Ma lui è nato di nuovo anche realmente.

Il tempo passa, Brian frequenta il college, cresce sano nonostante il cuore non fosse come quello degli altri. Non nasconde una passione per la musica, e molte volte lo chiamano a cantare per dei matrimoni, per via della sua splendida voce. Il tempo passa, e a 18 anni, precisamente il 19/04/1993 Brian riceve una chiamata da suo cugino Kevin Richardson, dicendo che lui era perfetto per completare il nuovo gruppo che Louis Pearlman stava fondando. Brian non sa cosa dire al cugino. Non si sa quale fu la risposta, però il giorno dopo Brian si trova su un aereo per Orlando, Florida. Fa il provino, e la sua voce si intona perfettamente con quella di Nick Carter, AJ McLean, Howie Dorough ed il cugino Kevin Richardson. Nascono così i Backstreet Boys.


Non parlerò della storia dei BSB, dato che non è dedicato ciò a loro. Inutile dire che i loro album venderanno milioni di copie, ad oggi 200. Nel secondo album internazionale, Backstreet's Back, si trova una traccia interamente cantata, scritta e suonata da Brian, That's what she said, una ballad pop molto calma che verrà ricordata dai fan come la prima official track di Brian. Durante le riprese del video As long as you love me conoscerà Leighanne Wallace, con la quale si fidanzerà e si sposerà tre anni dopo. Nel DVD Live Homecoming in Orlando suonerà live That's what she said insieme a Where do we go from here. Ma questo è solo l'inizio.

Arriva il 1999, con l'uscita del pluripremiato Millennium, dove Brian firma tre canzoni: Larger than life, The one e la bellissima The perfect fan, che è giudicata da molti la migliore canzone dei BSB, dove tutti i cantanti cantano un'ode alla madre, con tanto di finale con un coro gospel che non invidiano nulla alle chiese cattoliche. L'apice era stato toccato. Ma, non esistono solo gli alti.

Durante il Millennium Tour, Brian collassa. Un infarto. Quasi. Il suo cuore non regge allo stress di tutte le tappe, ha bisogno di più riposo. Louis Pearlman vuole che il gruppo continui, a costo di stare con i medici e le bombole appena dietro le quinte. Il gruppo si rifiuta. Cambia casa discografica.





Con il nuovo contratto, i BSB sono molto più liberi, e Brian può riposarsi e fare l'operazione di cui ha bisogno, accanto alla futura moglie, con la quale si sposerà il 2 settembre del 2000.

Il gruppo nel 2001 si prende una pausa dopo aver pubblicato l'album "Greatest Hits: Chapter One". Brian ne approfitta per la convalescenza e per passare più tempo con la moglie, con la quale avrà un bambino il 26 Novembre 2002, dal nome Baylee Wylee Littrell.

Ma Brian non aveva dimenticato la fede. In ogni cd, nei ringraziamenti, mette sempre un passo della Bibbia, soprattutto nei primi due, dove ha inserito lo stesso, Filippesi 4:13, Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica.
Nel 2005 viene rilasciata la sua prima effettiva canzone da solista, In Christ alone, dove l'artista parla che solo in Cristo trova la forza e la speranza, e che tutto ciò che ha non è nulla in confronto alla Sua grazia.

Quell'anno segna anche il ritorno dei BSB con Never gone, che accoglie freddamente ormai l'ex-boyband ormai manband, nonostante il cd sia un'altro successo confermato dalla critica. Ma Brian non si sarebbe fermato.

Nel maggio del 2006 esce Welcome home, il suo primo cd da solista. Cristiano. 11 tracce che parlano di argomenti molto ecclesiastici. Si parte col "Backstreet pop" di My answer is You, dove Brian dice dove ha trovato le risposte che il mondo cerca affannosamente, proseguendo con Wish, una meravigliosa canzone che parla di un viaggio allegorico ai tempi di Gesù Cristo, assistendo ad ogni sua mossa. L'album continua con la title-track, Welcome home (You), che parla del ritorno di un figlio (similitudine col figliol prodigo) al quale il padre dice che non sarà mai lontano, e che quando tornerà a casa sarà il benvenuto. Si continua con You keep givin' me, una canzone molto ecclesiastica in cui fa un elenco di tutte le cose che il Signore dona, mettendo in risalto la più importante, ossia l'amore. Quinta traccia è Gone without goodbye, una canzone molto triste dove Brian assiste a varie tragedie dove delle persone perdono dei loro cari, dicendo che loro saranno sempre nella sua vita anche se non le conosce. Si prosegue con I'm alive, una canzone dall'aria rock dove si inneggia alla resurrezione di Gesù. Molto bello il ritornello: Questo cuore dentro me batte perché, Tu mi hai amato così tanto che hai preso la mia croce, sono vivo, Tu hai dato la Tua vita per distruggere la morte, quindi anche dopo il mio ultimo respiro, sono vivo...
La seconda metà dell'album si apre con Over my head, dove Brian capisce chiaramente che tutto ciò che Dio fa è oltre la sua comprensione. La traccia seguente è interamente scritta dall'autore, e si chiama You lift Me up: un cantico di lode dove viene innalzato il Signore, morto per noi. Andando avanti si trova una canzone non dedicata a Dio, ma alla moglie, o per meglio dire al matrimonio inteso in modo cristiano: Grace of my life. La penultima traccia è una metafora stupenda dove le persone umane, giustificate dall'amore di Dio, sono rese Angels & Heroes, Angeli ed eroi. Il CD si chiude con un ultima traccia a cappella, Jesus loves you, dove fa un cameo l'allora figlio di 4 anni Baylee.

Brian farà altre canzoni come I surrender all, una canzone molto popolare ripresa da vari artisti, You alone, ed un quartetto con la quale duetterà con una stella della musica cristiana, Mac Powell dei Third Day. La canzone si chiama By His Wounds ed è incentrata sul passo di Isaia 53:5.

He was pierced for our transgressions, He was crushed for our sins, the punishment that brought us peace, was upon Him, and By His Wounds we are healed.

La carriera di Brian va avanti, ad oggi come detto in principio i BSB hanno venduto 200 milioni di dischi in tutto il mondo, ed è stato pubblicato da pochi mesi l'ultimo album This is us, che mantiene la formazione storica meno il cugino che si è allontanato nel 2005 per motivi personali.

E con questo è tutto...il motivo per cui per me Brian è un esempio di vita è perché quando l'ho conosciuto, nel 1997, il mondo dello spettacolo presentava solo gente mondana e piena di ogni vizio e peccato. Ma vedere una persona, in tutto quello schifo, che ha mantenuto la sua integrità, mi ha segnato profondamente. Forse è un ragionamento da bambini, ma in fondo avevo 7 anni. Dove il peccato abbonda, la grazia di Dio sovrabbonda. Per sempre.

BRIAN THOMAS LITTRELL


lunedì, febbraio 01, 2010

Il fiume dell'amore di Dio - Alfio Balsamo

Il primo giorno del mese...quante reminescenze. Febbraio. Il mese più corto dell'anno. Il mese in cui è nato mio padre. Il mese in cui è nato Brian. Il mese in cui è nato Tiziano Ferro. Il mese in cui è nata, teoricamente, mia sorella. Il mese in cui Alfio Balsamo, nel '95, si convertì. Portando nel Suo mezzo un futuro pastore dei giovani che l'ormai trascorso oggi, ormai diventato ieri, ha predicato sull'amore di Dio.

Uno dei farisei lo invitò a pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l'olio. Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: «Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice». E Gesù, rispondendo gli disse: «Simone, ho qualcosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure». «Un creditore aveva due debitori; l'uno gli doveva cinquecento denari e l'altro cinquanta. E poiché non avevano di che pagare condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?» Simone rispose: «Ritengo sia colui al quale ha condonato di più». Gesù gli disse: «Hai giudicato rettamente». E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell'acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non mi hai versato l'olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama». Poi disse alla donna: «I tuoi peccati sono perdonati». Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: «Chi è costui che perdona anche i peccati?» Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace». (Luca 7: 36-50)



Questo è stato l'oggetto della predica che trovate in sovrimpessione. L'amore di Dio è un messaggio forte, che non tutti capiscono, ma che molti comprendono solo dopo averlo sperimentato. Perché Dio ci ama a tal punto? Chi lo sa. Misteri della fede. Ma quell'amore l'ha dimostrato, dandoci suo figliolo Cristo Gesù.

Poichè Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliol, affinché chiunque creda in Lui non perisca ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16)

Parole sante, nel vero senso della parola. L'amore è una prerogativa nel regno di Dio. Non si può vivere senza amore. Non si può conoscere Dio senza amore.

Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l'amore. (1° Corinzi 13:13)


Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. (1° Giovanni 4:8)


C'è bisogno d'altro? Non credo. La Parola di Dio è verità.
God is love. All we need is love, dicevano i Beatles. Il ragionamento che ha fatto Jim Klas a suo tempo e che è abbastanza automatico cade a pennello.

Dio Vi Benedica

domenica, gennaio 31, 2010

Siamo i terzi al mondo...evvai (sarcastico ed eufemistico)

"Che cosa sto dicendo? Che la carne sacrificata agli idoli sia qualcosa? Che un idolo sia qualcosa?  Tutt'altro; io dico che le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demòni e non a Dio; ora io non voglio che abbiate comunione con i demòni." (1° Corinzi 10:19-20)

Catania, una delle più belle città al mondo (beh un po' di parte perché ci abito...). Tra un po' si festeggerà la festa della patrona, Sant'Agata, che vedrà protagonista varie statue sulle carrozze, le cosiddette "cannalore" che verranno portate dai "fedeli" con rigoroso sacco bianco, al grido di "Siamo devoti tutti?"



L'Italia, e quindi la Sicilia, è un paese cosiddetto "cristiano". Allora perché non adorano Cristo, e fanno ciò? Magari loro pensano che questo "Santo" (che poi è davvero un santo, ma di questo ne parlerò dopo) ha compiuto vari miracoli, e adesso hanno bisogno di ricambiare in qualche maniera. Oh beh Gesù Cristo è morto per noi, ma questi preferiscono seguire tutt'altra fede. Che poi la motivazione può essere anche tra le più legittime, può essere che nel cuore vi è davvero un desiderio di riconoscenza, ma la gente nella sua ignoranza non sa quello che fa, ovvero un culto ai demoni. Pensate che Agata, al suo tempo (vi invito a cercare la storia su wikipedia, per chi non la sa) sia morta per avere oggi tutto questo seguito? Santa, sì. Ma il Signore ci ha resi tutti santi. E a prescindere, non siamo mica giustificati per opere.

Poi non parliamo del giro che c'è dietro a quest'operazione molto commerciale, dato che molto è controllato dalla cosiddetta "criminalità organizzata" sul quale non mi pronuncerò. Ma il problema sta molto più a monte. Alla gente è più facile credere in un santo, in un essere umano che nel figlio di Dio. Perché? Beh forse perché il santo non chiederà mai al credente di abbandonare il peccato. Crediamo al santo e poi facciamo quello che vogliamo. Bel modo di pensare.

Sta di fatto che i giorni passano, la festa di Sant'Agata che tra poco coinvolgerà la mia città è vicina. Come passerò quei giorni? Di certo, avete visto che non sono un gran cultore di queste feste. Non sono un gran cultore delle religioni in generale, l'unica religione a cui credo è Gesù Cristo. Passerò questi giorni a pregare ed intercedere per la mia città, e per lo spirito di idolatria in generale. Pregherò affinché il Signore devii questa devozione sbagliata nella giusta devozione. Una devozione che si trasformerà in amore. Il migliore amore che possiamo ricevere. L'amore di Gesù Cristo.

giovedì, gennaio 28, 2010

Wish - Brian Littrell

 Se bisogna partire, beh allora partiamo col botto...
For just a moment
I wish I could have been there
To see Your first step, hear Your very first word
Tell me, did You ever fall and scrape Your knee?
Did You know Your wounds would one day heal the world?

For just one moment
I wish I could have seen You growing
Learning the ways of a carpenter's son
Just a little boy gazing at the stars
Did You remember creating every one?
If you passed by, would I have seen a child or a King?
Would I have known?

I wish I could have been there
My only wish is to see You, face to face
Wish I could have been there
Just to see You, Jesus, face to face

For just a moment
I wish I could have been there
When You left Your footprints upon the waves
To walk along beside You and never look away
Just Your whisper and the wind and sea obey
To see You feed the people
To feel Your healing in Your touch

I wish I could have been there
My only wish is to see You, face to face
Wish I could have been there
Just to see You, Jesus, face to face

To hear you pray in the garden alone
Laying down Your will with each tear
To see You walk that lonely road
Willing to die for me
And in that moment
I know I should have been there
You took my cross and gave Your life
And you live again, oh
And You live again!

Wish I could have been there
My only wish is to see You rise again
Wish I could have been there
My only wish is to see You, Jesus, face to face

Someday I'll be there, I'm gonna be there
I'll see Your face, Your mercy, Your grace
Someday, someday
I'm going to see You, Jesus
Face to face

 Ma di cosa parla questa canzone, in effetti? Prima, qualche parola tecnica:
Artista: Brian T. Littrell
Album: Welcome home (2006)
Writer: Joy Williams

Traduzione e spiegazione:
For just a moment
I wish I could have been there
To see Your first step, hear Your very first word
Tell me, did You ever fall and scrape Your knee?
Did You know Your wounds would one day heal the world?

Per un momento
Io avrei desiderato essere lì
Vedere il Tuo primo passo, sentire la Tua prima parola
Dimmi, sei mai caduto e Ti sei mai ferito?
Sapevi che le Tue ferite un giorno avrebbero curato questo mondo?

Qui si vede come l'autore parla della nascita di Gesù esternando il suo desiderio (che è il desiderio di ogni essere umano, credente o meno che sia) di vederGli far fare il primo passo, sentire la Sua parola, stare con Lui nei suoi primi giorni di vita. Un riferimento anche alle sue future ferite: un bambino come lo era Gesù ai suoi tempi, quante volte sarà caduto mentre giocava. Sapeva però, che un giorno quelle Sue ferite, quel Suo sangue sarebbe servito per guarire il mondo? Non ci è dato saperlo, ma oggi sappiamo che quel Sangue ha adempiuto al suo scopo.

For just one moment
I wish I could have seen You growing
Learning the ways of a carpenter's son
Just a little boy gazing at the stars
Did You remember creating every one?
If you passed by, would I have seen a child or a King?
 Would I have known?

Per un momento
Io avrei desiderato vederTi crescere
Mentre imparavi il mestiere di falegname
Semplicemente un ragazzino che fissava le stelle
Ti ricordi di quando hai creato ognuno di noi?
Se fossi passato, avrei visto un bambino od un Re?
Chi lo sa?

Qui si parla della crescita di Gesù, che come ben si sa è cresciuto con i suoi genitori Giuseppe e Maria, seguendo per i suoi anni pre-apostolato il mestiere di falegname, come ogni essere umano. Ma l'autore avrebbe voluto vederlo, così come anche me: forse l'idea di "fanboy" è azzeccata, ma vedere Gesù compiere azioni normali sarebbe un grande esempio per ognuno di noi. Continui riferimenti alla figura divina per il giovane figlio di Giuseppe e Maria: un ragazzino fissa molte volte le stelle, ma per Gesù fissare il firmamento equivale a fissare qualcosa che ha creato Lui stesso, col Padre, molto tempo prima. Infine, una delle mie frasi preferite: se fossi passato, avrei visto un bambino o un Re? Molte volte immagino questa scena con Gesù che passa davanti a me e io che cado sulle ginocchia. Se fosse passato davanti a me, avrei sentito la Sua potenza? Il Suo Spirito uscire e venire verso di me? Avrei visto un bambino come un altro, o il Re dei Giudei, futuro Re dei Re?
 
I wish I could have been there
My only wish is to see You, face to face
Wish I could have been there
Just to see You, Jesus, face to face

Avrei desiderato essere lì
Il mio unico desiderio è vedere Te, faccia a faccia
Desidero essere lì
Solo per vederTi, Gesù, faccia a faccia

Mistero della fede? Nient'affatto. Chi lo conosce sa. Vedere Gesù è il raggiungimento della fede. Vedere la sua forma umana, quella di 2000 anni fa, però, non ha prezzo. Poche parole per un ritornello molto ad effetto.

For just a moment
I wish I could have been there
When You left Your footprints upon the waves
To walk along beside You and never look away
Just Your whisper and the wind and sea obey
To see You feed the people
To feel Your healing in Your touch

Solo per un momento
Avrei desiderato essere lì
Quando Tu lasciati le Tue impronte sulle onde
Camminare di fianco a Te e non guardare mai da altra parte
Solo il Tuo sussurro ed il vento e il mare ti obbedivano
Vedere Te che nutri la gente
Sentire la guarigione nel Tuo tocco

Qui si descrivono vari miracoli di Gesù: quando ha camminato sull'acqua (Matteo 14:25), quando ha zittito le forze della natura (Marco 4:39), quando ha sfamato la folla moltiplicando i pochi pani e i pochi pesci (Matteo 14:19) e quando guariva i malati solo col Suo tocco divino (tutto il nuovo testamento, praticamente)

To hear you pray in the garden alone
Laying down Your will with each tear
To see You walk that lonely road
Willing to die for me
And in that moment
I know I should have been there
You took my cross and gave Your life
And you live again, oh
And You live again!

Sentirti pregare in un giardino solo
Stabilivi la Tua volontà con ogni lacrima
Vederti camminare quella strada solitaria
E morire per me
Ed in quel momento
Io so che sarei dovuto essere lì
Tu hai preso la mia croce e hai dato la Tua vita
E tu vivi ancora, oh
E TU VIVI ANCORA!

Riferimento agli ultimi attimi vissuti da Gesù: la preghiera solitaria nel Getsemani, mentre piangeva lacrime di sangue per la forte angoscia del peso che aveva, ma la Sua volontà era dedita solo al Padre: vedere il Signore in quel momento sarebbe stato d'incoraggiamento per ogni prova che abbiamo. Poi parla della camminata nel Golgota, fino a morire sulla croce, per espiare ogni peccato compiuto da noi peccatori. In quel momento, ogni persona sa che avrebbe dovuto assistere. Noi dicevamo "crocifiggilo" più degli altri. Noi dovevamo essere al Suo posto, ma il peccato ci ha turato gli occhi. Ma nel momento in cui è morto, tutto si è compiuto. La tendina che collegava il luogo santo al luogo santissimo è stata squarciata. Tu vivi ancora, Signore!

Wish I could have been there
My only wish is to see You rise again
Wish I could have been there
My only wish is to see You, Jesus, face to face

Desidero essere lì
Il mio unico desiderio è vederti resuscitar
Desidero essere lì
Il mio unico desiderio è vederti, Gesù, faccia a faccia

Solito ritornello, con la differenza che qui l'autore vuole chiaramente vedere la Risurrezione del Figlio di Dio, il quale è ritornato dal regno dei morti dopo tre giorni!

Someday I'll be there, I'm gonna be there
I'll see Your face, Your mercy, Your grace
Someday, someday
I'm going to see You, Jesus
Face to face

Un giorno sarò lì, io sarò lì
Vedrò la Tua faccia, la Tua pietà, la Tua grazia
Un giorno, un giorno
Io Ti vedrò, Gesù
Faccia a faccia
 
Un giorno lo vedremo, come quel ladrone quando è morto con Lui, il Signore gli ha promesso che sarebbero stati insieme in Paradiso. Anche noi un giorno Lo vedremo, staremo con Lui, vedremo ogni cosa compiuta nel Suo nome. Quel "someday" può riferirsi sia a quando lasceremo questo mondo per vecchiaia, sia a quando il Signore ritornerà a rapire la Sua chiesa. Una cosa è sicura: un giorno Lo vedremo. Faccia a faccia. Sei pronto tu?


DIO TI BENEDICA!!!