And you are...
You're exceptional
The way you are
Don't need to change for nobody
You're incredibile
Anyone can see that
When will you believe that?


venerdì, giugno 22, 2012

E si ritorna a parlare di videogames...

Parecchio che non scrivo, piu' che altro perché le notizie si susseguono sia dal punto di vista mediatico che ludico. Siamo arrivati a Giugno, giorno prestabilito della release di Max Payne 3 per PC, uscito qualche settimana fa per console. Ne sarà valsa la pena di aspettare?

Il periodo non è dei migliori dal punto di vista ludico, dato che sto giocando alle vecchie perle del passato AKA i Metal Gear Solid. Dopo aver platinato Peace Walker e aver finito ad Extreme MGS 2, un po' di pausa dallo stealth ci vuole. E così ho ripreso Batman: Arkham City col suo appena uscito DLC nel quale, per attivarlo, ho per sbaglio cancellato i salvataggi...attenderò Settembre con la GOTY Edition, perlomeno l'ultima volta i salvataggi non erano compatibili.

C'è stata anche una grande parentesi, ancora non conclusa, coi SONIC: finiti gli Adventure, ora posso finalmente dedicarmi al quarto episodio. Qui sotto i giochi finiti dall'ultimo update:

Sonic the Hedgehog (PS3)

Sonic the Hedgehog 2 (PS3)


Sonic 3  & Knucles (PC)


Sonic CD (remake 2011) (PC)


Sonic Adventure DX (PC)


Sonic Adventure 2 (Gamecube)



In pratica due intere generazioni di Sonic: i primi 3 più il CD, dell'era del Sega Mega Drive, e i due Adventure dell'era del Dreamcast. Contando che Heroes, Shadow the Hedgehog, Sonic Unleashed e Sonic Generations li ho già finiti, gli ultimi canonici sono Sonic 2006, i due Episode 4 e Sonic Colors per Wii. Ed attualmente, posso solo giocare Sonic 4 Episode I.

New Super Mario Bros DS (Nintendo DS)



Finito un po' di tempo fa, ma senza prendere tutte le stelle; non penso che lo riprenderò, preferisco ricompletare un vecchio SMB.

Rayman Origins (PC)



Tra i veri platform di questa generazione, una bella sorpresa. Attendo il seguito, Rayman Legends.

Metal Gear Solid 2: HD edition (PS3)


Metal Gear Solid: Peace Walker HD Edition (PS3)



Per MGS 2 manca un solo trofeo per il platino, ossia fare tutte le missioni secondarie. Ci vuole molto tempo, pazienza e bravura. Cosa che attualmente non ho...mentre Peace Walker già platinato.

inFamous 2 (PS3)



Prestatomi e finito due volte, i soliti due finali. Finale molto bello, specialmente quello buono. Aspetto un sequel.

Final Fantasy XIII-2 (PS3)



Dopo averlo platinato, ho comprato per esso il mio primo DLC, ossia quello di Gilgamesh: ma ancora oggi non sono riuscito a batterlo.
 
Resident Evil 0 (Wii)


Resident Evil: Rebirth (Wii)


Resident Evil Code: Veronica X (PS2)


Questa era riferita alla mia parentesi "Resident Evil": Gli unici RE che non avevo potuto giocare, ossia quelli per Gamecube ed il Code Veronica X. Dopo averli finiti, ho iniziato i Chronicles, ma penso che attenderò la versione PS3.

Final Fantasy IV Advance (GBA)


Final Fantasy V Advance (GBA)



Nulla da dire. Due pietre miliari che, per mia vergogna, non figuravano nella mia collezione. Ora mi mancano solo i primi tre.

Demon's Souls (PS3)



Uno dei giochi più difficili di questa generazione, dopo averlo finito avevo una mezza idea di reiniziarlo, ma il NG+ è semplicemente TROPPO difficile.

Street Fighter X Tekken (PC)



Batman: Arkham City - Harley Queen DLC (PC)



Il famoso DLC che mi ha fatto perdere i salvataggi. Bello sì, ma forse non ne valeva la pena. Non a quel prezzo, almeno.

E adesso a cosa sto giocando?
Oltre a Sonic, ovviamente.
Oh beh, c'è ovviamente il ritorno di Max Payne. E ormai attendo un altro po' per Skyrim, Dawnguard uscirà a breve ed il gioco sarà più completo. Contando che dopo 7 mesi hanno messo i combattimenti su cavallo...meglio aspettare.

Ok, riassunto dovuto sia per me (che era da 6 mesi che non aggiornavo) sia per il resto. Il mio prossimo articolo, penso, sarà sull'E3 passato neanche un mese fa. Bye bye!

venerdì, gennaio 20, 2012

Aggiornamenti ludici che non fanno mai male...



Finiti:

Batman Arkham City (PC)
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Comprato ad un super prezzo con Steam, ricominciato da capo e finito

Fable (PC)
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Come sopra, comprato ad un prezzo irrisorio su Steam, sennò difficilmente l'avrei ripreso. Viva l'originalità!


Episodes for Liberty City (PC)
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Assassin's Creed Revelations (PC)


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Uncharted 3 (PS3)
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L.A. Noire (PC)
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Need for Speed The Run (PC)
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Super Street Fighter IV Arcade Edition (PC)
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Sonic Generations (PC)
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Da giocare:

Sonic the Hedgehog (PS3)
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Sonic the Hedgehog 4 Episode 1 (PC)
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Skyrim (PC)
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Serious Sam HD: The First Encounter (PC)
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New Super Mario Bros (DS)
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New Super Mario Bros WII (WII)
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Jak X (PS2)
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The Legend of Spyro: A new beginning (PS2)
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God of War III (PS3)
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Modnation racers (PS3)
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Abe's Oddysee (PS3)
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sabato, dicembre 31, 2011

Trauma

Cos'è un trauma?
L'immagine qui sopra è presa da un anime, GTO, al fraintendimento della parola Trauma, ai danni di una diciannovenne, col QI oltre i 200. Il tradimento di quella che considerava come una madre, l'ha portata ad odiare la vita e, indirettamente, ad odiare quella degli altri.

Cos'è un trauma?
La mente umana tende a seguire un certo confine labile che ci permette di capire cos'è giusto e cos'è sbagliato...ma siamo padroni di questa nostra mente? Se succede qualcosa? Se la nostra mente fa *crack*? Se i nervi (quelli mentali) saltano, potremmo muovere un braccio al posto di una gamba, e viceversa. Quindi, se dovesse saltare qualcosa anche ai nervi celebrali, possiamo davvero compiere azioni a nostra insaputa?

Il dolore fisico non cambia le persone, quello mentale sì.
Volevo porre un esempio molto banale, di una persona (inventata) che ha subito, per l'appunto un trauma. Suppongo che chiunque conosce il Joker, celebre arci nemico di Batman. Assassino, criminale, chi più ne ha più ne metta. Ma chi sa il retroscena di tutto ciò?

Un cabarettista fallito, appena licenziato, il cui unico conforto era la moglie incinta che gli incitava di continuare in ciò che gli piaceva fare. Lui desiderava di più dalla vita, desiderava dare un futuro radioso a sua moglie ed il suo futuro figlio. E questo porta ad una scelta tragica (sottolineo "scelta", non trauma): il futuro padre si allea con due criminali per rapinare la fabbrica adiacente al suo ex posto di lavoro. Disperato, pensa a sua moglie, al suo bambino. A come una piccola azione poteva far vivere per sempre entrambi bene.

La scelta, ovviamente, è sbagliata.
Mentre ancora parla coi malviventi, un poliziotto cerca insistentemente il futuro Joker, dandogli una notizia non indifferente.
Sua moglie è morta, e con sé pure il bambino.
INIZIO di un trauma.
C'era ancora motivo di far quella rapina? No. Ma non si può dire "no" dopo aver detto sì a dei malviventi. Senza più alcuna ragione di vita, indossa un casco rosso ed entra nella fabbrica, dove delle guardie attendono i due malviventi e il disgraziato cabarettista. I due mafiosi vengono eliminati nel tentativo di fuga, mentre l'uomo dal casco rosso viene spinto accidentalmente da un ancora poco conosciuto Batman in una vasca di rifiuti chimici e tossici. Grazie al casco riesce a non respirare e a sopravvivere...ma lo stesso non può dirsi del suo corpo. I capelli diventano verdi, la pelle bianca, le labbra rosse in un perpetuo sorriso.
Il Joker era nato, da un trauma.
Ma la domanda é: quante persone, sane di mente, lo sarebbero rimaste dopo aver vissuto quello che ha vissuto lui?
Lui stesso testerà la sua teoria, fallendo miseramente con una persona integerrima come il commissario Jim Gordon, ma chi ha visto Il cavaliere oscuro si ricorda della calata oscura di Harvey Dent, in futuro Due facce.

Siamo davvero padroni della nostra mente?

Esistono due tipi di malviventi: quelli malvagi e quelli pazzi.

I malvagi sono quelli, diciamo, normali. In parole molto povere, i mafiosi. La maggior parte, nella vita reale, sono questi. Fanno del male non per traumi passati, non per un senso di vendetta al mondo, ma solo perché vogliono potere, soldi, successo, donne.

Poi ci sono i pazzi. Anch'essi sono divisibili in due categorie, i visionari e i lucidi.

Il Joker, per esempio, fa parte dei lucidi. Totalmente folle, ma lucide. Ha pienamente coscienza della sua pazzia.

Ma ora basta parlare di gente inventata.

Si parlava di traumi.

Il trauma psicologico è un tipo di "danno" (un "vulnus", una "ferita") che in alcuni casi viene subito dalla psiche a seguito di un'esperienza critica vissuta dall’individuo (che sia un evento singolo, oppure un evento ripetuto o prolungato nel tempo), e che viene detta evento traumatico.

Il problema sta nel fatto che un trauma NON GUARISCE, almeno non facilmente.
Se assistessi ad un omicidio in diretta, forse adesso non mi farebbe molto effetto.
Ma se un bambino di 7 anni assiste ad un omicidio in diretta, stai pur certo che quello lo traumatizza.

Ai tempi della guerra si sono sviluppati i traumatizzati dalla guerra, che non volevano (o meglio, potevano) più sentire un proiettile, e chi invece è rimasto nella condizione perpetua che essa non fosse mai finita.

Quindi, alla fine, che cos'è un trauma?
È la dimostrazione che la mente è il luogo più fragile e vulnerabile del nostro corpo, ed al quale dobbiamo stare particolarmente attenti. Se ci tagliamo un dito, sappiamo che esso non può crescere più, quindi ci stiamo particolarmente attenti. Ma se subiamo un trauma, esso non guarisce. Perché non gli diamo la stessa importanza? Preferiamo allenare il corpo, per non subire più ferite, mentre sarebbe molto più importante allenare la mente per non subire più ferite mentali.

Il corpo, andando avanti, si deteriora, non possiamo farci nulla; mentre la mente, escludendo gravi malattie mentali, rimane sempre la stessa in base a come l'abbiamo tenuta.

È solo una mia piccola riflessione dopo aver letto vari manga che trattano l'argomento...ovviamente non giustifico nessuna azione spregevole compiuta dai traumatizzati ma...non riesco ad immaginare cosa succede in una mente dove ad un pensiero si ha una risposta come "uccidi" o "agisci in maniera malvagia". Il cuore dell'uomo è malvagio di natura, ma la bontà divina ci permette di essere ancora di essere "buoni". Ma se questa "salute mentale" ci viene negata? È lo stesso discorso che si può fare nei confronti di un mutilato...è brutto pensare che lui non ha più certe parti del corpo e non può fare determinate cose...identica cosa per un traumatizzato/malato mentale: non può far certe cose. La mente sceglie un percorso diverso dal nostro.

La finisco qui, avrei altri esempi da porre, ma non voglio dilungarmi troppo, il discorso è troppo complesso ed ampio per esser affrontato così.

martedì, dicembre 06, 2011

Un futuro già vissuto REBORN, parte undici: I Legato faccia a faccia


“Papà, Brian piange!”
Era da qualche tempo che ormai mi svegliavo con questo incipit dettato da Kurata. Seiryn la mattina era sempre fuori per lavoro, mentre io perdevo molto tempo a poltrire e a viaggiare nel tempo, due cose strettamente legate.

Mi alzai un po’ stordito, baciai mia figlia sulla fronte e poi, lentamente, andai da Brian. Non capii perché piangeva. I bambini sono creati per essere accuditi dalle madri, non dai padri. Andai nel futuro, dove il problema era già risolto, e capii che aveva fame. Sì, magari è un modo un po’ disonesto di risolvere le cose…ma in fondo, chi se ne frega, ho questo potere, devo usarlo per qualcosa, no?

“Papà, suonano alla porta!”

Finalmente era arrivato. Era da tre anni che non lo vedevo, ma era il momento di registrare bene i conti.
“Revoruc, accomodati. Sei qui per parlare dei risultati del cd, giusto?”
La sua risposta mi stupii.
“In realtà…no.”

Alzò la sua mano. D’un tratto la casa si svuotò. Non c’era più Revoruc, non c’erano più i miei figli. Ero solo in casa mia. Cominciai a pensare di stare ancora sognando, cosa molto più lecita di quell’assurda situazione.

“E finalmente…la resa dei conti si avvicina, nipote!”

Cominciai a non capire. Dov’era finito il mio assistente? Dov’ero finito io?

“N…nonno? Sei ancora vivo? Dove siamo finiti?”
“Qui siamo nel mio mondo, a casa mia. È stato difficile creare quel tuo assistente, ho dovuto giocare con la tua mente e col futuro in un modo che neanche immagini.”
“Creato? In che senso?”
“Quanti sensi vuoi che abbia? Tu non hai mai avuto un assistente! Ogni volta mandavo una proiezione nella tua mente tramite un aggeggio del futuro, un induttore di pensieri falsi. Non avevi nessun assistente. Tutto per tenerti d’occhio. Per vedere dove arrivavi. Mi hai ampiamente superato, nipote. Tre anni fa pensavo davvero di morire, dopo quel fattaccio con Saki. Ma adesso…mi sono ripreso. Ed è tutto in mano tua. Richiama tuo padre, o uccido te e la tua famiglia. Adesso. Di fronte a te.”
“Pensi davvero di riuscirci, nonno? Non mi sembri di bell’aspetto.”

Forse non era la mossa più saggia provocarlo. Cominciò a levitare. Come aveva appreso quel potere?

“Tu, sciocco. Non hai la minima speranza di sconfiggermi. Sei troppo giovane e, soprattutto, non sei motivato. Il motivo che mi guida è molto più alto di qualunque tuo motivo.”
“Perché, nonno? Cosa vuoi dal passato? Perché non riesci a vivere come tutti? Cosa ti tormenta?”
“RIVOGLIO MIA MOGLIE!”

Ad impatto, non capì.

“Quando il tempo a me concesso scadde, cercai di evitare la morte. Ma non ci riuscì. Magari il mio corpo sopravvive…ma da quel giorno del ’63 io sono morto.”
Cominciò a piangere. Mio nonno, il potente Stefano Legato, che piangeva mentre volava. E chi ci credeva?
“La mia dolce Fairy…rimase vittima di quell’incidente, che io evitai andando nel futuro e scomparendo da quella macchina che stava per finire fuori strada. Vidi mia moglie morire davanti a miei occhi, con me impotente e per giunta accusato di quel delitto. In prigione capii che era stata davvero tutta colpa mia. Passai anni ad accettare questa situazione. Ma ad un certo punto, capii che era tutto inutile. Dovevo tornare nel passato, dovevo salvare anche mia moglie. Dopodiché, potremmo vivere in eterno regnando su questo mondo. E tu non sei nessuno per opporti a me!”

Allora non era un totale cuore di pietra. Il nonno aveva un vero motivo per tornare indietro, per quanto fosse sbagliato cambiare la linea temporale. Certo, il fatto di voler regnare sul mondo magari era da evitare.

“No, nonno, ormai non puoi più! Hai già vissuto la tua vita. Non spetta a te decidere chi deve sopravvivere e chi deve morire! Sarà stata colpa tua, ma devi accettare il fatto! Non puoi vivere la tua vita sperando di poter cambiare il tuo passato! Ormai l’hai già vissuto!”

“No, nipote. Il futuro è già vissuto…e so dove finirai.”

Stendendo una mano, cominciò ad influire sul flusso temporale del mio corpo. Cominciai ad urlare, in una maniera atroce.

“ARGH…SMETTILA, NONNO!”
“Sì, che la smetto. Non mi vuoi accontentare perché non capisci quanto soffro. C’è un solo modo per fartelo capire, ossia farti provareil mio stesso dolore. Sei pronto a perdere tua moglie? O FAI COME TI DICO IO O PER LA TUA DINASTIA NON CI SARA’ UN FUTURO!”

Il nonno, in realtà, non si era fermato. Cominciai a sentirlo sempre di meno, sentii che stavo svenendo. I miei sensi mi tennero sveglio solo il tempo di vomitare. Mi sentivo davvero male. Perché dovevo patire tutto questo? Per chi? Per cosa? Non potevo accontentarlo? Tanto io ero immune ai suoi poteri, se l’avessi accontentato saremmo stato grandi amici e non mi avrebbe mai torto un capello né a me né alla mia famiglia. Il prezzo dell’onestà era davvero così alto? Ne valeva DAVVERO la pena?
“Alzati, figliolo.”
Forse, però, ero stato educato troppo bene. Mio padre mi avrebbe diseredato se l’avessi fatto veramente. Il mondo contava su di me…con che occhi mio padre mi avrebbe visto, quando sarebbe andato nel futuro, se avesse visto un mondo totalmente devastato da suo padre?
“Io sono con te.”
Cominciai a sentirmi pian piano meglio, ebbi l’impressione come se qualcuno mi stesse tirando su. Il dolore che il nonno aveva provocato era scomparso. Perché aveva smesso? Aveva cominciato davvero a torturare la mia famiglia? Se era così, dovevo muovermi. Mi alzai di scatto, per rincorrerlo.
“Non c’è bisogno di aver fretta, ora ci sono io con te. Possiamo batterlo assieme.”
Allora non me l’ero immaginato. Era proprio mio padre davanti a me.
“P…papà?”
“A dopo i convenevoli, figliolo. Sicuramente eri in una fase disperata per far sì che il tuo richiamo sia giunto a me…ma ora dobbiamo pensare a fermarlo. A breve, il suo piano procederà. Sei pronto a seguirmi?”
Mentre diceva queste cose vidi il nonno ridere in lontananza. Pian piano si stava formando nelle sue mani un libriccino. La famosa terza parte della Dinastia dei Legato. Scomparve poco dopo, sicuramente per poterla leggere senza problemi nel futuro. Quel poco tempo, lo impiegai per stare con mio padre.

“Per un po’ sarà impegnato con quel libro. Cosa mi racconti, figliolo? Ti vedo parecchio cresciuto.”
E cosa dovevo dire, al padre che non vedevo da tempo immemore?
“Com’è finita poi con Saki?”
“È morto, il nonno l’ha ucciso…ha deluso i suoi piani.”
“Come prevedevo. E io che pensavo fosse Kuroi quello malato del gruppo, che si fosse suicidato per il troppo successo. Non bisogna mai giudicare le persone, anche se pensi di conoscerle. Mai.”
Il pensiero mi andò al nonno. In effetti, giudicarlo era facile, era un pluri omicida senza scrupoli. Ma…dietro di sé vi è il dolore del peso di sapere di essere causa della morte della donna amata. Si può davvero vivere con quel peso?
Pensandolo, il nonno riapparì.
“Io, Stefano Legato, appartenente alla dinastia dei Legato, presente qui con mio figlio e col figlio di mio figlio, dichiaro di voler effettuare un viaggo nel passato, nell’anno Millenovecentosessantatre! Dinastia dei Legato nata da Brian Legato, concedi questo viaggio nel passato!”

Buio totale.
“Papà?”
Buio.
“Dove sei?”
Totale.
“Sono qui.”
Lo spazio non era stato stravolto. Il tempo, però, sembrava di sì.
“Il nonno è scomparso. Dobbiamo muoverci, dobbiamo trovarlo. Siamo negli anni ’60, il suo piano ha funzionato. Dobbiamo muoverci.”
Ci stetti un po’ per capire che avevamo davvero viaggiato nel passato. Ora, la priorità era trovare il nonno.


[MENO QUATTRO]
(Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. Story by Brian Farey. All right reserved.©)

mercoledì, novembre 30, 2011

Un futuro già vissuto REBORN, parte dieci: Riassunto mentale

Sembrava esser passato così tanto tempo da quel giorno del 2015. Una volta tanto, osservando il cielo, vedevo un bellissimo sole. Da quando il mio cuore s’era incupito, anche il cielo sembrava aver seguito il suo andazzo. E adesso? Adesso forse è meglio fare un riepilogo mentale.
Quando ero piccolo, stavo molto tempo con i miei genitori. Nonostante li trovassi normalissimi ed io mi sentivo particolarmente speciale. Solo ora capisco che ero solo superbo. Perdonami, mamma. Perdonami, papà.
A dieci anni feci un lungo viaggio, abbandonai totalmente l’Italia per andare in Giappone. La patria di mio padre. Mi chiedevo sempre come mai solo io e lui non avessimo gli occhi tondi come la mamma. Lì, ebbi le mie risposte.
Era un mondo nuovo, qualcosa di inaspettato. Anche la lingua, era totalmente diversa. Stetti un po’ per impararla, e ancora oggi posso dire di non saperla perfettamente. L’accento italiano molte volte mi frega, soprattutto nei live. Ma mi è fondamentale per pronunciare alcune lettere che qui sembrano aver sconosciuto.
Poi mi diplomai. Ricordo ancora il giorno di quella liberazione, insieme a Seyo. Non avevo legato molto con la gente, e quindi trovai un gran sollevo nel liberarmi da quel grande macigno che era la scuola ed il contatto con la gente. Ciò che mi interessava, in quel periodo, era fare musica con Seyo.

Poi arrivò l’università.

Chi si dimentica, la faccia di Seyo, quando vide per la prima volta Sairyn? Ma parlandone col senno di poi, possiamo dire  che era lo sguardo che ha un ragazzo innamorato di fronte la sua bella. Sguardo che avrei avuto pure io, qualche mese dopo.
Conobbi solo qualche mese dopo la mia futura moglie, Seiryn, ed Akai Shiteru. Non ho voglia di pensare molto a lui, mi intristisco se penso a quanto ci faceva ridere. Ancora oggi, una risata al giorno è dedicata a lui.
Poi, ci fu il giorno in cui andammo allo studio. Io, la mia futura moglie, la mia futura cognata, il mio futuro cognato, la mia futura suocera. Quel giorno avevo deciso di dichiararmi. Fu il destino a dichiararmi guerra, uccidendo i miei genitori e lasciandomi solo in un mondo troppo grande. Vuoto che, fortunatamente, fu colmato dalla musica e da Seiryn.
Cominciammo finalmente ad ingranare nel mondo della musica, con la registrazione delle mie creazioni. Conoscemmo Gikam al secondo anno di università. Eravamo molto uniti, io Seyo e Sairyn, ma ciò non impedì a Gikam di entrar a far parte del gruppo. E pensare che, quando ci presentò Seika, tutti avremmo scommesso sul fatto che fosse cotto di lei. E invece no. Sapeva che era sua sorella, e le voleva molto bene. Devo imparare a giudicare meno i miei amici, ed il mondo in generale.
Una volta che il gruppo si formò, pubblicammo il primo album. Era il lontano 2008 quando pubblicammo La nascita. Saikyou toccò vette inaspettabili. Gikam lasciò l’università, dato che aveva trovato un lavoro fisso. Noi continuammo. Seiryn, invece, finite le superiori non ando’ all’università, lo trovò “inutile e controproducente”, mentre Seika andava ancora alle superiori. Nel 2009 arrivò il secondo album e la laurea. Il secondo album, Il ritorno dei Trespasser, non ebbe il successo del primo album. Forse non c’erano dei pezzi che facevano gridare al miracolo, o forse l’abbiamo fatto con 2/5 del gruppo stressati da studi vari. L’unico fresco era Gikam, e ci vorrei credere. Ma la rivoluzione arrivò col terzo album, Tres-Passer, pubblicato nel 2010, ed il tour che ne seguì.
In quell’anno arrivò pure quel sogno strano, che ancora non ho dimenticato. Quel sogno che vedeva mia moglie morire, dentro una macchina. Non era neppure sicuro che fosse mia moglie, il colore degli occhi era diverso. Ma era molto simile a lei. Quel sogno così reale, quel sogno così vivo. Tutti i miei sogni più reali si sono sempre realizzati. E a conti fatti ho una prova futuristica di mia moglie che muore, ma non in quel modo. Che le morti cambino dopo che il futuro è stato cambiato? Chissà, lo scopriremo solo vivendo.
Quel tour nel 2010 segnò la nostra consacrazione nel mondo musicale. Partì poi un grande hiatus del gruppo, dovuto soprattutto ai miei problemi temporali. Cominciai a capire come viaggiare nel tempo. Seyo e Sairyn si sposarono, e anch’io mi sposai poco tempo dopo. Alla nascita di mio nipote, il signor Akai rivelò la sua tremenda malattia e morì poco dopo. Quel giorno stesso, mio padre mi fece visita dal passato a raccontarmi cose che non poteva dirmi nel tempo in cui era vivo. Quel giorno troppe emozioni si sono susseguite, che ancora oggi si mescolano difficilmente.
E dopo quel momento?
Viaggiai nel tempo in cerca di risposte. Cosa vuole mio nonno? Vuole formare una triade familiare, e dato che sia io che lui siamo ancora vivi, intende far venire mio padre in questo tempo parlando in qualche modo con lui nel passato. Ricreando la triade, potrà innescare un processo che il nostro avo, Brian Legato, bloccò per evitare distorsioni temporali. Ossia i viaggi nel passato. Ma la domanda è: perché mio nonno è così ossessionato dal passato? Non ha tutto quello che vuole nel suo presente e futuro? Perché scomodare un'altra linea temporale? Non trovavo risposta, e forse ormai mio nonno era pure deceduto. L’ho visto l’ultima volta tre anni fa, dopo l’incidente con Saki Mura. In questo lungo tempo, non si è ancora fatto sentire.
“Papà! Papà!”
La voce di mia figlia mi portò alla realtà.
“Si, Kurata, che c’è?”
“Papà! È nato! Il fratellino è nato!!!”

Era così bello vedere mia figlia ridere e gioire allegramente. Entrai nella sala d’aspetto e vidi mia moglie tenere in braccio un candido maschietto uscito poco prima dal suo corpo.
“Ogni volta che esco un tuo clone faccio una fatica immane…almeno fa’ che somiglino a me!”

“Ma cosi dici, tua figlia è la tua immagine sputata!”

Presi il bambino e lo guardai dritto negli occhi.
“Ed ecco il quarto membro della nostra famiglia…Brian Legato, come il nostro avo.”
Quel 20 febbraio del 2018 la nostra felicità raggiunse il picco, che si mantenne per tre, lunghi, bellissimi anni.
Ma poi arrivò il 2021. E tutto finì.

[MENO CINQUE]
(Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. Story by Brian Farey. All right reserved.©)

lunedì, novembre 21, 2011

Un futuro già vissuto REBORN, parte nove: La difficoltà di perdonare

C’era sangue. Molto sangue.

Seika cadde a terra. Lentamente.

Alla vista del dito del padre mozzato dal proiettile.

“ARGH! CHE DOLORE!! MA CHI DIAVOLO…?”

Senza quel dito, non riusciva più ad impugnare la pistola, che difatti fece cadere poco dopo.
Dei passi echeggiavano nella stanza, da lontano.

[“Dobbiamo andare a casa del nonno di Akira a consegnare questo fascicolo! Akira è già lì, dobbiamo dargli manforte!]

I passi si avvicinavano. Assumevano una forma. Un volto.

“Ah ah ah…dovevo immaginarlo…solo tu mi odi abbastanza da fare questo…e adesso, che farai, mi ucciderai?”
Non riuscivo a capire. Se non ero diventato rimbecillito, il proiettile l’aveva fatto partire Gikam.
“Finalmente ti vedo bene in faccia…Saki Mura…ti ho cercato così tanto, così disperatamente…tu invece ti ricordi del mio volto, vero? Sai benissimo quello che mi hai fatto, vero?”
“Sì che lo so. Di’ la verita, sei stato tu a fare quella soffiata 10 anni fa, vero?”
“Precisamente. E ora lascia che racconti a chi non sa la tua triste storia.”
Erano legati?
“Akira…devi sapere che Saki è il responsabile della morte di Kuroi Yasa, il bassista degli Slashion. Dopo quell’azione spregevole, cambiò nome e si costruì una famiglia. Il suo nome era Mark Irai.”
Non capivo. Non credevo.
“Lui è mio padre.”
Poi ho cominciato a capire.

Seika cominciò ad alzarsi, quasi a domandare con quel gesto.
“Il nostro quartiere era molto protetto, c’erano poliziotti ovunque. Così mio “padre”, come si faceva chiamare, inscenò un suicidio e scappò per rovinare la vita di una pianista. Ci sono stato quattordici anni per trovarlo. E quando lo trovai, scoprii di avere una sorella. Non mi era permesso dirle la verità, essendo sotto sorveglianza speciale, ma le volevo già bene con tutto me stesso.”
Poi si girò verso Seika.
“Parlo ovviamente di te, sorellina.”
Il pianto di Seika riprese.

Cominciai a pensare a quando Gikam ci presentò Seika. Tutti pensavamo fosse cotto di lei. Invece era quell’amore che si prova per una sorella, quell’amore particolare tra l’altro inespresso. Doveva fare malissimo voler tanto bene ad una persone e non poterglielo dire. Ogni gesto lui faceva, ogni volta che la guardava e rimaneva ammaliato, ogni volta che sembrava geloso nei confronti di Izuru…era solo amore fraterno. Un grande amore fraterno.

“Quest’uomo ha rovinato la mia vita, abbandonando mia madre lasciandola sola con un figlio. Ma cosa che non potrò mai perdonargli è l’aver rovinato la vita di mia sorella. Tu, Seika, riesci a perdonarlo?”
Si asciugò le lacrime e si avvicinò al padre, ormai completamente succube del figlio.
“Vorrei davvero odiarti. Ti incolpo di tante cose, sei stato causa di disgrazia nella mia vita. Ma è solo grazie a te se adesso sono qui, e solo per questo dovrei perdonarti. Ma oltre a questo, tu non riesci a provocare odio in me. Anzi, mi fai pena. Hai commesso così tante atrocità svuotando la tua anima. Non ti senti vuoto, dentro? Non ti senti come se la tua anima sta cadendo sempre più in basso?”
“Bla bla bla, quanto parli, mocciosa!”
Le parole non seguivano il cuore. Si sentiva davvero vuoto. Delle lacrime cominciarono innavertitamente ad uscirgli dagli occhi. Forse il suo cuore era di pietra, ma lo spirito paterno in qualche modo era entrato in contatto con lo spirito dei figli.
“Forse nessuno nasce totalmente buono. Ma siamo noi a decidere come vivere. Tu hai scelto il male. Hai scelto di far soffrire gli altri. E ora ti ritrovi a soffrire. A morire solo.”
Si abbassò verso di lui, e lo abbracciò, mentre Gikam lo teneva sotto tiro per ogni evenienza.
“Sappi che hai messo al mondo persone meravigliose, capaci di amare. E anche tu ne sei capace. Perché non ci provi? Non è mai troppo tardi per avere una svolta nella propria vita.”
“Mai. Io sono malvagio dentro, non cambierò mai!”
“Lascia stare, Seika. È tempo perso. Solo una cosa può salvarci, domani, da uomini come lui.”
“Vorresti uccidermi? Ne hai il fegato?”
“Ce l’avrò a breve.”
Chiuse gli occhi. Cominciò sicuramente a pensare al suo passato devastato da quell’uomo. Al suo passato rovinato. Al passato di sua sorella macchiato. Aprì gli occhi. Una lacrima scese velocemente. Dopodiché, premette il grilletto.

Mi ritrovai di colpo in uno stallo temporale. Il nonno aveva bloccato di nuovo tutto.
“Anf…anf…che delusione…che delusione tu, che delusione Murai…che delusione i suoi figli…eppure il vostro segreto…è il vostro cuore…avete un cuore capace di perdonare…sei in grado di spiegarmi come fate?”
“Non c’è un segreto. Basta solo avere il proprio cuore disposto a fare ciò.”
“Allora io…anf…non ho questa predisposizione.”
Anche se era stanco, si alzò di colpo, prese la spada, mozzò di netto la testa di Saki e poi si allontanò verso la porta.
“Penso…che per più di due anni…non avrò la forza…neppure di…maledizione, sto diventando troppo vecchio…”
Che fosse il momento di dargli il colpo di grazia? E tutti quei bei discorsi sul perdono dove sarebbero andati a finire?
Predico bene ma razzolo male. O forse, è facile parlare finché non accade a se stessi.
“A presto, Akira.”
Mentre il nonno mi salutava, corsi verso Gikam e Seika per allontanarli dalla testa che sarebbe schizzata appena il nonno avrebbe rilasciato il flusso temporale. Seika sarebbe morta vedendo uno spettacolo del genere.

Non appena il tempo si sbloccò, Gikam cominciò a farmi delle domande.
“Perché siamo fuori? Dov’è quel criminale?”
“Mio nonno gli ha tagliato la testa a tempo fermo. VI ho portato fuori per non farvi assistere a quello spettacolo.”
Non appena la testa di Seika capii di essere fuori pericolo, svenne definitivamente al suolo.
“La accompagno io a casa. Avremmo di che parlare, al suo risveglio. Grazie, Akira. Questo vuol dire che non l’ho ucciso io, giusto?”
“Ufficialmente l’assassino è mio nonno.”
“Ok, ma t’avviso che l’avrei fatto ugualmente. Devo imparare da mia sorella l’arte del perdono. Spero che presto potremo vederci come colleghi e non come compagni d’avventura. Stammi bene, Akira.”
“Stammi bene tu, GIkam. E…grazie ancora per aver salvato la sua vita.”
“Un fratello darebbe la propria vita per sua sorella.”

Con queste ultime parole che non mi sarei mai atteso da Gikam, ci separammo. Gikam mise sua sorella dentro la macchina con la quale era venuto, e poi partirono entrambi. Io, in lontananza, vidi l’ombra di mia moglie. O ero praticamente andato, oppure erano lì.
“…ira!!”
Sentivo qualcosa di distorto e confuso.
“…kira!!”
Chi mi chiamava?
“…Akira!!!”
Era davvero Seiryn quella davanti a me. Arrivai giusto in tempo per svenirle tra le braccia. Cominciò a parlare, ma la sentii molto disturbata.
“Ak…scicolo….Seika….Kiiro…”
Non volevo più ascoltarla, volevo solo dormire.

[CASA DESYO
“E così…sei suo fratello?”
“Sì, Izuru. Sei libero di non credermi, ma è davvero così. Ora che nostro padre è morto, posso dirlo senza problemi. Entrambi siamo figli di Saki Mura. Fratellastri, più che altro.”
“Sai, all’epoca ero geloso di te. Oh beh, sapevo che Seika mi amava, ma tu le stavi sempre intorno. Invece ora comprendo davvero che ciò che hai fatto è ammirevole. Non dev’essere stato semplice portare avanti questo peso. Sono lieto di entrare a far parte della tua famiglia.”
Una nuova unione inaspettata, nata dal caso.

Altrove…
“Anf…anf…sono…stanchissimo…il piano…dovrà essere rimandato…devo…pensare...no…devo…rimandare…io…lui…basta…per adesso…devo…solo…dormire…c’è una strana calma…potrei…dormire…per…sempre…”
E si addormentò]

[MENO SEI]
(Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. Story by Brian Farey. All right reserved.©)

martedì, novembre 15, 2011

November Rain (of game...)

Niente dura per sempre, neanche una fredda pioggia di Novembre...
Con quest'intro voglio dare il via ad un reparto di me "giornalistico" parlando della fruttiferanza videoludica del mese di Ottobre/Novembre.

Cominciamo parlando di cosa è uscito a fine Settembre: ogni anno, in quel mese, si disputa una "finale di calcio", che non è propriamente una finale di Champion's League, ma una finale ludica: il prodotto della EA Fifa 12 e quello della Konami Pro Evolution Soccer 2012.



Entrambi i videogame vengono da una storia ludica immensa, iniziata nell'epoca delle console a 16bit con Fifa International Soccer (uscito nel 1993) e International Superstar Soccer (uscito nel 1994).

La serie ha sempre visto il vantaggio di Fifa fino all'anno 2002, anno del crollo della serie creata dalla EA Canada e del successo rapido di Pro Evolution Soccer, rimasto il top fino all'edizione 6. Col cambio di nome (Pro Evolution Soccer 2008) la serie va scemando, mentre Fifa 08 sembra essere un gioco degno dei primi Fifa. Il culmine verrà raggiunto con l'edizione 09, che consacrerà Fifa come miglior gioco di calcio.
E cosa dice l'edizione 2012? Facciamo parlare i dati di vendita aggiornati al 5 novembre 2011.

FIFA 12 - uscito tra il 27 e il 30 settembre.
Vendite PS3: 3.02 milioni
Vendite 360: 2.01 milioni
Vendite totali: 5.38 milioni

PES 2012 - uscito il 27 settembre in America ed il 14 ottobre in Europa
Vendite PS3: 1.25 milioni
Vendite 360: 0.25 milioni
Vendite totali: 1.59 milioni

Fonte: VGchartz
Inutile dire chi vince, no?

Finita la parentesi degli sport game, entriamo nel mese di Ottobre, battezzato in parte dall'uscita di Dark Souls, seguito dell'esclusiva PS3 Demon's Souls, gioco ricordato dai più per la sua eccessiva difficoltà. Anche questa la From Software non si lascia spazio a perbenismi e carica il gioco di una difficoltà forse troppo eccessiva per il player medio odierno, ma soddisfacente per i veri giocatori.
Da segnalare l'uscita anche dell'ottimo gioco di Basket NBA 2K12 della Visual Concept, conosciuta per i giochi sportivi pubblicati su console SEGA quando ancora esistevano.

Su 360 esce l'11 Ottobre l'ultima grande esclusiva dell'anno, Forza Motorsport 4, che insieme a Gears Of War 3 siglano la fine di un anno all'insegna dei casual gamer e dell'avvento del Kinect con poche esclusive, ma di qualità. Il culmine verrà raggiunto, però, la settimana dopo.

Batman: Arkham City è il seguito dell'acclamatissimo Batman: Arkham Asylum uscito due anni prima, pubblicato dalla Rocksteady Studios. Vincendo numerosi premi, il sequel non è da meno: 2.70 milioni sono le copie vendute ad oggi, con la versione PC (con migliore) in attesa uscita per il 25 Novembre.



Dopo la guerra degli sport games, un'altra WAR era in procinto di realizzarsi, questa volta tra FPS: Battlefield 3 si sarebbe scontrato con Modern Warfare 3. Ma facciamo un po' di storia.






















Battlefield 3 viene da una politica multiplayer/PC oriented, cominciata nel 2002 con Battlefield 1942 per PC, creato dalla Digital Illusions CE (DICE), seguito (espansioni escluse) da  Battlefield Vietnam (2004), Battlefield 2 (2005). Il gioco viene poi portato su console di sesta generazione col nome di Battlefield 2: Modern Combat, mentre l'anno dopo esce per PC il seguito del 1942, Battlefield 2142. La DICE quindi sviluppa un nuovo motore grafico, il Frostbite esclusivamente per console di settima generazione, e fa uscire Battlefield: Bad Company (2008). A differenza della serie numerata, questo gioco vanta un multiplayer meno vasto a favore di una campagna in singolo più appagante. Nello store viene rilasciato Battlefield 1943 con un motore grafico aggiornato, il Frostbite 1.5, motore usabile anche su PC. Il primo gioco che porteranno su PC con questo motore sarà Battlefield: Bad Company 2 (2010), successo di vendite e di critica. L'ultimo rilascio è, come detto, Battlefield 3, di nuovo multi-oriented (con una campagna in singolo misera, a detta di molti) con un altrettanto nuovo motore grafico, il Frostbite 2.0, che riesce ad ottenere, ad oggi, la migliore grafica su PC. Lo stesso motore verrà usato da Need for Speed: The Run.

Il gioco della serie che ha venduto di più è Bad Company 2 (5.56 milioni) con Battlefield 3 che, nonostante sia uscito da poco, già ha venduto 5.14 milioni, ed è destinato a salire.

Numeri impressionanti, ma nulla in confronto al re delle vendite.

Call of Duty esce nel 2003 su PC usando il motore di Quake III (basato sull'idTech 3) creato dalla Infinity Ward, sussidiaria della Activision. Il gioco ha un successo commerciale enorme, che porterà Activision a creare una versione parallela per console (Call of Duty: Finest Hour) mentre gli Infinity Ward lavorano sul sequel ufficiale per PC, Call of Duty 2, che usa stavolta l'IW engine 2.0. Su console di sesta generazione viene nuovamente pubblicata una versione alternativa, Big Red One, sviluppata dalla Treyarch, mentre il gioco ufficiale esce sulla prima console di settima generazione, l'Xbox 360. L'Activision comprende che il gioco vende molto su 360, e darà il via ad una manovra ad oggi ritenuta la distruzione del marchio CoD.
Call of Duty 3 esce nel 2006 solo su console (PS2, PS3, Xbox, Xbox 360, Wii) sviluppato non dalla Infinity Ward, ma dalla Treyarch. Il gioco vende tantissimo (sui 7 milioni) ma non è al livello dei giochi Infinity Ward. L'Activision quindi decide di far pubblicare un gioco all'anno, facendo alternare le case editrici. Nel 2007, quindi, ci sarebbe stato il ritorno degli Infinity Ward. E che ritorno.
Call of Duty 4: Modern Warfare esce su Xbox 360, PS3 e PC (più in la' anche Mac) nel 2007 usando l'IW Engine 3.0. Il gioco è, ad oggi, considerato il miglior CoD, vendendo qualcosa come 16 milioni di copie. Il mercato era pieno di CoD. Il mercato voleva nuovi CoD. Activision l'avrebbe soddisfatta.
Treyarch torna l'anno dopo, stavolta usando il motore grafico di MW, con World at War. Il gioco vende sulle 14 milioni, inferiore a MW ma capendo cosa il mercato vuole.
Nel 2009 Modern Warfare 2 rispacca tutto: IW Engine 4.0, vendite alle stelle. 23 milioni di copie, diventa il gioco non-bundle più venduto in assoluto, nonostante la critica non lo pone ai livelli del primo. Modern Warfare diventa una serie a se stante, quasi tirandosi dietro il nome Call of Duty perché è nato così. Il 2010 è l'anno di Black Ops, seguito di World at War.
Non è più Infinity Ward a vendere, bensì il nome Call of Duty: Black Ops, ad oggi, ha venduto 27 milioni di copie, sorpassando il ben più meritevole MW 2, nonostante utilizzi l'IW Engine 3 e non 4.


















E oggi?
Battlefield 3, uscito il 28/10, ha venduto 5.14 milioni, come detto prima.
MW 3, uscito l'8/11, (cioè due settimane dopo), ha venduto 6.5 milioni.
La gente cerca l'immediabilità. MW 3 è immediabilità. Battlefield è più riflessivo, più sul multi, più sulla grafica (premetto che a me gli FPS non piacciono).

Dopo questa parentesi sugli wargame, continuiamo con le news.
Finito ottobre, ovviamente, inizia Novembre; e il Novembre di Sony si accende con Uncharted 3, terzo episodio della famosa serie della Naughty Dog, famosi per le trilogie + racing game già testati sulle precedenti console Sony (Crash Bandicoot e Jak & Daxter). Il gioco viene acclamato dalla critica come "Il miglior gioco mai creato su PS3" e riceve i soliti voti altissimi, ampiamente meritati. La Naughty Dog riesce a far centro dove tutto falliscono: la PS3 è in mano loro, loro hanno il potere dell'esclusiva maggiore di questa generazione.


Contemporaneamente ad Uncharted, esce un gioco con una storia alle spalle molto più vecchia, iniziata nel 1991 su Sega Genesi: parlo di Sonic Generations, ultima incarnazione del porcospino blu più famoso del mondo. Switchando tra il Sonic classico ed il Sonic moderno, Sonic Generations fa tornare la serie allo splendore di un tempo, splendore perso con Sonic The Hedgehog (2006), Sonic Unleashed e Sonic Colors.

Di altrettanta importanza è l'uscita per Personal Computer di L. A. Noire, film interattivo della Rockstar Games e della defunta Team Bondi, già acclamato su console per la bellezza della mimica facciale, riscontrato in nessun altro videogioco.

11/11/11. Data mistica, sotto certi punti di vista. Ed è in quel giorno che esce il quinto episodio dell'immortale saga The Elder Scrolls, denominata Skyrim. RPG OpenWorld, molto probabilmente il migliore del suo genere, il gioco viene già acclamato come il Gioco dell'anno. Senza se e senza ma. 

Il 15/11 porta altri tre giochi nelle case ludiche: il primo di questi è Halo Anniversary, esclusiva 360, remake del gioco-xbox per eccellenza, Halo: Combat Evolved, sicuramente il miglior FPS mai creato. Il gioco è sviluppato dai 343 Industries dopo che la Bungie, creatrice storica di Halo, lascia la Microsoft per dedicarsi a progetti multipiattaforma.
Il secondo è Need for Speed: The Run che, come detto precedentemente, utilizza il Frostbite 2.0. Sviluppato da EA BlackBox, sviluppatori storici dei migliori NFS che era da Undercover che non ne toccava uno: gli Shift sono realizzati da Slightly Mad Studios (e propone un'alternativa più simulativa che arcade) mentre Hot Pursuit è stato realizzato invece dai Criterion Games, creatori di Burnout.

L'ultimo gioco, sicuramente il più atteso, è Assassin's Creed: Revelations, quarto episodio della serie Assassin's Creed, terzo della Renessaince Era. Iniziato nel 2007 col primo AC, questo episodio segue gli eventi diretti dei suoi predecessori, Assassin's Creed II e Assassin's Creed Brotherhood, portando alla fine la storia di Ezio Auditore, protagonista dei due giochi sopracitati, e di Altair Ibn-La'Ahad, protagonista del primo episodio. Stranamente, la versione PC non tarderà molto: se contiamo che ogni versione console esce a Novembre, la versione PC del primo episodio uscì ad Aprile dell'anno dopo, mentre si è dovuto attendere Marzo per la versione da desktop del II e di Brotherhood. Questa volta, invece, l'attesa è meno ridotta: 2 Dicembre.

Con questo penso di aver detto tutto ciò che potevo dire su questi mesi molto appassionanti, e che ho preferito parlare più di fatti che dei giochi in sé. Prossimamente, forse, farò qualche piccola recensione. Alla prossima!